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Esercitazione congiunta nel Golfo del Bengala tra Marina Indiana e Marina Giapponese

L’11 settembre scorso, la Forza di Autodifesa Marittima Giapponese e la Marina Indiana hanno iniziato le esercitazioni, della durata di una settimana, nelle acque al largo della costa orientale dell’India, in un clima di crescente tensione nella regione indo-pacifica.

La portaeromobili MSDF JS Izumo ed il cacciatorpediniere JS Takanami si sono uniti alle esercitazioni, nell’area che si estende dal Mare delle Andamane al Golfo del Bengala nell’Oceano Indiano, con la partecipazione anche del cacciatorpediniere indiano Ranvijay, della fregata Sahyadri e delle corvette per la guerra anti-sottomarini Kadmatt e  la Kavaratti.

Questa è la sesta edizione della Japan India Maritime Exercise (JIMEX) ed include complesse esercitazioni tattiche per migliorare l’interoperabilità tra le due forze marittime chiave nell’Indo-Pacifico. La serie di esercitazioni JIMEX è iniziata nel gennaio 2012 e la sua ultima edizione si è svolta nell’ottobre 2021 nel Mar Arabico.

Le esercitazioni arrivano dopo i colloqui di sicurezza “due più due”, avvenuti l’8 settembre, che Giappone e India hanno tenuto a Tokyo, durante i quali i loro Ministri degli Esteri e della Difesa hanno concordato di rafforzare la cooperazione bilaterale in materia di Difesa, incluse le esercitazioni congiunte. Il primo meeting “2+2” si era tenuto nel novembre 2019 a New Delhi.

L’ammiraglio Ryo Sakai, Capo di Stato Maggiore dell’MSDF ha dichiarato, in una conferenza stampa, che lo svolgimento di queste esercitazioni “contribuirebbe notevolmente alla realizzazione di un Indo-Pacifico libero e aperto“, promettendo di “continuare gli sforzi per rafforzare la cooperazione tra Giappone e India.”

Le Forze di autodifesa marittime giapponesi sono impegnate (dal 13 giugno al 28 ottobre) in tutta l’area del Pacifico non solo per l’esercitazione RIMPAC 2022 ma anche per le Pacific Partnership 2022, PACIFIC VANGUARD 22, JIMEX, KAKADU 2022 e SAMASAMA/LUMBAS.

Durante tutto il periodo, l’Izumo, una delle due portaerei de facto della JMSDF, accompagnata da due cacciatorpediniere, un sottomarino, velivoli da pattuglia e altri, probabilmente farà scalo nei seguenti paesi: Australia, Fiji, Nuova Caledonia, India, Palau, Papua Nuova Guinea, Filippine, Isole Salomone, Tonga, Stati Uniti, Vanuatu, Vietnam.

Da evidenziare, infine, la partecipazione, all’esercitazione multinazionale Kakadu – 2022, a Darwin in Australia, della fregata multiruolo INS Satpura e di un aereo da pattugliamento marittimo P-8I della Marina indiana. L’esercitazione di due settimane coinvolge navi e aerei marittimi di 14 Marine.

Nel mese di marzo scorso, nell’incontro dei vertici di India e Giappone, i primi ministri Narendra Modi e Fumio Kishida avevano sottolineato che i due paesi, potenze leader nella regione indo-pacifica, hanno un interesse comune nella sicurezza e nella protezione del dominio marittimo, nel garantire la libertà di navigazione e di sorvolo, il commercio legale senza impedimenti e la risoluzione pacifica delle controversie nel pieno rispetto delle procedure legali e diplomatiche in conformità con il diritto internazionale. Inoltre, i due Premier avevano posto l’accento sull’importanza dei partenariati bilaterali e plurilaterali tra Paesi della regione che hanno la stessa visione strategica, inclusa la cooperazione quadrilatera tra Australia, India, Giappone, e gli Stati Uniti (Quad).

I rapporti tra i due Paesi sono sempre più stretti. Nel marzo 2022, il Primo Ministro Kishida ha visitato l’India per la prima volta da quattro anni e mezzo come Premier del Giappone. Nel maggio 2022, a sua volta il Primo Ministro Modi ha visitato il Giappone per il Giappone-Australia-India-USA Summit Meeting tenutosi in Giappone. I due leader hanno concordato di sviluppare ulteriormente le relazioni Giappone-India e di lavorare a stretto contatto per la realizzazione di un “Indo-Pacifico libero e aperto”.

In ambito sicurezza, il 9 settembre 2020, era stato firmato l’Accordo tra il Governo del Giappone ed il Governo della Repubblica dell’India, relativo alla fornitura reciproca di beni e servizi tra le forze di autodifesa del Giappone e le Forze Armate Indiane (“Acquisition and Cross-Servicing Agreement” o ACSA). L’ACSA è entrato in vigore l’11 luglio 2021.

Anche in ambito economico le relazioni si sono costantemente ampliate e approfondite. Il volume degli scambi tra i due Paesi è aumentato. Il Giappone è stato il 4° investitore più grande in l’India nel 2020. L’interesse del settore privato giapponese verso l’India è in aumento e, attualmente, circa 1.455 società giapponesi hanno filiali in India.

New Delhi si avvicina sempre di più agli Stati Uniti ed ai suoi partner (vedasi il QUAD), ma ha scelto anche di mantenere la sua amicizia di lunga data con la Russia, anche se questo comporta calcoli complicati. L’India non allineandosi alle scelte di molti Paesi con il voto di astensione alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro la Russia, nei giorni successivi all’inizio dell’invasione in Ucraina, cerca di mantenersi all’interno di un delicato equilibrio geopolitico, poiché il suo desiderio è quello di tutelare i propri interessi strategici. Scegliere di non votare le sanzioni contro la Russia è stato un modo per evitare di scegliere da che parte stare. Il rapporto di Nuova Delhi con Mosca è troppo importante perché possa essere messo a repentaglio ed è improbabile che l’India sia persuasa ad adottare una posizione diversa.

Inoltre, l’India, insieme al Pakistan, ha ottenuto la piena adesione nel giugno 2017 nella Shanghai Cooperation Organization (SCO), che darà alla politica estera indiana una grande spinta nella sua strategia “Guarda a nord”, agli “Stans” ricchi di energia e strategicamente importanti dell’Asia centrale. Tra i Paesi membri della SCO figurano Stati che sono molto critici nei confronti dei Paesi occidentali per varie ragioni: la Russia che ha dovuto affrontare dure sanzioni occidentali per l’invasione dell’Ucraina; la Cina che valuta molto negativamente la politica estera degli USA per la questione Indo-Pacifico, soprattutto dopo la visita del Presidente della Camera, Nancy Pelosi, a Taiwan; infine, l’Iran, che quest’anno sarà l’ultimo Stato ad entrare nella SCO, che sta affrontando le sanzioni statunitensi per la questione del nucleare.

Nel frattempo, nel Mar del Giappone al largo della costa occidentale della Prefettura di Aomori, il 9 settembre, la Forza di Autodifesa Aerea Giapponese ha condotto esercitazioni congiunte con le forze USA con un totale di 25 aerei schierati da entrambe le parti, per lo più jet da combattimento.

Secondo l’ASDF, le esercitazioni hanno coinvolto quattro F-15 dalla base aerea di Chitose sull’isola più settentrionale di Hokkaido. Ha partecipato all’esercitazione anche il Northern Aircraft Control and Warning Wing che monitora i radar, dalla base aerea di Misawa ad Aomori.

Le forze statunitensi, hanno partecipato con 15 jet F-16 dalla base di Misawa e on aerei da rifornimento aereo KC-135 dalla base aerea di Kadena nella Prefettura di Okinawa più meridionale, oltre a quattro jet da combattimento stealth F-35 del Corpo dei Marines schierati ad Iwakuni nella Prefettura di Yamaguchi.

Foto Indian Navy

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