Negli Stati Uniti la Central Intelligence Agency (CIA) prevede di integrare collaboratori basati sull’intelligenza artificiale (AI) nei flussi di lavoro degli analisti nei prossimi anni, per migliorare la raccolta e l’analisi delle informazioni.

A tal fine, Michael Ellis, il vicedirettore della CIA, ha affermato che questi strumenti non sostituiranno gli analisti umani, ma li aiuteranno a redigere giudizi fondamentali ed a verificare le informazioni. Entro un decennio, la CIA intende trattare questi strumenti come “partner autonomi per le missioni“, gestendo team di intelligenza artificiale in un modello ibrido per migliorare l’efficienza del lavoro.
Nel 2022, l’Agenzia ha avviato oltre 300 progetti di intelligenza artificiale e ha utilizzato per la prima volta l’IA per creare un rapporto di intelligence. Questa è un’opportunità rara per vedere come la CIA sta integrando l’IA nelle sue operazioni quotidiane, evidenziando l’importanza crescente di tali sistemi nel lavoro degli agenti.
La CIA si concentra sulla raccolta di informazioni tramite agenti all’Estero, reclutando informatori stranieri. Anche se alcuni temono che l’IA possa portare a tecniche di spionaggio più tradizionali, gli investimenti tecnologici hanno già mostrato vantaggi, come l’istituzione di un nuovo centro operativo per la Cyber Intelligence, che migliora l’accesso agli obiettivi.
L’agenzia sta anche raddoppiando la propria attività di intelligence estera sulla tecnologia per monitorare come Paesi come la Cina utilizzano l’AI ed altre tecnologie avanzate. Il vicedirettore Ellis ha avvertito che la CIA deve diversificare i fornitori di tecnologie AI per garantire una maggiore libertà operativa, senza essere limitata dalle decisioni di singole aziende.
