domenica, Agosto 1, 2021

Esercitazioni aeronavali congiunte tra Apache dell’US Army e la ESB-3 Lewis. B. Puller dell’US Navy

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La Expeditionary Mobile Base USS Lewis B. Puller (ESB-3), assegnata al Comando Centrale delle Forze Navali Statunitensi (USNAVCENT), ha condotto operazioni congiunte di integrazione aeronavale con elicotteri AH-64E Apache dell’US Army assegnati alla Task Force Sabre della US Army Central Command (USARCENT), per tutto il mese di marzo.

AH-64 elicotteri Apache collegati alla Task Force Sabre della US Army Central Command (ARCENT), operano con la base marittima di spedizione USS Lewis B. Puller (ESB 3) durante un'operazione congiunta di integrazione navale e aerea,

Le operazioni, progettate per migliorare le capacità delle forze statunitensi di rispondere alle minacce di superficie, hanno coinvolto la ESB-3 Puller come piattaforma di atterraggio per gli Apache, mentre le navi Patrol Coastal (PC) classe Cyclone hanno individuato obiettivi simulati per il loro coinvolgimento. Anche il cacciatorpediniere USS Paul Hamilton (DDG 60) ha partecipato alle operazioni congiunte.

L’Apache AH-64E è un elicottero bimotore da combattimento, in grado di ingaggiare bersagli mobili a terra, in aria ed in mare, armato di cannone da 30 mm, razzi Hydra e APKWS a guida laser e missili Hellfire AGM-114.

Simili operazioni di integrazione con elicotteri delle Forze Speciali furono eseguite nel Golfo Persico tra le forze navali statunitensi e gli elicotteri MH-6M Little Bird durante l’operazione Earnest Will dal 1987 al 1988. Nel corso di quell’operazione gli MH-6M operarono in modo efficace contro piattaforme ed unità impiegate da forze iraniane nel tentativo di minare le acque del Golfo.

Più recentemente, le forze di superficie dell’USNAVCENT hanno condotto operazioni congiunte di integrazione navale e aerea con le cannoniere volanti AC-130W Stinger II dell’USAF, assegnate al US Special Operations Command Central (USSOCCENT).

Il Destroyer Squadron 50/ TF 55 effettua operazioni di sorveglianza marittima a sostegno della sicurezza e della stabilità regionali. Le sue responsabilità comprendono la pianificazione e l’esecuzione di un importante programma di impegno regionale con le forze della coalizione dei partner regionali e delle marine alleate che operano e dispiegano le proprie navi nel Golfo Persico.

L’area operativa della 5a Flotta Statunitense copre circa 2,5 milioni di miglia quadrate marine e comprende il Golfo Persico, il Mar Arabico, il Golfo di Oman, il Mar Rosso e parti dell’Oceano Indiano. Si affacciano 20 nazioni su quest’area in cui vi sono tre punti critici quali lo stretto di Hormuz, il canale di Suez e lo stretto di Bab el-Mandeb nella punta meridionale dello Yemen.

Foto US Navy

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