Ad Amburgo presso il sito Blohm+Voss di Rheinmetall è stata battezzata la LÜBECK, l’ultima delle cinque nuove corvette multiruolo K130 del secondo lotto costruite per la Marina Tedesca.

Tale cerimonia rappresenta un evento importante per Rheinmetall perché è il primo evento del genere per Rheinmetall da quando ha organizzato la nuova divisione Naval Systems acquistando NVL (Naval Vessels Lürssen).
L’allestimento sarà ora completato ad Amburgo e la nave, prima di essere immessa in servizio, sarà sottoposta a prove di cantiere ed a quelle eseguite dal BAAINBw e dalla Marina Tedesca.
Le nuove corvette multiruolo sono realizzate dal consorzio K130 (ARGE K130), guidato dalla divisione Naval Systems di Rheinmetall in collaborazione con TKMS e con i cantieri navali tedeschi di Kiel.
Caratteristiche delle K130
Dotate di un design stealth per ridurre la segnatura radar, le K130 non hanno il fumaiolo tradizionale ma adottano un sistema di raffreddamento con acqua marina dei fumi di scarico dei motori che, dopo il trattamento, sono espulsi lateralmente sopra la linea di galleggiamento contribuendo così ad abbattere anche l’impronta infrarossa delle navi.
Le K130 sono corvette ottimizzate per operare in acque costiere, cd. littoral warfare, e possono operare nel contesto di missioni internazionali di gestione delle crisi.
Tali corvette dislocano circa 1.840 tonnellate, sono lunghe 89 metri, larghe 13,2 metri ed hanno un pescaggio di 3,4 metri; dispongono anche di due RHIB da 6 metri allo per operazioni di polizia marittima, supporto e servizio alloggiati in apposite nicchie laterali protette, per mantenere l’impronta radar bassa e che sono varati e recuperati con apposite gru a braccio singolo (il davit) in grado di operare anche con forte moto ondoso.
Le K130 sono condotte da un equipaggio di circa 60 marinai, che è alternato con il sistema multi-crew che consente all’unità di restare in mare per lunghi periodi solo sostituendone l’equipaggio.
La propulsione è di tipo CODAD (COmbined Diesel And Diesel) su due motori MTU 20V 1163 TB93 della potenza totale di circa 14,8 MW che lavorano su due assi indipendenti ciascuno collegato ad un’elica a pale orientabili (controllable pitch propellers); la velocità massima è superiore i 26 nodi, mentre l’autonomia raggiunge le 4.000 miglia nautiche ad una velocità di crociera di 15 nodi; è disponibile un’elica di prua (bow thruster) trasversale da 300 kW o circa 400 CV di potenza che facilita le manovre in porto.
Armamento
L’armamento delle K130 prevede quattro lanciatori per missili superficie- superficie RBS-15 Mk3 di Saab che hanno capacità di attacco a bersagli terrestri e gittata di oltre i 200 km.
La difesa antiaerea è affidata a due lanciatori RAM (Rolling Airframe Missile) a 21 celle ciascuno, per assicurare la protezione ravvicinata contro la minaccia di missili e velivoli, tra cui droni e loitering munitions.
Come artiglierie sono disponibili un cannone Leonardo Super Rapido da 76/62 mm e due impianti a controllo remoto Mauser BK-27 da 27 mm in grado di affrontare minacce asimettriche, droni ed imbarcazioni di taglia ridotta.
Le corvette K130 possono essere impiegate anche per eseguire minamenti; in coperta possono essere installate due tramogge per un totale di 34 mine Mk 21.
Le unità non dispongono di hangar ma di ponte volo in grado di far operare elicotteri della classe 10-12 tonnellate Sea Tiger e Sea Lion (entrambi del tipo NH-90) e droni V-200 Skeldar integrati nel CMS che consentono di eseguire missioni ISR ampliando le capacità operative delle K130.
Dotazioni elettroniche
A bordo delle corvette K130 appartenenti al primo lotto opera il Combat Management System (CMS) TACTICOS, sviluppato da Thales Deutschland, che opera come snodo centrale per il comando e controllo (C2), elaborando i dati provenienti dai radar e dai sensori optronici per fornire una mappatura accurata dell’ambiente operativo circostante.
Invece, per le corvette appartenenti al secondo lotto è stato selezionato il sistema fornito dal consorzio FüWES K130, guidato da ATLAS ELEKTRONIK in collaborazione con Thales, compatibile con il primo lotto, che introduce hardware moderno e software adattato per rispondere alle più recenti normative di Cyber Security e sicurezza IT.
Inoltre, è disponibile lo IMCS (Integrated Monitoring and Control System), un sistema che monitora lo “stato di salute” della K130 e che consente di automizzare buona parte delle procedure tecniche ed operative della nave.
Le dotazioni elettroniche sono costituite da un radar multifunzione Hensoldt TRS-4D per le K130 del Batch 2 di tipo PESA (Passive Electronically Scanned Array) che opera in banda C, due radar di navigazione, un sistema di identificazione (IFF) MSSR 2000 I ed un sistema di sorveglianza passiva ed identificazione elettro-ottico (EO/IR) Mirador.
La K130 ha in dotazione un sistema di protezione TKWA/MASS o Multi Ammunition Softkill System) basato su lanciatori di decoy e chaff; per la guerra elettronica è disponibile il sistema Rigel della spagnola Indra che adotta tecnologia RESM/RECM di ultima generazione in grado di rilevare e contrastare segnali radar nemici tramite tecniche di disturbo ed inganno; per le corvette del primo lotto è installata una suite per contromisure elettroniche (ECM) UL 5000 K.
Comunicazioni e sicurezza digitale
Per le comunicazioni a bordo delle corvette K130 è disponibile l’Integrated Communications System (ICS), che gestisce sia le comunicazioni interne che quelle esterne alle nave in modo criptato e sicuro. Sono in uso i data link 11 e 16, sistemi SATCOM per le comunicazioni a lungo raggio e radio multibanda di tipo HF, VHF ed UHF del tipo Software Defined Radio per trasmissioni sicure.
Le K130 sono cablate con una rete digitale IP ad alta velocità che collega ogni locale operativo e sono impiegati per determinati compiti anche sistemi radio wirless collegati alla Centrale Operativa di Combattimento (COC), ad esempio dai team di ispezione in alto mare in caso di controllo di imbarcazioni sospette.
Le corvette K130, soprattutto quelle appartenenti al secondo lotto, sono particolarmente protette dai cyber-attacchi; infatti, i nodi primari di comunicazione sono protetti da firewall avanzati e con sistemi di cifratura che isolano la rete tattica ed operativa da quella di gestione amministrativa.
Fonte e foto credit @Rheinmetall Naval Systems

