Servizio e corredo fotografico a cura di Gastone Giurisato
Sul sedime dell’aeroporto internazionale “Aurel Vlaicu” di Băneasa, la sedicesima edizione del Bucharest International Air Show (BIAS 2026) si conferma molto più di un appuntamento di richiamo per l’aviazione generale e acrobatica. Nell’attuale quadro geopolitico dell’Europa orientale, la principale manifestazione aerea della Romania si trasforma in un importante palcoscenico di diplomazia militare e di proiezione di potenza per l’Alleanza Atlantica lungo la direttice del Mar Nero.

Le Forze Aeree di Bucarest (Forțele Aeriene Române) vivono una fase di profonda trasformazione dottrinale e strutturale. Il progressivo e definitivo tramonto dei caccia multiruolo/intercettori di epoca sovietica ha accelerato il processo di transizione verso assetti di costruzione occidentale. Il perno della difesa aerea nazionale è oggi affidato ai caccia multiruolo Lockheed Martin F-16AM/BM Fighting Falcon (provenienti dai surplus portoghese e norvegese), in attesa che prenda forma nei prossimi anni il salto generazionale verso i velivoli di quinta generazione F-35A Lightning II. In questo scenario, il BIAS rappresenta la vetrina operativa in cui misurare il grado di integrazione tra la flotta rumena e i contingenti delle Nazioni alleate.
La componente tattica e i velivoli d’attacco in volo
Il programma di volo dell’edizione 2026 riflette in modo chiaro questo dinamismo. Tra le esibizioni soliste di maggior rilievo tattico spiccano le evoluzioni del Rafale Solo Display dell’Armée de l’Air et de l’Espace francese e quelle del caccia multiruolo McDonnell Douglas EF-18A Hornet dell’Ejército del Aire y del Espacio spagnolo (designato localmente C.15).

Particolare interesse ha destato anche la presenza operativa della Luftwaffe tedesca, che ha portato in linea sia la dimostrazione dinamica del Panavia Tornado IDS del Taktisches Luftwaffengeschwader 33 — velivolo caratterizzato dalla geometria variabile delle ali —, sia la mostra statica del velivolo da trasporto strategico Airbus A400M Atlas del Lufttransportgeschwader 62.
La Forțele Aeriene Române ha garantito una presenza massiccia con i propri assetti di punta: le formazioni di F-16 dei Gruppi 48° e 53° Fighter Squadron, affiancate dai velivoli da trasporto tattico C-27J Spartan del 902° Squadrone e C-130 Hercules del 901°.

Ampio spazio è stato riservato alla componente ala rotante con gli elicotteri IAR 330 Puma nelle versioni SOCAT e L-RM, impiegati – rispettivamente – per simulazioni di supporto tattico e ricerca e soccorso (SAR).
Addestramento avanzato e cooperazione acrobatica
Accanto alla componente puramente bellica, l’evento ha evidenziato l’importanza della catena addestrativa. La presenza statica dell’addestratore avanzato di produzione nazionale IAR 99 Șoim (in forza al 951° Squadrone) richiama il programma di aggiornamento avionico verso lo standard SM (Standard Modernizat) in corso per garantire la transizione dei piloti sui caccia di quarta generazione avanzata.

Il programma acrobatico ha visto l’alternarsi di formazioni civili e militari. L’elemento di maggior rilievo è sicuramente il ritorno a Bucarest delle Frecce Tricolori, che mancavano dal BIAS da ben 14 anni. La presenza del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico della nostra Aeronautica Militare è un’eccezione importante, dato che lo squadrone ha ridotto al minimo le uscite estere in questa stagione.
Il volo in formazione dei dieci MB-339PAN è posizionato come gran finale del blocco militare pomeridiano; arriva quindi dopo i passaggi ad alta velocità dei caccia NF-5A dei Turkish Stars e precede le coreografie aeree dei polacchi del Flying Dragons Team, che chiudono la manifestazione con i loro paramotori ed effetti pirotecnici al tramonto.
Il valore strategico di Băneasa
La scelta di Băneasa come sede del BIAS offre una prospettiva unica: la relativa vicinanza della linea di volo al pubblico (gli organizzatori hanno fissato la linea di volo a 230 metri dall’area spettatori) permette una percezione diretta delle prestazioni dinamiche e dei requisiti manovrativi delle macchine.

Ma al di là dello spettacolo visivo, il messaggio che emerge dall’edizione 2026 è essenzialmente politico e militare: l’integrazione aerea sui cieli balcanici è una realtà consolidata, e la Romania si candida a diventare un hub addestrativo e logistico fondamentale per l’architettura di sicurezza della NATO nel quadrante orientale.


