Ieri, alla presenza della Presidente incaricata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, durante la visita del Segretario dell’Energia americano Chris Wright, Eni e PDVSA hanno firmato il “Contrato de Participación Productiva de Hidrocarburos” (CPPH) per sviluppare il gigante campo a olio di Junín 5. Questo campo si trova onshore nella Faja dell’Orinoco e contiene 35 miliardi di barili in posto certificati, con una produzione attuale di circa 12 mila barili al giorno.

La firma del CPPH segna la conclusione del processo iniziato con l’Head of Terms del 28 aprile 2026, mirato a rilanciare la produzione petrolifera attraverso una modifica del modello operativo della “empresa mixta” Petrojunín al nuovo regime del CPPH, introdotto dalla Legge Organica degli Idrocarburi del gennaio 2026. Il CPPH ha una durata di 25 anni, con possibilità di estensione, e attribuisce a Eni il ruolo di Operatore esclusivo dell’area Junín 5.
Claudio Descalzi, Amministratore di Eni, ha affermato che l’accordo rappresenta un nuovo pilastro per il settore oil&gas in Venezuela, vitale per la sicurezza energetica globale. Eni è attiva nello sviluppo di progetti di gas naturale in Venezuela, in particolare nel giacimento di Perla, nella licenza Cardón IV, e ha recentemente firmato un Sustainability Agreement per rilanciare la produzione.
Eni, presente in Venezuela dal 1998, possiede sei licenze minerarie e ha una produzione di idrocarburi di 64 mila boe/giorno, principalmente dal giacimento di gas Perla.
Fonte Eni S.p.A.
Foto @Agencia Venezolana de Noticias (AVN)
