La Turchia, l’Arabia Saudita ed il Pakistan hanno creato nuovi meccanismi di coordinamento politico e militare e pianificheranno esercitazioni militari congiunte come parte dell’accordo trilaterale di difesa dell’area asiatica – medio orientale firmato alla Mecca la scorsa settimana.

Questo accordo prevede che un attacco armato contro uno dei Paesi firmatari sia considerato un attacco portato contro tutti e tre.
A tal fine, i Ministri della Difesa e degli Esteri, oltre ai capi militari dei tre Paesi, parteciperanno ai meccanismi di coordinamento. Le esercitazioni militari congiunte si svolgeranno periodicamente e la cooperazione potrà includere la produzione di sistemi d’arma e la condivisione di tecnologie.
Il Patto di difesa è stato firmato lo scorso 7 agosto, dopo quasi un anno di negoziati, dal Principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, dal Presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif
Il Pakistan, tra i tre Paesi firmatari, ha il maggior numero di militari in servizio attivo, circa 660.000 uomini, e dispone di 170 (stimate) testate nucleari; la Turchia dispone di una florida industria della Difesa che produce su larga scala prodotti sempre più tecnologicamente avanzati, mentre l’Arabia Saudita si trova a gestire una complessa situazione in Medio Oriente stretta tra l’Iran e lo Yemen da cui partono pesanti attacchi.
Le relazioni militari tra i tre Paesi sono già forti da anni, con soldati pakistani in Arabia Saudita e acquisti di droni turchi e con il Pakistan che si rifornisce di sistemi d’arma ed equipaggiamenti in Turchia.
C’è da segnalare che l’Arabia Saudita al momento ha frenato l’ipotesi di aggregare alla nuova alleanza anche l’Egitto, istanza avanzata dalla Turchia; i rapporti tra Riad ed il Cairo sono e rimangono ambigui, considerato che in Sudan e nel Corno d’Africa non coincidono e che entrambi i Paesi coltivano ambizioni di egemonia sul Mar Rosso.
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