Il Ministero della Difesa accelera sul potenziamento delle capacità nazionali legate al caccia di quinta generazione, autorizzando l’investimento per la realizzazione del Lightning Training Center (LTC) presso l’aeroporto di Trapani.
Con una Determinazione a Contrarre (DAC) che impegna 112,6 milioni di euro su un arco temporale quinquennale, la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (DAAA) ha dato il via libera alla creazione di un centro di addestramento avanzato, destinato a diventare un punto di riferimento non solo per l’Aeronautica Militare, ma per tutti i partner internazionali del programma JSF.
Terza base operativa e polo internazionale

La strategia della Difesa ha individuato nello scalo siciliano la terza Main Operating Base (MOB) per la flotta F-35, affiancandola alle basi di Amendola e Ghedi. Il progetto su Trapani è però più ambizioso e mira a istituire un vero e proprio ecosistema operativo e formativo.
Il piano prevede infatti la coesistenza di tre realtà distinte ma integrate: un Gruppo Volo Operativo nazionale (
ITAF OPS Squadron), un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo (PTC Squadron) e il Centro di Addestramento Comune (LTC) oggetto dell’attuale contratto.
L’obiettivo è intercettare la crescente domanda di addestramento dei paesi NATO ed europei, istituendo in Italia il primo Pilot Training Center per F-35 al di fuori dei confini statunitensi.
I contenuti della Fase 1
L’intervento autorizzato, definito come prioritario, riguarda la prima fase del programma complessivo. Le risorse stanziate serviranno a costruire l’edificio principale per il ground training, una struttura che dovrà rispettare requisiti di sicurezza elevatissimi, includendo una Special Access Program Facility (SAPF).
Parallelamente alla componente edile, il contratto copre l’acquisto e l’installazione dei primi sistemi tecnologici, nello specifico due Full Mission Simulator (FMS), oltre alla predisposizione degli ambienti per ospitare ulteriori dispositivi di addestramento in futuro PTD (
Pilot Training Device). La DAAA sottolinea come la componente infrastrutturale e quella tecnologica costituiscano un “tutto inscindibile”, che richiede una progettazione integrata fin dalle fondamenta per ottenere le necessarie certificazioni di sicurezza statunitensi e nazionali.
Affidamento a Leonardo e Lockheed Martin

Sotto il profilo amministrativo, la Difesa ha affidato l’impresa a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) formato da Leonardo S.p.A. e Lockheed Martin.
La scelta è dettata da vincoli tecnologici e normativi stringenti. Lockheed Martin è infatti l’unico soggetto titolato a distribuire i simulatori del programma JSF, mentre Leonardo è stata individuata dal costruttore americano come l’unica realtà industriale nazionale in possesso delle competenze e delle autorizzazioni (tramite accordi TAA/MLA approvati dal governo USA) per gestire i dati ingegneristici classificati necessari all’opera.
Il progetto deve inoltre rispettare requisiti imposti dal F-35 Joint Program Office (JPO), con un processo di Design Review e successiva Authorization to Build, nel quadro del “Facilities Requirements Design” e del “Facilities Requirements Document”.
Cronoprogramma serrato
I tempi di esecuzione sono dettati da una forte urgenza strategica. Il documento programmatico fissa scadenze perentorie: l’Amministrazione Difesa richiede di disporre di una prima capacità di training entro dicembre 2028, con il completamento definitivo dell’edificio LTC previsto tassativamente entro il 1° luglio 2029.
La spesa sarà ripartita progressivamente, passando dagli 8,2 milioni previsti per il 2026 fino a raggiungere il picco di spesa nel biennio 2028-2029, periodo in cui si concentreranno oltre 87 milioni di euro di investimenti.
Il mancato rispetto di questa timeline, avvertono i vertici del programma, rischierebbe di compromettere il posizionamento strategico dell’Italia nel contesto del programma internazionale F-35.


