Capacità anti-drone per le unità della Marina Militare

Il Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2024-2026 prevede per la Componente Marittima nei programmi di previsto avvio l’ammodernamento delle capacità di difesa aerea e missilistica o AAW, inclusiva di capacità anti-drone.

Per questo specifico settore, la difesa anti-drone drammaticamente salita agli onori della cronaca in questi ultimi anni, è previsto l’avvio di un programma finalizzato ad acquisire un sistema di Difesa Aerea per l’individuazione ed il contrasto di APR (Aeromobili a Pilotaggio Remoto), convenzionale e ad energia diretta, integrata nel Sistema di Combattimento delle Unità Navali, in modo da renderli in grado di esprimere capacità operative anti-drone ed anti-sciame di droni, per la protezione delle Unità Navali in tutti profili d’impiego operativi.

Il DPP appena licenziato indica che è in corso lo specifico iter d’approvazione e che il fabbisogno complessivo previsto è di 194 milioni di euro di cui 80 saranno finanziati come quota parte dal bilancio ordinario della Difesa.

Relativamente ai sistemi di difesa anti-drone risulta che la Marina Militare abbia chiesto alla omologa ellenica informazioni afferenti il sistema C-UAS Kentauros, sviluppato in Grecia, una sorta di sistema APS nato per applicazioni terrestri, successivamente declinato in versione navale ed ora impiegato operativamente a bordo di una delle fregate classe Hydra schierate nel Mar Rosso nel ambito della operazione EUNAVFOR Aspides per la protezione delle navi commerciali e delle rotte di navigazione dall’offesa aeronavale e missilistica portata dagli Houthi che operano dallo Yemen.

La soluzione prevista dalla MM sarà ibrida per il contrasto degli UAS, facendo perno su sistemi convenzionali (artiglieria in senso lato comprensiva di mitragliere e mitragliatrici pesanti installate in RCWS e missili) e su sistemi ad energia diretta (che possono essere laser e/o microonde) oltre a jammer per il disturbo delle frequenze operative dei sistemi a pilotaggio remoto.

Il programma della Marina si inserisce sulla scia di quello già avviato dalla Difesa per esigenze terrestri. Infatti, tra le ulteriori esigenze prioritarie da finanziare il DPP indica il completamento del programma previsto per il 2035 per lo sviluppo e l’acquisizione di Sistemi di difesa anti-drone convenzionale e ad Energia Diretta per la Difesa.

Trattasi di un programma pluriennale relativo allo Sviluppo della capacità iniziale di Contrasto alla minaccia Mini-Micro APR non ancora in possesso della Difesa. L’intervento è atto allo sviluppo e all’acquisizione di apparati tecnologici che appartengono ad una nuova tipologia di sistemi di Difesa Aerea e di Force Protection impiegabili in contesti operativi complessi, a protezione delle basse e bassissime quote, anche in ambienti urbani.

Inoltre, il programma ha provveduto a sostenere anche il retrofit di alcuni apparati in servizio funzionali ad evitare il gap capacitivo in attesa dell’approvvigionamento dei nuovi assetti.

La progettualità avviata, oltre ai finanziamenti su capitoli a “fabbisogno”, gode di risorse già assegnate al comparto provenienti dai fondi a “fattore legislativo” recati dalle precedenti LdB.

Fonte Documento Programmatico Pluriennale 2024-2026

Foto credit @Marina Militare

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