giovedì, Febbraio 2, 2023

Arma Azzurra, il Comandante Giovanni Gravina decorato della Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri della carriera militare

Intervista a cura di Valentina Busiello al Colonnello Giovanni Gravina, Presidente Reggente della Sezione Associazione Nazionale Ufficiali dell’Aeronautica (ANUA) di Bari; Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri dell’Associazione Nazionale Ufficiali Forze Armate (UFAit); Consigliere UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) a Bari; Referente del Touring Club Italiano.

Benvenuto Comandante, ci parla della sua professione nell’ambito del diritto amministrativo, penale, e penale militare, all’interno dell’Arma Azzurra, con un accenno alla sua esperienza in termini di difesa presso i Tribunali militari, e soprattutto del suo ruolo di Ufficiale Commissario, della sua attività parasindacale nella Rappresentanza dei Militari, e le sinergie che attualmente mette in campo con le varie Associazioni d’Arma?

La mi attività nel campo del diritto viene da lontano (nel tempo): mi sono laureato con lode in Giurisprudenza, presso l’Università degli studi di Bari con una tesi in diritto amministrativo, e subito dopo sono entrato in Aeronautica Militare. L’attività nelle pubbliche amministrazioni si svolge tutta nel campo del diritto amministrativo: ogni atto che viene posto in essere dall’amministrazione è un atto amministrativo, di conseguenza la mia preparazione giuridica è stata molto utile all’interno dell’Aeronautica dove ho avuto la fortuna di poter di fatto esercitare la professione per la quale ho studiato. Anche quando sono arrivato da giovane Ufficiale, i Colonnelli del mio ruolo che erano in servizio mi consideravano quasi un pari, da un punto di vista intellettuale. In un flashback di ricordi mi sembra ancora di sentire “tu che sei fresco di studi – come la vedi tale situazione, ecc.”. Inoltre, grazie sempre alla mia professione, da Ufficiale ho avuto anche delle esperienze nel settore del penale, processuale, e penale militare, poiché’ all’inizio della mia carriera era possibile per gli Ufficiali difendere presso il Tribunale militare, sia come difensore di ufficio (dove facevamo dei turni), sia come difensore di fiducia, oggi non è più così, perché ’ possono difendere presso il Tribunale militare soltanto gli avvocati iscritti al foro di competenza. I tribunali militari avendo minor carico di lavoro rispetto alla magistratura ordinaria sono anche quelli più solleciti nello svolgimento dell’iter processuale. Un’esperienza che è stata gratificante sotto un profilo professionale poiché’ avevo l’onore di difendere al fianco di avvocati di spessore e valenza conosciuti nel foro della città di Bari, penalisti insigni molto importanti, e ovviamente c’era la pariteticità (omogeneità) tra me e loro, non venivo trattato come un giovane di studio come potevano essere dei miei colleghi di università in quel periodo.

Quanto al mio ruolo di Ufficiale Commissario. Ho frequentato la Scuola di Applicazione dell’Aeronautica Militare nella città di Firenze, dove mi hanno insegnato i servizi di Commissariato. E di Amministrazione.

L’Ufficiale Commissario dell’Aeronautica Militare si occupa sia del “Commissariato puro”, quindi viveri, vestiario, casermaggio, che del servizio del contante e di ogni branca relativa all’amministrazione. Ai miei tempi non avevamo ancora i sistemi computerizzati e si compilavano i fogli assegni degli stipendi a mano; ho poi imparato ad essere al passo con i tempi apprendendo ed usando le nuove tecnologie: Il mio motto è stato sempre quello di “se leggo-ricordo, se vedo-capisco, se provo-imparo”. Leggevo dai libri ed imparavo, però poi, quando sono andato in servizio ho visto come funzionava il lavoro e solo provando ho davvero imparato. Infatti, se si è capaci di fare, si è anche capaci di comandare. È un insegnamento che ho trasmesso ai più giovani, alcuni dei quali ancora ad oggi seguo nella loro carriera, li ho “cresciuti” come si vuol dire, e sono contento che abbiano raggiunto alcuni grandi traguardi.

Quanto all’attività cosiddetta parasindacale devo dire che all’Università ho avuto come Maestro di diritto del lavoro, il Professor Gino Giugni, che è il papà dello Statuto dei lavoratori,  per cui sono stato molto agevolato nello svolgere il mandato di rappresentanza nell’attività di rinnovo dei contratti di lavoro. Va precisato che per quanto riguarda le Forze Armate solo ora sono nati i veri e propri sindacati esterni. In realtà, avevamo un sistema di rappresentanza interna, quindi venivamo eletti a livello locale, territoriale, e centrale. E sono stato ben due volte il Vicepresidente Vicario del COCER (Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Militari) dell’Aeronautica; in questa veste ho avuto contatti con i membri della Commissione Difesa, dove si andava alle audizioni nel Parlamento. Ho avuto delle esperienze nel mio settore di grande soddisfazione.

Ho approfondito la questione pensionistica: abbiamo vissuto il passaggio dal sistema retributivo, al sistema contributivo, che è una cosa semplicissima da spiegare. Il sistema retributivo, significa che la pensione, ad esempio quella mia,  viene calcolata in una percentuale della retribuzione che si percepisce in servizio. Mentre per il sistema contributivo, si calcola sulla base dei contributi accantonati che vengono versati dal datore di lavoro. Il datore di lavoro versa tutto ciò che corrisponde al lavoratore  in denaro o in natura in una percentuale che non arriva al 33%. Il punto fondamentale della questione è, che con il sistema retributivo un soggetto ha una percentuale di quello che prendeva, poi, siccome all’ultimo giorno ci sono degli scatti in più, alla fine si percepisce di più di pensione di quanto si percepiva con l’ultimo stipendio. Con il sistema contributivo c’è un accantonamento del 33%, per cui alla fine della carriera solo con i coefficienti di rivalutazione si arriva al massimo di un 53% circa della retribuzione. Quindi, chi va in pensione con questo sistema senza aver fatto nulla, si trova a dover diminuire il suo regime di vita, perché’ il giorno in cui va in pensione, non ha fatto nulla, percepirà circa la metà di quanto abitualmente percepiva in attività di servizio. Questo sistema doveva essere ovviamente calmierato con l’introduzione del Fondi pensione. Ecco cosa è servita a me la rappresentanza militare: questi Fondi pensione venivano studiati da un gruppo di lavoro presieduto da un Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito che era del ruolo amministrazione, il quale aveva seguito degli stage anche in America; quindi, era a conoscenza di tante iniziative importanti, alle quali ero interessato, lui subito lo capii’, ed oltre ad andare alla riunione, sono stato poi, successivamente coinvolto sulle novità e progetti in campo.

La mia attività si è ampliata a dismisura verso il termine della mia carriera: non mi occupavo più soltanto del diritto disciplinare, penale, amministrativo, il diritto penale militare, ma di qualsiasi cosa, poiché’ in un alto Comando c’è anche personale civile, quindi c’è il diritto sindacale, che il Comandante deve conoscere, c’è l’antinfortunistica dove c’è un settore dedicato ma  il consulente giuridico deve fare da supervisore. Il Comandante non firmava nulla che non passasse da me o dal mio coordinamento. Quindi mi sono occupato di aspetti che nemmeno immaginavo. Un esempio, mi capitò di predisporre il Disciplinare d’uso del Comando Aeroporto di Guidonia da parte dell’Aero Club, naturalmente la parte tecnica la fece il Comandante della base, come il controllo della torre, ecc, io realizzai invece tutta la parte giuridica, prevedendo anche le assicurazioni che avrebbero dovuto fare, quali erano i massimali, stabilirli. Quindi non si finisce mai di imparare, ed è stato un piacere ed una grande soddisfazione misurarmi con me stesso e mettermi alla prova. Non ultimo imparare ad utilizzare gli strumenti informatici direttamente, cosa che trovo fondamentale ed utilissima al giorno d’oggi.”

Facciamo un passo indietro: ci parla del progetto a cui lavorava il gruppo di lavoro in tema pensionistico?

L’idea era di realizzare dei Fondi pensione unificati per tutto il comparto della Difesa e sicurezza, in maniera tale da raccogliere una massa monetaria enorme, che ovviamente avrebbe fruttato di più, che non i singoli accantonamenti messi nel Fondo pensione in banca. Siccome questo sistema in America funzionava bene, in quanto i Fondi pensione americani del Comparto pubblico, in ragione della massa monetaria da cui erano costituiti diventavano l’ago della bilancia della borsa essendo in grado, con gli spostamenti dei propri investimenti di fa salire o crollare un titolo.

Quindi, questo era il programma che, purtroppo, al momento non è ancora stato realizzato anche se la legge lo consente. Quindi, i giovani devono provvedere in proprio alla realizzazione di una pensione integrativa (in banca o presso una società assicurativa), sapendo benissimo che, al termine dei versamenti, quando si va in banca a decidere se riscuotere il capitale, oppure percepire il vitalizio, ci si rende conto che, dopo aver versato un sacco di denaro, il vitalizio diventa di 30-40 euro mensili, e quindi non è conveniente.”

Ci parla dell’indennità di fine rapporto, e l’indennità di buonuscita?

L’indennità di fine rapporto viene calcolata sulla base dei versamenti e degli accantonamenti fatti dal datore di lavoro,  mentre, l’indennità di buonuscita ha tre soggetti; il datore di lavoro che versa una parte su alcune voci, il lavoratore, e un Ente previdenziale, che ora è l’INPS per tutti, che percepisce i contributi versati, e si occupa poi di gestirli, ed è obbligato al versamento a fine servizio di una indennità detta di buonuscita

Quindi, avendo accantonato del denaro, il datore di lavoro ce l’ha custodito effettivamente da qualche parte, ed è possibile sia  avere l’anticipo sulla liquidazione, sia prendere una parte dell’accantonamento fino alla percentuale che la legge consente, e  versarla direttamente su quel famoso Fondo pensione che viene alimentato da versamenti mensili, per cui non si parte più da zero, ma si parte da zero più x.

In quel altro sistema (buonuscita) tutto questo non è possibile: si ha solo diritto alla liquidazione finale del dovuto.

Comandante Giovanni Gravina, ha trasmesso ai giovani Ufficiali la sua esperienza?

È doveroso. Bisogna trasmettere sempre la propria esperienza ai giovani. Non bisogna tenere per sé gli insegnamenti passati e le esperienze, ma trasmetterle. I giovani sono delle risorse fondamentali per il futuro del sistema Paese, ed è importante chi li segue e chi trasmette loro gli insegnamenti, le passioni.”

Comandante Gravina, ci parla della straordinaria sinergia con le Associazioni. Lei è il Presidente Reggente attualmente della Sezione Associazione Nazionale Ufficiali dell’Aeronautica Militare (ANUA) nella città di Bari, e l’Associazione Arma Aeronautica e dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia)?

Presidente Reggente della Sezione Associazione Nazionale Ufficiali dell’Aeronautica Militare (ANUA). Reggente perché’ la sto’ ricostituendo, in quanto esisteva la Sezione nella città di Bari, poi il Presidente dell’epoca che era un caro amico, morì, e da quel momento non è stata più portata avanti la Sezione, poiché’ tutti i documenti si trovavano nel suo computer e non si sapeva come fare; quindi, i soci erano attestati ad altra Sezione, quella di Roma, per esempio. Quando io mi sono riscritto chiesi espressamente di essere assegnato alla Sezione di Taranto, ne ho seguito l’attività in sinergia con la Presidenza nazionale, la quale periodicamente ci convoca a Roma, dove realizziamo delle assemblee generali presso la Casa dell’Aviatore. Successivamente ho ricevuto poi l’incarico dal Presidente nazionale, il Generale di Squadra Aerea Claudio De Bertolis, già Segretario Generale della Difesa di svolgere questo lavoro di ricostituzione, e finalmente sto riuscendo a mettere insieme i pezzi,  per cui a breve farò una convocazione per le elezioni, e se mi eleggeranno diventerò  poi il Presidente effettivo. Questo è per quanto riguarda l’ANUA.

Per quanto riguarda l’Associazione Arma Aeronautica, sono stato socio fin da quando ero Capitano, però ovviamente essendo in servizio non l’ho vissuta se non pagando la quota, ricevendo la rivista, ecc. Verso la fine della carriera, proprio negli ultimi mesi, sono stato chiamato ad entrare nel Consiglio dove mi hanno eletto, e sono arrivato anche alla carica di Vicepresidente, ma poi per motivi personali mi sono dimesso sia dalla carica, che dalla qualità di socio. Ecco, che allora sono entrato anche nell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia) di Bari, che fino ad una certa data, quando sono entrato, era un Ente pubblico, il Presidente veniva nominato con Decreto del Presidente della Repubblica, poi è diventata come le altre Associazioni un Ente di diritto privato, ed io fui invitato dall’allora Presidente nazionale, il Generale di Squadra Aerea Tricomi, che mi conosceva perché era stato il mio Vicecomandante a Bari quando ero Capitano, e mi chiese di entrare poiché’ c’era bisogno anche di Ufficiali anche dell’Aeronautica nell’UNUCI. Mi sono quindi iscritto, e da subito mi hanno fatto eletto Consigliere, Consulente giuridico del Presidente dove ho continuato questa attività. Naturalmente non a caso io sono ANUA Ufficiali, UNUCI Ufficiali, Presidente del Collegio Nazionale dei Probiviri dell’Associazione Nazionale Ufficiali Forze Armate (UFAit) Ufficiali. Non è una questione di casta, attenzione: proprio perché’ ho fatto il rappresentante militare nel COCER (Consiglio Centrale di Rappresentanza Militari in Aeronautica) lì c’erano le varie categorie, ed io venivo eletto come rappresentante della categoria Ufficiali, poi c’era la categoria Sottoufficiali, quella di Truppa in servizio permanente.

Secondo il mio punto di vista personale, bisogna avere una “specializzazione” anche in ambito associativo, poiché’ bisogna muoversi in un ambiente congeniale, altrimenti è un perdere tempo.

Quindi sinergia è adesso per me solo questo tipo di attività, quella che va ad occuparsi della figura dell’Ufficiale in servizio e non. Ho volutamente detto “in servizio e non”: non ho detto “non più in servizio”, perché’ per me, essere Ufficiali significa essere sempre in servizio per la Patria, sia che si possa indossare l’uniforme, sia che non si possa più farlo. Ora l’ufficiale in congedo, infatti,  non può più indossare l’uniforme perché una norma regolamentare ha abrogato di fatto una norma di rango superiore, che prevede che l’Ufficiale in congedo mantenga l’onore del grado e dell’uniforme. Questa è una frase che vorrei fosse scolpita. Penso che chi ha scritto questa norma non si sia reso conto che domani o il giorno dopo starà anche lui dall’altra parte e verrà con noi a fare ciò che noi facciamo.

Nella mia attività di servizio mi sono sempre messo dall’altra parte, ed ho cercato di trattare sempre la controparte come avrei voluto essere trattato, l’ho fatto sempre, anche quando ero capo ufficio disciplina, per esempio, oppure quando ho trattato con il personale in congedo,’ quando ero Vice Capo Reparto Personale, e  capitava che venisse a parlare con noi personale in congedo di qualsiasi grado Bisognava saper comunicare, con queste persone tenendo sempre a mente il principio del “se ci fossi io al posto suo”.

Progetti futuri?

Un progetto immediato è quello di costituire questa Sezione ANUA di Bari, farla funzionare, magari in sinergia con l’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia).

La Sezione ANUA di Bari avrà pochi soci al momento, circa 16-18 soci, una piccola Sezione, potremmo utilizzare quindi, aggregandoci, delle attività svolte dalla Sezione UNUCI di Bari, che conta 350-400 soci, e nella realizzazione di manifestazioni.”

Comandante, è decorato della Medaglia Mauriziana al merito di dieci lustri della carriera militare, riesce a portare l’Associazione Decorati di Medaglia d’oro Mauriziana in Aeronautica, una straordinaria sinergia, ce ne parla?

L’Associazione Nazionale Decorati di Medaglia d’Oro Mauriziana “Nastro Verde”, della quale sono socio, conta tra i propri iscritti molti Ufficiali e Sottufficiali dell’Aeronautica.

Più di una volta, con UNUCI e Nastro Verde abbiamo organizzato visite istituzionali a basi e Reparti dell’AM.

Siamo anche stati insieme ad altre associazioni d’arma (ANMI, UNUCI, Nastro Verde) in visita alla base ONU di Brindisi.

Questo prova che anche tra Nastro Verde e altre associazioni c’è e può esserci collaborazione. Certamente con la nascente sezione ANUA di Bari continueremo questo percorso.

Ci parla del territorio dove vive ed opera, la magnifica città di Bari, terra di straordinaria eccellenza e di mare. Il Touring Club Italiano?

Sono Referente del Touring Club Italiano. Significa che, per le Associazioni, in pratica per l’UNUCI e   per tutte le altre Associazioni di cui faccio parte, compresa la neonata Associazione Nazionale Ufficiali Forze Armate (UFAIT), posso far iscrivere i soci al TCI (o rinnovare l’associazione) a prezzi CRAL, quindi inferiori a quelli di listino.

È un’attività di volontariato, che funziona così: ricevo la quota provvedo al rinnovo o all’iscrizione  on line, il socio riceve a casa la tessera, il pacco, che si chiama “bagaglio di viaggio”, dopodiché’ ho un contatto con la sede di Milano alla quale effettuo  i versamenti. Questa è un’attività che mi piace svolgere e che svolgo da circa venti anni. Oltre al “Referente”, ci sono altre figure nel Touring Club, come i Consoli, che organizzano delle uscite, visite, pubblicizzate  attraverso locandine che divulgo ai miei soci.

Quanto al territorio in cui vivo, devo precisare che sono nato a Lecce città d’arte barocca ma  vivo a Bari, città che ha come caratteristica spettacolare il  mare: il rapporto tra Bari e il mare, è continuo e costante. Bari ha, infatti, un lungomare bellissimo che adorna tutta la città da sud a nord senza soluzione di continuità se si fa eccezione per la zona del porto.”

Comandante ci parla delle bandiere arancioni?

Sono dei luoghi che in base a delle caratteristiche paesaggistiche e turistiche, ricevono dal Touring Club un riconoscimento attraverso una bandiera arancione, vengono così valorizzate alcune località, magari sconosciute, che il Touring propone all’opinione pubblica come mete turistiche di eccellenza.

Poi ci sono anche altre attività, come tutelare il nostro territorio e farlo conoscere. Ci sono i volontari che tengono aperti dei siti, cioè, un esempio, a Brindisi, la casa del marinaio che si trova sul lungomare, che è una specie di Museo, e viene tenuto aperto attraverso i turni tra volontari e soci del Touring, un’attività di volontariato sul territorio che viene svolta dai club del territorio. Questi club non sono ancora presenti in tutte le città, ma se ne auspica la diffusione.”

Comandante Gianni Gravina, è stato sempre aldilà della sua importante e bellissima professione, un uomo, un professionista sempre vicino ai suoi affetti. Il ricordo del suo papà?

Nel ricordo del mio caro papà vi porto nella città di Palermo, terra di straordinaria eccellenza, dove mio padre, romano del quartiere Prati, si laureò in ingegneria civile e fu l’assistente di Emilio Segrè (Premio Nobel per la fisica), e successivamente iniziata la carriera militare durante la guerra, diventò Generale dell’Aeronautica Militare. Sono nato a Lecce perché papà è stato in servizio per tanti anni nel vicino aeroporto di Galatina ed h Lecce ha conosciuto la mia mamma. Poi, all’età di 10 anni ci trasferimmo a Bari, dove passeggiando sul bellissimo lungomare si vedono i pescatori all’opera accarezzati dalla brezza marina, il sole che si specchia nelle acque, la brillantezza del mare lo scintillio delle onde.

Bari è il mare.”

Comandante nella città di Bari, c’è un Comando dell’Aeronautica Militare molto importante, ce ne parla?

Il Comando Scuole dell’Aeronautica Militare/ III Regione Aerea di Bari ha bellissima una sede storica, che fa parte del lungomare nella zona costruita nel ventennio grazie al Ministro barese Araldo di Crollalanza. Fino a qualche anno nello specchio di mare antistante il Comando vi erano dei massi in cemento, residui di un molo di attracco per gli idrovolanti, usato durante la guerra. Questo Alto Comando, comunque denominato nel tempo (Quarta ZAT, Terza Regione, etc.) è sempre stato importante per l’Aeronautica Militare, ed in quanto tale ha avuto sempre la responsabilità presidiaria.

Attualmente vengono realizzate delle importanti cerimonie soprattutto per il Centenario della fondazione dell’Aeronautica.”

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