Caos nella Repubblica Democratica del Congo

La situazione nella Repubblica Democratica del Congo sta precipitando a seguito dell’azione dei guerriglieri del Movimento M23 che hanno circondato ed attaccato nella regione nord orientale l’importante città e centro di flussi commerciali di Goma.

Le autorità di Kinshasa, da anni alle prese con l’M23 ed altri gruppi insurrezionali, ed in pessimi rapporti con il vicino Rwanda, hanno tentato di limitare i danni e respingere i ribelli inviando rinforzi militari, anche a seguito dell’avvenuta uccisione del governatore militare della regione.

Le misure prese dalle autorità di Kinshasa si sono rivelate un completo fallimento con i militari che si ammutinati e in massa hanno attraversato il confine, consegnandosi con le armi alle forze rwandesi o hanno abbandonato le armi alle forze della missione internazionale MONUSCO, gestita dalle Nazioni Unite, che ha lamentato la perdita di una dozzina di caschi blu uccisi, per lo più del Sudafrica, nel corso dei violenti combattimenti tra le fazioni.

La città di Goma è passata sotto il controllo del M23 che ha anche dichiarato chiuso lo spazio aereo sopra la città interdendo la navigazione sul lago Kivu.

Sono migliaia gli abitanti di Goma e dintorni in fuga dagli scontri e questo aggrava le già pessime condizioni umanitarie in cui versa la regione.

Il Kenya, avente un folto contingente militare schierato nella RDC si, è detto estremamente preoccupato dagli ultimi avvenimenti ed ha chiesto l’immediata convocazione del vertice della Comunità dell’Africa Orientale per tentare di pervenire ad una soluzione diplomatica di una crisi sempre più seria e complicata che potrebbe degenerare in una vera e propria guerra regionale.

Le stesse Nazioni Unite hanno tentato, inutilmente, di mediare tra le parti per evitare la caduta di Goma che potrebbe degenerare in un conflitto aperto con conseguenze catastrofiche, visti i pregressi storici in quell’area del continente africano che non lasciano presagire a nulla di buono.

I rapporti tra RDC e Rwanda, storicamente mai sereni e pacifici, sono peggiorati progressivamente culminando con il ritiro del ambasciatore congolese da Kigali avvenuto la scorsa settimana, con il governo di Kinshasa che accusa apertamente i rwandesi di appoggiare apertamente l’M23 e di avere mire espansionistiche, avendo inviato senza autorizzazione suoi militari nel territorio congolese.

La presa di Goma da parte del M23 è considerata dalle autorità di Kinshasa alla stessa stregua di una dichiarazione di guerra da parte del Rwanda.

Il Governo di Kigali, ovviamente, ha rigettato le accuse sostenendo che sia la RDC ad alimentare i gruppi terroristici ed insurrezionali che agiscono nel Rwanda e nella regione destabilizzandola.

Nel frattempo, oltre la resa di massa delle truppe congolesi, si sono registrati scontri a fuoco al confine tra i due Paesi, segno che alcuni reparti congolesi nell’area sono rimasti fedeli alle autorità di Kinshasa.

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