mercoledì, Febbraio 1, 2023

Argentina, trattive in corso sul JF-17 cinese

Secondo quanto riportato dall’organo di stampa governativo Télam, l’ambasciatore argentino in Cina ha incontrato esponenti della China National Aero-Technology Import & Export Corporation (CATIC) sulla possibile acquisizione del caccia JF-17.

L’Argentina subisce infatti l’embargo di Londra che non consente la vendita al paese sudamericano di sistemi d’arma dotati di componentistica inglese.

Buenos Aires ha cercato negli ultimi anni un sostituto per i Douglas A-4AR Fightinghawk ricevuti dagli Stati Uniti alla fine degli anni 90′ ma i limiti imposti dal Regno Unito escludono di fatto la stragrande maggioranza dei velivoli sviluppati in occidente.

Fonte: Ambasciata argentina in Cina

L’accordo raggiunto per il KAI FA-50 sudcoreano è stato cancellato nel 2020 sempre a causa della presenza di impiantistica inglese.

Il caccia JF-17 ha almeno due grandi virtù dal punto di vista di Buenos Aires: non ci sono sistemi di bordo posti sotto embargo e soprattutto il prezzo è contenuto.

Il caccia cinese JF-17

L’ambasciatore argentino, a margine dell’incontro, ha sottolineato: “l’importanza della cooperazione con la Cina in materia di difesa perché gli aerei prodotti dalla CATIC non adottato tecnologia posta sotto restrizione per la vendita nel nostro paese”.

Oltre al nuovo caccia, sarebbero in corso trattative anche per l’acquisto di veicolo 8×8 prodotti dalla NORINCO con la possibile apertura di un impianto di assemblaggio in loco.

L’opinione del Capo di Stato Maggiore

Generale Xavier Julián Isaac, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica argentina (Wikimedia)

Il Generale Xavier Julián Isaac, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica argentina, ha però rilasciato una intervista a Infodefensa sollevando qualche dubbio sul caccia cinese.

Innanzitutto il Capo di Stato Maggiore ha confermato che per la sostituzione degli A-4AR sono attualmente in corsa il JF-17, l’F-16 ed il Tejas.

Per quanto riguarda il Tejas la presenza di componenti inglesi ha rallentato le trattative con l’India che si è però detta pronta a sostituire questi sistemi per superare l’embargo. Attualmente la FAA sta aspettando di ricevere dall’India maggiori dettagli circa la nuova soluzione.

L’F-16 rappresenterebbe una soluzione di continuità con velivoli degli Stati Uniti ma fino ad ora non è stato ufficializzato nulla se non l’interesse per l’acquisizione dei velivoli Block 52 in uso alla Danimarca. Inoltre c’è da sottolineare che l’F-16 impiega per il rifornimento in volo la sonda rigida mentre l’Argentina ha in uso solo rifornitori C-130 Hercules dotati di sonda flessibile “drogue obasket”.

Sul JF-17 l’Aeronautica argentina ha concluso la valutazione ma rimangono alcune perplessità sul supporto logistico dato che la FAA non ha mai lavorato con la Cina.

Sembra invece tramontare la possibilità di acquistare velivoli di fabbricazione russa dato che il MiG-35 proposto all’Argentina non ha ancora raggiunto la produzione in serie ed i costi potrebbero essere troppo alti mentre per il MiG-29 pesa l’attuale situazione internazionale.

Futuro dell’Aeronautica argentina

Mirage III dell’Aeronautica argentina

L’occasione dell’intervista ha permesso al Capo di Stato Maggiore di esporre alcuni problemi della propria forza armata alla luce di un budget non proprio sufficiente per le esigenze dell’ente.

A partire dalla mancanza di “trattori” per il traino degli aerei fuori dagli hangar alle condizioni precarie degli aeroporti che provocano un eccessivo consumo degli pneumatici fino ai problemi di mantenimento della flotta di A-4AR.

L’altra indicazione fornita dal Capo di Stato Maggiore è che l’intenzione è di acquisire 18 velivoli da affiancare agli A-4AR che dovrebbero dunque rimanere in servizio per diverso tempo.

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