Completate le consegne dei 48 F-35B britannici

Lockheed Martin ha annunciato di aver completato le consegne dei primi 48 F-35B ordinati dal Regno Unito assegnati alla forza congiunta RAF e Royal Navy, trasferendo gli ultimi tre esemplari presso la base RAF Marham.

Dei 48 velivoli del primo lotto, 43 operano nel Regno Unito e sulle portaerei HMS Queen Elizabeth e Prince of Wales, 4 sono rimasti negli Stati Uniti con uno di questi esemplari che è specificamente impiegato per integrare armi e dotazioni sviluppate per la RAF ed uno è andato perso nel Mediterraneo (il relitto fu recuperato anche grazie alla Marina Militare che mise a disposizione le sue unità specializzate per i lavori sui fondali).

Piani di acquisto per F-35A ed ulteriore tranche di F-35B

I programmi britannici prevedevano una flotta di 138 F-35B; peraltro, al momento risultano piani di acquisto per 12 F-35A, quindi del tipo CTOL a decollo ed atterraggio convenzionale, che saranno impiegati esclusivamente dalla RAF da basi terrestri e per altri 15 F-35B.

Per gli F-35A in un primo tempo si pensava ad un loro impiego anche per contribuire allo strike nucleare NATO con l’acquisto di bombe atomiche B-61-12 da parte britannica, ma il Governo Starmer ha chiarito che non vi sono piani per ampliare il deterrente nucleare britannico che rimarrà incentrato sui missili balistici intercontinentali Trident; gli F-35A britannici potranno contribuire alla missione nucleare con armamento messo a disposizione dalla NATO (e dagli Stati Uniti) essendo già predisposti per l’impiego.

L’obiettivo intermedio della Difesa Britannica è di raggiungere una linea di 74-75 F-35 entro il 2033, con un velivolo da ordinare per rimpiazzare l’esemplare B perduto.

Dal Block 3F al Block 4

C’è da notare che gli F-35B fin qui consegnati al Regno Unito appartengono ai Block 2 e 3 di produzione parte dei quali è già stata allestita allo standard Block 3F che consente la Full Combat Capability.

Tale standard consente agli F-35B britannici di impiegare, oltre l’armamento statunitense, anche armi sviluppate e prodotte nel Regno Unito tra cui missili aria-aria ASRAAM e bombe guidate Paveway IV; invece, si sono riscontrati problemi con l’integrazione dei missili aria-superficie SPEAR 3 per questioni di compatibilità di software.

L’integrazione del missile aria-aria Meteor, un programma a cui partecipa anche l’Italia, avverrà per l’F-35B solo per i piloni sub alari, avendo tale versione le stive interne di dimensioni troppo ridotte per trasportarlo; per gli F-35A, invece, è previsto l’impiego dalle stive interne che hanno dimensioni atte a riceverlo.

I programmi della RAF prevedono di aggiornare i velivoli Block 3 al successivo standard Block 4, programma il cui sviluppo ha avuto dei rallentamenti per problemi tecnici e di gestione. Gli esemplari Block 2B che non sono stati aggiornati allo standard del Block 3 sono impiegati solo per usi addestrativi e per scopi sperimentali.

Per “transitare” allo standard Block 4 gli F-35B Block 3F devono essere necessariamente sottoposti all’aggiornamento hardware Tech Refresh 3 o TR3 indispensabile per far operare il software previsto dal Block 4 che consentirà di ampliare le capacità operative del F-35 con nuovi equipaggiamenti e sistemi d’arma.

Importanti ricadute industriali per il Regno Unito

In qualità di unico partner di tipologia “Tier 1” del programma Joint Strike Fighter (JSF), l’industria britannica guidata da BAE Systems continua a produrre circa il 15% di ogni F-35 a livello globale, supportando oltre 20.000 posti di lavoro nel Regno Unito.

BAE Systems è interessata direttamente al F-35 perché ne produce la sezione posteriore della fusoliera, gli stabilizzatori verticali ed orizzontali ed il sistema di guerra elettronica presso il suo sito di Samlesbury.

Anche Rolls-Royce è fortemente impegnata nel programma JSF provvedendo a costruire il sistema LiftSystem per la versione F-35B, la ventola che consente al velivolo il decollo corto e l’atterraggio verticale, oltre a componenti destinate al motore F135 di Pratt & Whitney (RTX).

Il Regno Unito, tramite la joint venture Sealand Support Services Ltd operante in Galles, è stato designato dagli Stati Uniti (e da Lockheed Martin) come l’hub globale per la manutenzione e l’aggiornamento dei sistemi avionici e dei componenti elettronici degli F-35 operanti in Europa.

Fonte e foto credit @Lockheed Martin

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