Corea del Nord testa nuovi missili antiaerei: sospetti di tecnologia russa dietro i progressi

Il 23 agosto 2025 la Corea del Nord ha condotto il test di due nuovi tipi di missili da difesa aerea, entrambi in versioni migliorate, con l’obiettivo di valutarne la capacità operativa contro bersagli differenti.

L’esercitazione, organizzata dall’Amministrazione Missilistica della RPDC, è stata supervisionata direttamente dal leader nordcoreano Kim Jong Un, accompagnato da alti funzionari politici e militari, tra cui il maresciallo dell’Aeronautica Kim Kwang Hyok e il presidente dell’Accademia delle Scienze della Difesa Kim Yong Hwan.

Secondo l’agenzia ufficiale KCNA, le prove hanno dimostrato che i nuovi sistemi possiedono una superiore capacità di risposta rapida contro diversi obiettivi aerei, come droni d’attacco e missili da crociera. I test avrebbero inoltre confermato che le modalità operative e di reazione si basano su una tecnologia definita “unica e speciale”, in grado di rendere i due tipi di missili adatti a distruggere una vasta gamma di bersagli e che lascia spazio a speculazioni circa il possibile supporto tecnico esterno.

Al termine delle prove, Kim Jong Un avrebbe impartito nuove direttive al settore della scienza della difesa, in vista del prossimo Congresso del Partito dei Lavoratori.

Aiuti esterni?

Esistono già numerose evidenze di una cooperazione militare attiva tra la Russia e la Corea del Nord, sviluppatasi soprattutto in seguito al coinvolgimento di Pyongyang nella guerra in Ucraina. Rapporti internazionali rivelano che la Corea del Nord ha inviato migliaia di soldati e armamenti per supportare lo sforzo bellico russo. In cambio, Mosca avrebbe fornito sistemi avanzati di difesa aerea, armamenti elettronici e tecnologie missilistiche.

Il gruppo Multilateral Sanctions Monitoring Team (MSMT), incaricato di monitorare il rispetto delle sanzioni, ha documentato come Mosca abbia trasferito all’esercito nordcoreano sistemi Pantsir (mezzi antiaerei mobili), apparecchiature di guerra elettronica e supporto tecnico per la guida dei missili.

Inoltre, esperti suggeriscono che la cooperazione tecnico-militare potrebbe riguardare anche i sistemi navali, radar e di comando: ad esempio, il nuovo cacciatorpediniere Choe Hyon nordcoreano presenta similitudini con i sistemi russi Pantsir‑S1, secondo analisti sudcoreani.

Il comunicato nordcoreano non ha fornito dettagli tecnici specifici sulle caratteristiche dei sistemi testati, ma l’enfasi posta sulla capacità di neutralizzare droni e missili da crociera suggerisce un adattamento della difesa aerea di Pyongyang alle nuove minacce asimmetriche e a lungo raggio.

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