domenica, Novembre 27, 2022

Ecco perché il Pentagono taglia l’acquisto degli F-35 per il 2022-2023

Nella bozza del budget richiesto dall’United States Air Force, tra le molti voci presenti, spicca il taglio dell’acquisto degli F-35A Lightning II per l’anno fiscale 2023 (FY2023) che corrisponde al periodo compreso da inizio ottobre 2022 a fine settembre 2023.

Durante l’anno fiscale precedente l’USAF ha acquisito un totale di 48 F-35A per un totale di 5,17 miliardi di dollari portando a 430 i velivoli già consegnati.

Per il FY2023 il Pentagono intende acquistare 33 F-35A per un importo complessivo di 4,5 miliardi di dollari.

Attualmente il programma Joint Strike Fighter vede il raggiungimento della Produzione a Pieno Regime (Full Rate Production) ritardato attorno a settembre 2023.

ll lavoro nel Joint Simulation Environment (JSE), un ambiente dove i sistemi dell’F-35 vengono messi a durissima prova in scenari ad altissimo rischio, è stato completato all’88% circa.

Aggiornamenti previsti per il Block 4 (alcuno sono già stati superati come l’ALIS sostituito da ODIN)

Gli ultimi F-35 prodotti sono allo standard Block 3F ma il vero salto di qualità è atteso con il Block 4 dove l’intero software di volo sarà basato sul Continuous Capability Development and Delivery (C2D2) che introduce non solo nuove armi e aggiornamenti all’Electronic Support Measure (ESM) ma permetterà di avere release del codice più veloci in futuro.

Nei piani dell’USAF, che acquisirà comunque un totale di 1.777 F-35, è preferibile aspettare l’acquisizione degli F-35 al raggiungimento della Full Rate Production e vicini al rilascio delle modifiche software e hardware previste per il Block 4.

Nazioni come la Finlandia hanno già specificato che acquisteranno l’F-35A allo standard Block 4 quindi, necessariamente, dovranno aspettare.

Allo stesso tempo l’USAF raddoppia il numero di F-15EX arrivando a 24 Eagle II per la modica cifra di 1,4 miliardi di dollari anche se, secondo fonti ben informate, non tutti vedono di buon occhio questo programma che comunque resiste.

L’acquisto di un numero maggiore di F-15EX apre la strada ad un maggiore numero di “pensionamenti” nella flotta di F-15C/D.

In sintesi, le Forze Aeree che non si trovano a dover fronteggiare una imminente perdita di capacità operativa preferiscono aspettare piuttosto che dover poi spendere per portare i velivoli già consegnati all’ultimo standard.

Questo può anche essere un monito a Lockheed Martin per gestire in modo più efficiente il programma di sviluppo Block 4 ed accelerare l’introduzione di nuove funzionalità.

Chiaramente un minore volume di acquisto comporterà un seppur lieve aumento del costo/velivolo che rimane comunque competitivo sul mercato.

Il budget messo a disposizione del Dipartimento per l’Aeronautica rimane comunque una cifra monstre per qualsiasi altra nazione al mondo attestandosi a 169,5 miliardi di dollari per l’USAF, 24,5 miliardi di dollari per la Space Force e 40,2 miliardi di dollari per programmi classificati che non sono controllati dal Dipartimento stesso.

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