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A B-1B Lancer sits on the flightline while receiving a post-flight inspection. The B-1 can rapidly deliver massive quantities of precision and non-precision weapons against any adversary, anywhere in the world. (U.S. Air Force photo/Airman 1st Class Joshua J. Seybert)

17 B-1 “Lancer” verranno ritirati nel 2021

17 bombardieri strategici B-1 “Lancer” verranno ritirati dal servizio date le gravi carenze strutturali causate dall’aver volato per migliaia di ore in condizioni alle quali l’aereo non era stato progettato.

I B-1 sono al centro di lunghe polemiche dato che il mantenimento di una piccola aliquota di Lancer costa decine di milioni ad aereo.

Il ritiro di diciassette esemplari consentirebbe di dirottare soldi e forza lavoro verso i bombardieri in condizioni migliori mentre l’USAF aspetta di ricevere il nuovissimo B-21 Raider.

I problemi strutturali del B-1B nascono dal fatto che non viene impiegato per lo scopo per il quale era stato progettato: penetrare le linee nemiche ad alta velocità a bassa quota con le immense ali totalmente ripiegate all’indietro.

La fine della Guerra Fredda e le evoluzioni tecnologiche hanno un po’ cambiato questo paradigma.

Il Lancer si trova dunque a volare a medio/alta quota, piano e con le ali completamente “aperte”. Ne consegue che le sollecitazioni a cui sono sottoposte le ali e la fusoliera sono diverse rispetto a quelle che i progettisti avevano ipotizzato.

Nel corso del tempo, a causa dei trattati New START, il B-1B ha perso la capacità di impiego di armamento nucleare.

Alla sua introduzione in servizio, visto che la deterrenza era la sua unica missione, erano state calcolate solamente 300 ore di volo/anno tra addestramento e allerta con il ritiro dal servizio previsto per il 2010.

Essere impiegato in modo “continuativo” con carichi convenzionali non fa parte del programma.

Immagine di copertina: Polish F-16s escort a B1B Lancer during a training mission for Bomber Task Force Europe, May 29, 2020. Aircrews from the 28th Bomb Wing at Ellsworth Air Force Base, South Dakota, took off on their long-range, long-duration Bomber Task Force mission to conduct interoperability training in the Black Sea region. Training with our NATO allies and theater partner nations contribute to enhanced resiliency and interoperability and enables us to build enduring relationships necessary to confront the broad range of global challenges. (Courtesy photo by Polish Air Force)

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