mercoledì, Ottobre 20, 2021

F-35B del USMC a bordo della JS Izumo

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Lo scorso tre ottobre è avvenuto un evento storico nelle acque del Mar del Giappone: il primo appontaggio dalla fine della Seconda Guerra Mondiale di un velivolo su un ponte di volo di una portaerei leggera giapponese.

Si tratta della JS Izumo che, insieme alla gemella Kaga, definita finora ufficialmente “cacciatorpediniere portaelicotteri”, rappresenta la maggiore unità in forza alla “Kaijō Jieitai”.

Il precedente Governo Abe, per far fronte al progressivo espansionismo aeronavale cinese, aveva deciso di sottoporre a modifiche le due navi della classe Izumo e, contemporaneamente, provvedere all’acquisto dei caccia bombardieri Lockheed Martin F-35B, la versione a decollo corto ed atterraggio verticale fin qui acquistata dal USMC, Royal Air Force, Aeronautica Militare Italiana, Marina Militare Italiana e Republic of Singapore Air Force.

Il Giappone, peraltro, è già cliente del programma F-35, avendo in corso d’acquisto 42 F-35A (oggi ridotti a 41 a causa della perdita completa di un velivolo inabissatosi nel Mar del Giappone con il pilota), la versione convenzionale del Lightning II.

Pur non facendo parte del programma internazionale Joint Strike Fighter, Tokyo ha ottenuto dagli Stati Uniti la possibilità di allestire i suoi caccia in Giappone, dopo la consegna dei primi quattro esemplari direttamente allestiti da Lockheed Martin, e, fuori dalla commessa nazionale, fornisce parti del velivolo a Fort Worth nel ambito degli accordi intergovernativi (GtG) stipulati tra i due Paesi.

Ma, come detto, la crescente attività aeronavale cinese, la variabile nord coreana sempre pronta ad accendere crisi nell’area, la competizione non troppo celata con la Corea del Sud per assumere il ruolo di potenza regionale e la necessità di difendere l’arcipelago sempre più a distanza dalle isole meridionali più esposte ad eventuali azioni ostili, hanno portato i pianifcatori militari giapponesi, supportati dal Governo, a prendere una decisione storica che ha creato più di una polemica interna ed ha suscitato interrogativi e perplessità tra i “vicini”, tutti, peraltro, impegnati in una gigantesca corsa al riarmo, non ultima l’Australia.

Infatti, rimane impresso nella memoria degli asiatici l’uso aggressivo della flotta imperiale da parte delle autorità di Tokyo tra gli anni trenta e quaranta e l’impiego delle portaerei in gigantesche battaglie aeronavali che, dopo Pearl Harbor culminarono a Midway che segnò lo spartiacque del espansionismo giapponese; in quella battaglia l’allora marina imperiale perse le sue principali portaerei di squadra per mano delle portaerei statunitensi, e da quel momento perse la capacità di poter proiettare potenza a lungo raggio e fu costretta ad una lunga battaglia di logoramento che alla fine annientò lo stesso Giappone.

Lo storico appontaggio e decollo è stato eseguito da un F-35B del VMFA 242 del US Marine Corps; questo simbolico evento apre la strada al prossimo impiego in forma stabile delle due navi classe Izumo come le prime portaerei leggere della “Kaijō Jieitai” o Japan Maritime Self-Defence Force dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Izumo e Kaga hanno ricevuto un primo ciclo di lavori ma dovranno tornare in cantiere per completare la trasformazione in unità in grado di operare con gli F-35B, di cui il Governo di Tokyo intende acquistare 40 esemplari unitamente ad altri 60 F-35A. Tra i lavori aggiuntivi è prevista l’installazione del sistema di avvicinamento ed atterraggio di precisione JPALS o Joint Precision Approach and Landing System già in uso sulle portaerei a propulsione nucleare (CVN) e sulle unità d’assalto anfibio (LHA e LHD) dell’US Navy, nonché sulle due portaerei britanniche HMS Queen Elizabeth e Prince of Wales ed ancora sulla portaerei italiana Cavour.

E’ interessare notare che, al momento, a differenza della Royal Navy e della Marina Militare Italiana, la JMSDF, similarmente all’US Navy, non prevede di modificare la prua di Izumo e Kaga installandovi uno Ski-jump, ritenendo sufficiente la potenza di spinta del F135-PW-100 del F-35B.

La versione a decollo corto ed atterraggio verticale, oltre essere impiegata a bordo delle due unità classe Izumo, sarà impiegata anche a terra, a protezione delle isole più periferiche del arcipelago giapponese dove le strutture aeroportuali sono minime ed impediscono lo stanziamento di reparti aerei convenzionali.

Foto US Navy

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