FCAS, la Francia chiede la leadership esclusiva: cresce la tensione con Berlino

Il programma del Future Combat Air System (FCAS/SCAF), il caccia europeo di sesta generazione destinato a sostituire Rafale e Eurofighter dal 2040, entra in una fase critica. Secondo un documento del ministero della Difesa tedesco visionato da Reuters, l’industria francese starebbe bloccando l’avvio della seconda fase del progetto chiedendo la leadership esclusiva del programma, con pesanti conseguenze per la partecipazione tedesca.

Il nodo della leadership

Il documento, inviato al comitato bilancio del Bundestag, mette in guardia Berlino: se Parigi dovesse ottenere concessioni, la capacità industriale tedesca rischierebbe di subire un ridimensionamento significativo, minando non solo l’equilibrio del consorzio ma anche l’efficacia stessa del futuro velivolo.

Già a luglio, fonti industriali avevano rivelato che la Francia avrebbe chiesto circa l’80% della quota di lavoro sul FCAS, una percentuale considerata inaccettabile da Berlino. La questione è tanto più urgente poiché la seconda fase del programma, lo sviluppo dei dimostratori di volo, dovrebbe partire entro la fine dell’anno, comportando i primi grandi esborsi finanziari.

Dassault al centro delle tensioni

Pur senza citare nomi, il documento tedesco punta indirettamente a Dassault Aviation, responsabile dello sviluppo del velivolo con equipaggio. Il CEO Eric Trappier aveva già dichiarato a luglio che il progetto necessitava di “una leadership più chiara”, lamentando che le decisioni cruciali fossero condizionate da un processo trilaterale con Airbus e Indra, fonte di rallentamenti e complessità.

Secondo Reuters, Dassault non ha voluto commentare le accuse, ma la posizione francese resta ferma: il caccia, cuore del FCAS, deve avere una guida definita, con la Francia in prima fila.

Berlino e Parigi verso un confronto diretto

Il tema sarà al centro dell’incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, previsto per giovedì a Bregançon e venerdì a Tolone, insieme ai ministri competenti.

Mentre Parigi ridimensiona le divergenze definendole “lievi”, Berlino insiste sulla necessità di rispettare gli accordi già presi, che prevedevano una suddivisione per “pilastri”: velivolo con equipaggio, motore, droni da accompagnamento (“remote carriers”) e sistema digitale di combattimento (“combat cloud”).

Un progetto da oltre 100 miliardi

Il programma FCAS, a cui partecipa anche la Spagna con Indra, ha un valore stimato di oltre 100 miliardi di euro. È considerato cruciale per l’autonomia strategica europea, ma è stato sin dall’inizio afflitto da ritardi, divergenze sui diritti di proprietà intellettuale e tensioni tra partner industriali.

Il rischio ora è che l’ennesimo braccio di ferro tra Francia e Germania comprometta non solo la tempistica, ma anche la credibilità di uno dei progetti più ambiziosi della difesa europea.

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