Il programma per le nuove fregate antiaeree F127 della Deutsche Marine potrebbe raggiungere un valore superiore ai 40 miliardi di euro per otto unità, con una crescita estremamente significativa rispetto ai circa 26 miliardi di euro che erano stati indicati nel 2025.
A riportarlo è lo Spiegel, ripreso dalla stampa tedesca e in particolare da Welt, secondo cui le stime più recenti porterebbero il costo complessivo del programma a oltre cinque miliardi di euro per nave. Una cifra che sta provocando interrogativi anche a livello politico e che avrebbe spinto il Ministero della Difesa tedesco ad effettuare una nuova approfondita valutazione del progetto.
Il dato, tuttavia, deve essere interpretato con attenzione. I 40 miliardi non rappresentano infatti semplicemente il prezzo richiesto dal costruttore per realizzare otto scafi: il programma F127 comprende il contratto nazionale per la costruzione delle navi, un’enorme quantità di sistemi di combattimento acquistati negli Stati Uniti attraverso il meccanismo Foreign Military Sales, equipaggiamenti forniti direttamente dal Governo tedesco e, almeno in parte, il relativo armamento.
È proprio analizzando la progressiva evoluzione del requisito e soprattutto le acquisizioni statunitensi che la crescita del valore del programma diventa maggiormente comprensibile.
Dai circa 15 miliardi del 2024 agli oltre 40 miliardi di oggi

La F127 nasce per sostituire ed ampliare le capacità offerte dalle tre fregate antiaeree classe Sachsen, o F124, introducendo per la prima volta nella Deutsche Marine una vera capacità di Integrated Air and Missile Defence, comprendente anche il contrasto dei missili balistici.
Quando nel settembre 2024 l’autorità antitrust tedesca autorizzò la costituzione della joint venture tra TKMS e NVL destinata a concorrere per il programma, il requisito prevedeva la costruzione di cinque fregate più una sesta opzionale.
Nel dicembre dello stesso anno, in occasione dell’avvio delle attività relative al sistema Aegis, fonti tedesche indicavano un valore nell’ordine dei 15 miliardi di euro per sei unità.
Nel settembre 2025 è emersa l’intenzione della Marina tedesca di portare il requisito complessivo a otto F127. Parallelamente, nella pianificazione delle acquisizioni destinate al Bundestag figurava per il programma una cifra di circa 26,1 miliardi di euro, nella quale veniva già ritenuto probabile fosse compresa anche una parte rilevante dei sistemi d’arma.
Oggi la nuova stima riportata dallo Spiegel supera invece i 40 miliardi di euro.
Non siamo quindi necessariamente di fronte al classico caso in cui la costruzione della stessa nave è improvvisamente aumentata di prezzo. Tra le diverse stime sono cambiati contemporaneamente numero delle unità, dimensioni della piattaforma, capacità missilistica, radar, sistema di combattimento e quantità di armamenti previsti.
Da 64 a 96 celle Mk 41
Uno degli esempi più evidenti dell’espansione dei requisiti riguarda il sistema di lancio verticale.
La configurazione della F127 era inizialmente associata a 64 celle Mk 41, già una capacità considerevole per una nave europea.
Nel dicembre 2025 è però emersa la decisione di portare il numero a 96 celle, aumentando del 50 per cento la profondità del magazzino missilistico. La modifica ha richiesto ulteriori interventi sul progetto della nave, anche per quanto riguarda dimensionamento e stabilità.
Con 96 celle, la F127 entra definitivamente nella categoria dei grandi combattenti di superficie destinati alla difesa aerea di area. La definizione formale tedesca rimane quella di “fregata”, ma per dimensioni, armamento e missione il programma presenta caratteristiche normalmente associate a grandi destroyer antiaerei.
Le indicazioni più recenti collocano infatti il dislocamento della piattaforma attorno alle 12.000 tonnellate, un valore nettamente superiore rispetto alla maggior parte delle fregate europee contemporanee.
Il Made in USA

Il 17 aprile 2026 gli Stati Uniti hanno trasmesso al Congresso l’autorizzazione per una possibile Foreign Military Sale alla Germania relativa all’Integrated Combat System delle F127, con un valore massimo stimato di ben 11,9 miliardi di dollari.
Il pacchetto americano comprende praticamente buona parte del cuore sensoristico, di comando e di ingaggio delle otto navi.
La Germania ha richiesto l’autorizzazione per acquistare:
- otto shipset dell’AEGIS-based Integrated Combat System Mk 6 Mod X;
- otto shipset del radar AESA in banda S AN/SPY-6(V)1;
- otto shipset del Mk 41 Baseline VIII Vertical Launch System;
- otto sistemi Cooperative Engagement Capability;
- otto sistemi di Positioning, Navigation and Timing;
- nove Command and Control Processor;
- dieci sistemi Multifunctional Information Distribution System;
- nove cannoni navali Mk 45;
- tre sistemi di guerra elettronica AN/SLQ-32(V)6;
- otto radar AN/SPQ-9B;
- otto sistemi di navigazione inerziale AN/WSN-12.
A questi si aggiunge una lista particolarmente ampia di sistemi e servizi non classificati come Major Defense Equipment.
Tra questi figurano il software dell’Integrated Combat System, apparati IFF, sistemi crittografici, Global Command and Control System-Maritime, reti dati, radar di controllo del tiro Mk 99 Mod 14, sistemi d’arma Mk 38 Mod 4, componenti del sistema Mk 34 per il cannone, apparati di navigazione e meteorologici, hardware destinato alle attività di sviluppo e prova negli Stati Uniti, ricambi, documentazione, addestramento, supporto tecnico, logistico ed ingegneristico e software classificato e non classificato.
È un dettaglio particolarmente importante per comprendere le cifre.
Degli 11,9 miliardi di dollari del massimale FMS, soltanto 4,8 miliardi sono attribuiti alla categoria Major Defense Equipment mentre ben 7,1 miliardi di dollari ricadono invece nella categoria “Other”.
In altre parole, una parte enorme del valore potenziale dell’acquisizione non deriva semplicemente dall’acquisto fisico dei radar o dei lanciatori, ma dall’insieme costituito da software, integrazione, supporto, test, sistemi complementari, ricambi, formazione e servizi necessari a far funzionare l’intera architettura.
Non sarà semplicemente “Aegis su una nave tedesca”
La complessità del programma emerge ancora più chiaramente dalla documentazione statunitense.
L’Integrated Combat System destinato alla F127 viene definito esplicitamente come una capacità basata su Aegis appositamente adattata alla configurazione della fregata tedesca.
L’ICS Mk 6 Mod X punta inoltre a far convergere elementi derivati dalle baseline software di Aegis e dello statunitense Ship Self-Defense System all’interno di un’architettura comune e scalabile.
A questa architettura dovrà essere integrato anche il Combat Management System CMS 330 fornito dalla Germania per le capacità legate alla guerra subacquea.
La F127 non rappresenta quindi il semplice trasferimento su una piattaforma europea di una configurazione già utilizzata senza modifiche dagli Stati Uniti.
Si tratta di integrare un insieme estremamente complesso costituito, tra gli altri, da Aegis/ICS, SPY-6, CMS 330, Mk 41, Cooperative Engagement Capability, sistemi di controllo del tiro, guerra elettronica, comunicazioni e armamenti su una nuova piattaforma navale tedesca.
Questa attività di integrazione rappresenta inevitabilmente uno degli elementi di rischio tecnico ed economico più importanti del programma.
La Germania sarà il primo operatore estero dello SPY-6(V)1

Un altro elemento significativo è rappresentato dal radar AN/SPY-6(V)1, selezionato per le F127.
La Germania sarà il primo utilizzatore internazionale di questa variante del nuovo radar americano, sviluppato da Raytheon e destinato a rappresentare uno dei principali sensori della nuova generazione di combattenti di superficie della US Navy.
Le F127 dovranno utilizzare SPY-6 insieme ad Aegis per assicurare sorveglianza aerea a lunghissimo raggio e permettere l’ingaggio di minacce aerodinamiche e missilistiche particolarmente complesse.
Per Berlino ciò significa accedere ad una delle architetture IAMD navali più avanzate disponibili, ottenendo al tempo stesso un livello molto elevato di interoperabilità con le forze statunitensi.
Significa però anche essere il primo cliente straniero a integrare SPY-6(V)1 e la nuova architettura ICS su una piattaforma nazionale completamente differente dai cacciatorpediniere americani.
Altri 3,5 miliardi di dollari per SM-2 e SM-6

Gli 11,9 miliardi di dollari rappresentano solamente uno dei grandi pacchetti americani collegati alla F127.
Il 14 novembre 2025 il Dipartimento di Stato americano aveva già approvato una possibile Foreign Military Sale alla Germania del valore massimo di 3,5 miliardi di dollari riguardante Standard Missile.
La richiesta tedesca comprende fino a: 173 SM-6 Block I e 577 SM-2 Block IIIC.
In totale si tratta di un massimo di 750 missili, oltre ai rispettivi canister Mk 21 e Mk 13, attrezzature di test, componenti, supporto ingegneristico, integrazione, addestramento e sostegno logistico. La documentazione americana specifica che questi sistemi sono destinati anche alle future F127 equipaggiate con Aegis.
Sommando i due massimali autorizzati dagli Stati Uniti si arriva quindi a ben 15,4 miliardi di dollari:
- 11,9 miliardi per Integrated Combat System, radar, lanciatori, sensori e supporto;
- 3,5 miliardi per SM-2 Block IIIC e SM-6 Block I.
Le notifiche FMS rappresentano infatti il valore massimo potenziale dell’operazione autorizzata dal Governo americano. Non equivalgono automaticamente al prezzo che sarà effettivamente pagato dalla Germania: quantità, configurazioni e valore finale possono essere inferiori.
La scala finanziaria delle autorizzazioni resta tuttavia indicativa dell’enorme quantità di equipaggiamento statunitense prevista per il programma.
750 Standard Missile per una flotta con 768 celle VLS
La dimensione del pacchetto missilistico offre anche un interessante termine di paragone.
Otto F127 dotate ciascuna di 96 celle Mk 41 avrebbero complessivamente 768 celle VLS mentre la richiesta americana riguarda fino a 750 missili SM-2 e SM-6.
Naturalmente ciò non significa che tutte le celle saranno occupate contemporaneamente da Standard Missile né che i 750 missili rappresentino una singola dotazione completa delle otto navi.
Le F127 dovranno impiegare differenti tipologie di effettori, mentre le munizioni acquistate serviranno anche per creare scorte operative, addestramento e ricostituzione dei magazzini dopo eventuali impieghi.
Il confronto rende comunque evidente la scala con cui Berlino sta pianificando la componente missilistica della futura flotta.
Una nave pensata per la guerra aerea e la difesa antimissile
Le nuove unità dovranno sostituire le Sachsen ma soprattutto estenderne enormemente le capacità, creando per la prima volta una componente navale tedesca in grado di contribuire alla Ballistic Missile Defence.
Non si tratta quindi soltanto di proteggere una formazione navale da aerei e missili antinave.
Aegis, SPY-6, SM-2 Block IIIC e soprattutto SM-6 permetteranno alla Deutsche Marine di inserirsi nell’architettura NATO di Integrated Air and Missile Defence, condividere tracce attraverso Cooperative Engagement Capability e contrastare un insieme molto più ampio di minacce.
Nella documentazione e nelle dichiarazioni relative al programma viene inoltre indicata l’esigenza di affrontare anche le future minacce ipersoniche.
La F127 deve perciò essere considerata soprattutto come un grande nodo mobile della rete di difesa aerea e antimissile alleata.
MEKO A-400 AMD
La piattaforma proposta è basata sul progetto MEKO A-400 AMD sviluppato da TKMS.
Per concorrere al programma, nel 2024 TKMS e NVL hanno costituito una joint venture specifica, autorizzata dal Bundeskartellamt. In quel momento il progetto prevedeva ancora cinque navi più un’opzione.
La situazione industriale si è successivamente consolidata ulteriormente.
TKMS ha confermato nel 2026 che la joint venture da essa guidata è ormai l’unico offerente rimasto nel processo di selezione della F127.
Per Berlino ciò riduce inevitabilmente il livello di concorrenza sul versante della piattaforma nazionale.
Parallelamente, per molti degli apparati più importanti del sistema di combattimento esistono fornitori americani già sostanzialmente definiti, con Lockheed Martin e RTX indicati come principali contractor del grande pacchetto FMS da 11,9 miliardi di dollari.
Si determina così una struttura industriale particolare: costruzione e integrazione navale prevalentemente tedesca, ma una quota estremamente importante del valore tecnologico del sistema di combattimento proveniente dagli Stati Uniti.
Cinque navi iniziali e tre opzioni?
Nell’agosto 2026 l’amministratore delegato di TKMS Oliver Burkhard ha parlato di un possibile schema formato da cinque unità iniziali più tre opzioni.
Una presentazione mostrata dalla società riportava più precisamente una struttura 5+1+2, senza però ulteriori spiegazioni.
Questo suggerisce che il programma complessivo da oltre 40 miliardi potrebbe essere riferito alla flotta potenziale di otto unità, mentre il contratto navale iniziale potrebbe riguardarne solamente cinque.
È interessante osservare come, sul lato americano, il grande pacchetto FMS sia già dimensionato per otto shipset completi di ICS, SPY-6, Mk 41 e altri apparati.
Il Ministero tedesco invita alla cautela sui 40 miliardi

La cifra riportata dallo Spiegel non costituisce ancora un valore contrattuale definitivo.
Interpellato dalla stampa tedesca, il Ministero della Difesa ha spiegato che il fabbisogno finanziario della F127 è composto dal contratto nazionale per la costruzione delle navi, dalle acquisizioni di sistemi d’arma americani attraverso FMS e da ulteriori equipaggiamenti forniti direttamente dal Governo.
Ma per il contratto nazionale e per alcune componenti FMS non sono ancora disponibili offerte vincolanti.
Per questa ragione, secondo il Ministero, non è ancora possibile fornire una valutazione affidabile del prezzo definitivo delle unità.
Dividere semplicemente i 40 miliardi per otto e concludere che “una F127 costa cinque miliardi” rischia infatti di mettere sullo stesso piano valori non omogenei.
All’interno della cifra possono rientrare non solo scafo, propulsione e allestimento, ma sistemi di combattimento, integrazione, software, supporto, ricambi, infrastrutture, addestramento e soprattutto una consistente dotazione iniziale di munizionamento.
Più che un aumento di prezzo, una crescita dell’intero requisito

La ricostruzione del programma suggerisce pertanto una lettura più articolata rispetto a quella di una semplice esplosione dei costi.
Nel 2024 Berlino lavorava su cinque navi più una opzionale.
Nel 2025 il requisito è cresciuto fino a otto unità e la pianificazione finanziaria è arrivata a circa 26 miliardi di euro.
Successivamente la capacità dei lanciatori Mk 41 è aumentata da 64 a 96 celle.
Sono stati definiti SPY-6(V)1, Aegis-based ICS, Cooperative Engagement Capability e una quantità molto ampia di sistemi americani.
La Germania ha inoltre richiesto fino a 750 SM-2 e SM-6 per un valore massimo FMS di 3,5 miliardi di dollari.
Infine, nell’aprile 2026, Washington ha autorizzato altri 11,9 miliardi di dollari di apparati e servizi relativi alle otto unità.
È quindi evidente che il sistema F127 del 2026 è diventato molto più ambizioso rispetto al programma descritto solamente due anni prima.
Un programma strategico ma anche ad alto rischio
La Germania considera la difesa aerea e antimissile una delle capacità prioritarie per affrontare un eventuale conflitto ad alta intensità sul fianco orientale della NATO.
La combinazione SPY-6(V)1, Aegis/ICS, Cooperative Engagement Capability, 96 Mk 41, SM-2 Block IIIC e SM-6 potrebbe rendere le F127 tra i combattenti di superficie con maggiore capacità di difesa aerea in Europa.

Si tratta di introdurre una nuova piattaforma da circa 12.000 tonnellate, integrare una nuova architettura di combattimento tedesco-americana, diventare il primo cliente internazionale dello SPY-6(V)1, gestire una quantità particolarmente elevata di sistemi Foreign Military Sales ed inserire il tutto all’interno di una pianificazione temporale che deve garantire la sostituzione delle F124 nel corso degli anni Trenta.
A ciò si aggiungono un unico offerente rimasto per il contratto navale nazionale e l’assenza, al momento, di prezzi vincolanti per una parte importante del programma.

