domenica, Dicembre 5, 2021

Due nuove LSS per la Marina Militare Italiana

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Il programma pluriennale in esame è relativo all’acquisizione di due Unità navali d’altura di nuova generazione per il supporto logistico a gruppi navali (Logistic Support Ship – LSS) e il relativo sostegno tecnico-logistico decennale.

Si tratta di un programma di “rapida contrattualizzazione”, in considerazione del fatto che il medesimo si basa su di un prototipo di nave, – Nave Vulcano -, già realizzato nell’ambito del più generale “programma navale”, avviato nel 2014 con le risorse stanziate dai commi 37-39 dell’articolo 1 della legge di stabilità per l’anno 2014 (legge n. 147 del 2013).

La Marina Militare ha la necessità di rinnovare alcune Unità della precedente generazione, rappresentate, nello specifico, da un’unità della classe Stromboli in servizio dagli anni Settanta, ormai giunta alla fine della vita operativa e da un’unità della classe Etna, in servizio dagli anni Novanta dello scorso secolo, di capacità inferiori rispetto alla nuova LSS Vulcano.

Le nuove unità dovranno far fronte al supporto logistico a gruppi navali di altura, assicurandone il sostegno autonomo per periodo prolungato, nonché gli interventi tecnici a uso duale, e dovranno essere in grado di trasportare e rendere disponibili specifici assetti costituiti da moduli container.

Le navi saranno realizzate dagli stabilimenti Fincantieri di Castellammare di Stabia, Riva Trigoso e del Muggiano con la tecnica del assemblaggio delle sezioni già sperimentata con successo con il Vulcano.

Capacità multiruolo

Come Nave Vulcano, avranno a disposizione un ampio ponte di volo ed un hangar capace di contenere almeno due elicotteri medio-pesanti del tipo EH101 per effettuare in loco le manutenzioni.

Le nuove LSS avranno una capacità di di trasporto di almeno 30 tonnellate di lubrificanti, 7.000 m3 di carburante navale, 3.900 m3 per aeromobili, 1.000 m3 di acqua, 20 tonnellate di parti di rispetto in depositi da almeno 160 m3, 12 postazioni disponibili per TEU containers 20″ (6,1 metri), munizionamento per circa 300 tonnellate e viveri per almeno 30.000 razioni (pari a circa 40 tonnellate).

A paragone, nave Vulcano ha una capacità di carico di oltre 9000 m3 di gasolio, quasi 4500 m3 di combustibile avio, poco meno di 900 m3 di acqua dolce, 20 tonnellate di parti di rispetto, 220 tonnellate di munizionamento, circa 40 tonnellate di razioni alimentari e 8 postazioni disponibili per TEU containers 20″.

Le due navi saranno pertanto simili alla A5335 Vulcano dalla quale strettamente deriveranno; il Vulcano ha una lunghezza fuori tutto di 193 metri, larghezza di 27 metri, disloca oltre 27 mila tonnellate a pieno carico, circa 70 metri in più ed il triplo di dislocamento rispetto alle rifornitrici della classe “Stromboli”, di cui è la naturale sostituta.

A pieno carico, il Vulcano ha un pescaggio di 8 metri e mezzo. A fronte delle importanti dimensioni, conta un equipaggio di soli 164 uomini poiché sono stati adottati elevati standard tecnologici ed una spinta automazione della piattaforma.

Il Vulcano è concepito per restare in mare almeno 30 giorni e per garantire la presenza in teatro operativo per oltre quattro mesi. Come il Vulcano saranno dotate di un moderno Combat Management System (CMS), di un radar di scoperta tridimensionale e di un sistema di difesa subacquea e potranno assumere il ruolo di nave sede di un “Comando Complesso”.

Inoltre, le due unità avranno capacità di fornire assistenza meccanica/motoristica ed elettrica nonché elettronica sui principali sistemi di piattaforma delle unità della Marina Militare.

Dotazioni ospedaliere

Le navi avranno dotazioni ospedaliere di livello Role 2 LM (Light Maneuver) comprendente sale chirurgiche, terapia intensiva, trattamento ustionati, gabinetto dentistico ed altro con 20 posti letto di cui almeno 5 di terapia intensiva, incrementando le dotazioni del Vulcano pari a 13 posti letto.

Sistemi di protezione e sicurezza

A bordo delle unità saranno presenti sistemi antincendio ed anti falla per il ripristino in caso di danneggiamento delle parti vitali, delle condizioni di galleggiabilità e mobilità, in accordo alla normativa in vigore.

Le due navi avranno capacità di operare in presenza di minaccia CBRN (chimica, biologica, radiologica e
nucleare) nonché saranno in grado di garantire la protezione e la decontaminazione degli equipaggi esposti e del personale.

Le nuove unità saranno dotate di adeguati piani manutentivi (scaturiti da studi di ingegneria logistica) ed avranno una autonomia logistica di almeno 30 giorni.

Gli equipaggi saranno sottoposti alle consuete attività di addestramento (basiche ed avanzate) allo scopo di poter operare nell’ambito dell’intero range delle operazioni marittime, in accordo alle regole internazionali, in ogni condizione di tempo, giorno e notte (Forces standards ACO – Allied Command for
Operations).

I sistemi di piattaforma avranno la massima comunanza con le altre Forze armate italiane e con le Forze Anfibie e aeronavali NATO e EU.

A livello NATO ed EU sarà assicurata l’interoperabilità nei termini indicati dagli STANAG (ovvero dagli standard NATO) e dalle norme EU applicabili, nonché sarà rispettata la conformità alle prescrizioni del
Regolamento per la classificazione delle Navi Militari.

Il programma, di previsto avvio nel corso 2021, si concluderà nel 2035 con una durata complessiva prevista di 15 anni.

Aspetti finanziari del programma

Il programma avrà uno sviluppo per tranche successive, per un costo complessivo stimato in 823 milioni di Euro, di cui la prima tranche (acquisizione della prima unità LSS e relativo sostegno tecnico/logistico decennale) – che ammonta a 411,5 milioni di Euro – sarà finanziata sui capitoli del settore investimento del bilancio ordinario del Ministero della Difesa (capitolo 7120-01) per 232 milioni di Euro e sugli stanziamenti derivanti dal Fondo investimenti dell’articolo 1, comma 14, della legge 160/2019 (capitolo 7120-42) per 179,5 milioni di Euro.

La tranche successiva sarà contrattualizzata subordinatamente all’identificazione delle necessarie risorse a valere su distinti strumenti finanziari di eventuale futura istituzione, ovvero, su risorse iscritte nella missione di riferimento, opportunamente rese disponibili anche a mezzo di preventiva rimodulazione/revisione di altre spese concordata con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

Nel Documento Programmatico Pluriennale (DPP) della Difesa per il triennio 2021-2023 il presente programma è ricompreso tra le schede dei programmi maggiori di previsto avvio, con i medesimi impegni finanziari previsti.

La quota di 232 milioni di Euro è inoltre ricompresa nell’elenco dei programmi finanziati con il Fondo relativo all’attuazione dei Programmi di Investimento Pluriennale per le esigenze di Difesa Nazionale, istituito dalla Legge di Bilancio per il 2021 nello Stato di previsione della Difesa.

Conclusioni

In conclusione, si può affermare che con l’avvio del iter per la realizzazione di due nuove unità, il programma Logistic Support Ship inizia ad avere una fisionomia ben delineata; al fianco della LSS Vulcano la MM potrà schierare due nuove LSS che prenderanno il posto delle ormai obsolete Vesuvio e Stromboli e della più piccola ed insufficiente Etna.

Insieme alle quattro LSS ordinate dalla Francia per la Marine Nationale, il programma ora prevede la realizzazione di sei unità più la settima (la 3a LSS italiana) che sarà realizzata non appena saranno rese disponibili le necessarie risorse.

Di fatto, con tre unità per la Marina Militare Italiana e quattro in costruzzione per la Marine Nationale Francese il programma LSS è uno di maggior successo nel settore ed ha tutte le “carte in regola” per potersi affermare sul mercato internazionale come la migliore realizzazione della categoria .

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