La Marina degli Stati Uniti ha assegnato a Boeing un contratto multimiliardario, del valore di oltre 20 miliardi di dollari, per la produzione dei caccia F/A-XX che sostituiranno gli attuali F/A-18 Super Hornet ed EA-18G Growler.

Il contratto prevede la realizzazione da parte di Boeing di diversi velivoli di prova per eseguire i test a terra, di aeronavigabilità, di sistema e di integrazione degli armamenti.
Boeing ha dichiarato che sarà un onore produrre la prima piattaforma di sesta generazione per la Marina, grazie ad anni di lavoro ed innovazioni.
Steve Parker, Presidente di Boeing Defense, Space & Security, ha affermato che l’azienda è pronta a realizzare questo importante programma. Questo contratto è la seconda assegnazione a Boeing per un programma di caccia di sesta generazione, dopo il programma F-47 per l’Aeronautica Militare statunitense ottenuto nel 2025. Parker ha inoltre sottolineato che l’azienda può sviluppare diversi programmi di aerei da combattimento contemporaneamente.
La costruzione del F/A-XX avverrà nel nuovo stabilimento di produzione a St. Louis, il più grande degli Stati Uniti, il cui allestimento prosegue. Questo stabilimento sarà parte del sistema aerospaziale digitale più avanzato al mondo.
I dettagli specifici dell’F/A-XX rimangono riservati per motivi di sicurezza nazionale.
L’US Navy, a differenza dell’US Air Force che punta con il NGAD ad ottenere un caccia per la superiorità e supremazia aerea, vuole un velivolo da combattimento multiruolo.
Anche per questo motivo l’US Navy non prevede per l’F/A-XX il ricorso a tecnologie particolarmente spinte che richiedano tempi lunghi ed alti costi di sviluppo, ma tecnologie già in buona parte disponibili e sicure, per abbattere contestualmente i costi di acquisto, considerato l’elevato numero di velivoli di prevista acquisizione per la sostituzione della flotta di Super Hornet.
L’F/A-XX sarà interoperabile con piattaforme con e senza pilota, come i Collaborative Combat Aircraft (CCA), e aumenterà le capacità di ogni CCA con cui collaborerà.
Riflessi sul comparto industriale militare statunitense
Dalla fase finale della selezione esce sconfitta la soluzione proposta da Northrop Grumman; ancor prima era stata bocciata quella avanzata da Lockheed Martin.
Al momento si crea una situazione che ha pochi precedenti nella storia industriale militare statunitense con il concentramento dei principali programmi per velivoli da combattimento in capo ad un unico produttore, in questo caso Boeing che gestirà in contemporanea il NGAD dell’USAF e l’F/A-XX della US Navy.
Boeing, tra l’altro, beneficerà anche dell’aumento del numero di F-15EX Eagle II da produrre per conto della USAF laddove, come sembra, il Congresso votasse a favore del richiesto incremento nella proposta di bilancio del Anno Fiscale 2027, con un totale di oltre 260 velivoli da allestire solo per il committente statunitense.
Per Boeing si tratta di una vittoria su tutta la linea, da diversi punti di vista inaspettata, considerati i problemi che hanno afflitto il gigante industriale aerospaziale, non ultimi quelli della linea KC-46A Pegasus.
Lockheed Martin, grande sconfitta per le gare dei nuovi velivoli da combattimento delle FF.AA. statunitensi, continuerà a produrre l’F-35 Joint Strike Fighter con gli aggiornamenti via via rilasciati e l’F-16V per l’esportazione; attualmente, vi sono in corso colloqui per una versione avanzata del F-16, la G, che è proposta alla USAF per rimpiazzare parte dei vecchi F-16C/D in servizio con i reparti aerei della Air National Guard.
Northrop Grumman si dovrà concentrare sulla produzione dei bombardieri stealth B-21 Raider di cui l’USAF vuole incrementare gli esemplari da acquistare.
Fonte ed immagine @Boeing


