Deserta la gara dei nuovi tanker della Aeronautica Militare

Si è conclusa con un nulla di fatto la gara per i nuovi tanker di richiesta acquisizione da parte dell’Aeronautica Militare.

Infatti, la Direzione Nazionale Armamenti – Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAA) ha emesso l’avviso di gara andata deserta relativo alla procedura di appalto per “Rinnovamento, Potenziamento e Supporto Logistico Integrato Linea TANKER HEAVY MULTI ROLE A.M.”

Si trattava di una Gara europea a procedura ristretta del valore di 1,4 miliardi di euro, somma comprensiva anche del Supporto Logistico Integrale (SLI) decennale, tesa all’acquisizione di un massimo di sei nuovi velivoli aerocisterna e da trasporto a lungo raggio di personale e merci.

La gara prevedeva il criterio di aggiudicazione alla offerta economicamente valutata come più vantaggiosa sotto i profili economici ed operativi.

L’avviso indica che la gara è andata deserta per mancanza di offerte conformi ai requisiti tecnici compendiati dai documenti di gara.

Quella dei nuovi tanker per l’Aeronautica Militare è una vicenda che si trascina da alcuni anni e che ha visto una prima Determina a Contrarre ad essere pubblicata e, successivamente, ritirata per essere sostituita da quella che ha avuto ora il predetto esito.

In origine l’Aeronautica Militare, nel ambito di un programma del valore di 1,2 miliardi di euro comprensivo di SLI decennale, prevedeva di transitare dal KC-767A al KC-46A Pegasus che avrebbe assunto la denominazione di KC-767B; almeno queste erano le intenzioni iniziali che, a causa dei problemi riscontrati dal KC-46A hanno modificato nel corso del tempo i programmi in merito dell’Arma Azzurra, probabilmente, non pienamente convinta dal effettuare un sostanzioso investimento su una macchina non acìncora matura e che ancora appare afflitta da grossi problemi nel sistema di rifornimento in volo.

In un primo tempo nel 2022, infatti, l’Aeronautica Militare aveva deciso di integrare l’attuale linea KC-767A con due nuovi velivoli, portando le aviocisterne disponibili allo standard simile a quello dei KC-46A Pegasus, anche se l’operazione sarebbe stata tutta da verificate trattandosi di velivoli diversi sotto molteplici aspetti pur essendo derivati dalla piattaforma commerciale 767; in corso d’opera, peraltro decaduta la richiesta di modifica si puntava alla permuta dei KC-767A per realizzare una nuova linea con sei velivoli tanker multiruolo.

Successivamente, è intervenuto un ulteriore mutamento di scenario; nell’ultima DAC si prevedeva infatti che i nuovi tanker avrebbero affiancato i quattro KC-767A tralasciando così la ventilata permuta.

L’Aeronautica aveva tempi piuttosto stringenti per le consegne dei nuovi velivoli che avrebbero dovuto essere terminate entro il 2030, con la prima coppia di aerei preferibilmente resa disponibile nel 2028.

Ora, rimanendo inevaso il requisito dei nuovi velivoli tanker, persistendo le esigenze di potenziare la linea date le necessità sempre più acute vista la situazione internazionale in atto, bisognerà quantomeno avviare nel breve periodo un programma di aggiornamento dei KC-767A per eliminare le obsolescenze tecniche nel frattempo maturate.

Inoltre, sarà interessante capire se e su quali basi ripartirà una nuova gara per i tanker multiruolo dell’Aeronautica Militare, veri e propri moltiplicatori di forze indispensabili per supportare la proiezione delle Forze Armate italiane all’Estero, in primis delle linee combat dell’Arma Azzurra sempre più impegnate fuori dai confini nazionali nel ambito di missioni NATO, europee e di cooperazione internazionale.

In conclusione, al momento la linea tanker e da trasporto multiruolo dell’Aeronautica Militare è costituita dai quattro Boeing KC-767A entrati in linea da quasi quindici anni e da circa cinque Lockheed Martin KC-130J, in servizio da circa un quarto di secolo; i primi sono velivoli sempre più difficili da mantenere considerato che sono aerei derivati dal 767 commerciale, costruiti in pochissimi esemplari esclusivamente per Giappone ed Italia; i secondi sono “tagliati” più per rifornire elicotteri e velivoli lenti, come possono essere appunto altri Super Hercules, Spartan e velivoli d’addestramento, ed hanno accumulato migliaia di ore di volo sulle ali, rendendone altamente probabile una loro sostituzione non troppo lontana nel tempo.

Fonte Direzione Nazionale degli Armamenti-Direzione

Foto credit @Aeronautica Militare

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