In Libia si registra una pericolosa escalation a causa dell’attentato dinamitardo che a Bengasi ha eliminato il vertice dell’intelligence della fazione che fa capo al Maresciallo Khalifa Haftar e che controlla, o dovrebbe controllare, buona parte della Libia orientale.

Infatti, il capo dell’intelligence militare dell’Esercito Nazionale Libico, il Generale di Brigata Fawzi Mansouri, è stato ucciso lunedì in un’esplosione avvenuta nella sua auto, parcheggiata davanti alla sua casa nel quartiere di Hawari a Bengasi.
Fonti della sicurezza di Bengasi hanno confermato l’incidente, ma non hanno fornito dettagli sull’autore dell’attacco o sul tipo di ordigno utilizzato.

Al momento non si registrano rivendicazioni dell’attentato che ha colpito pesantemente l’Esercito Nazionale Libico.
Tale grave attentato videnzia le persistenti sfide alla sicurezza in Libia, dove diverse amministrazioni e gruppi armati esercitano ancora influenza nonostante il cessate il fuoco del 2020.
Nelle stesse ore dell’attentato dinamitardo a Mansouri vi è stato un attacco con drone portato alla raffineria sita a Zawiya di proprietà della National Oil Corporation; anche in questo caso non vi sono rivendicazioni.
La Libia è divisa dal 2014 tra fazioni orientali e occidentali dopo la caduta del regime del Colonnello Muammar Gheddafi con diverse sfere di influenza tra cui quella di Turchia e Qatar che sostengono materialmente e militarmente il Governo di Tripoli.
L’Esercito Nazionale Libico, guidato da Khalifa Haftar, afferma di controllare gran parte della Libia orientale ed è sostenuto tra gli altri da Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Grecia ed Egitto.


