Costano care al Giappone le parti di rispetto del KC-46

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Una brutta sorpresa ha ricevuto il Governo Giapponese allorquando Boeing, costruttrice del velivolo da rifornimento in volo e trasporto strategico KC-46A, ha comunicato i prezzi delle parti di ricambio non coperte dall’accordo intergovernativo tra Tokyo e Washington.

Ebbene, Tokyo si è vista recapitare un conto 15 volte superiore rispetto al prezzo pagato dall’USAF per analoghe parti di ricambio.

Boeing si è giustificata, sostenendo che l’errore era a monte, avendo sottostimato i costi nei contratti stipulati con l’USAF per la fornitura di pezzi di ricambio per i Pegasus.

Oggetto del contendere sarebbero le luci di navigazione, considerate di natura commerciale e non rientranti nelle procedure di contrattazione e del controllo dei costi dell’USAF che gestisce per conto del Governo Giapponese il programma KC-46A. Pertanto, a detta di Boeing, nel caso giapponese sono stati applicati i “normali” prezzi commerciali.

Tokyo ha ordinato quattro KC-46A il cui primo velivolo è in fase di consegna, dopo aver concluso l’allestimento. Nonostante questa incredibile vicenda, il Governo Giapponese ha preferito, obtorto collo, mantenere in essere l’ordine di acquisto delle parti di ricambio per poter assicurare l’operatività alla nascente linea di KC-46A Pegasus che andranno ad affiancare gli altri quattro Boeing KC-767J già in servizio da alcuni anni con la Japan Air Self -Defense Force o Kōkū Jieitai che ha in carico anche una coppia di Lockheed Martin KC-130H.

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