Fincantieri conquista gli Stati Uniti, le FREMM saranno le prossime fregate della Navy

Per una ulteriore analisi di armamento, sensori, dimensioni si rimanda al nuovo articolo: Ecco come saranno le FREMM per la US Navy: armamento e sensori

Dopo tanta attesa l’annuncio del vincitore della nuova classe di fregate per la US Navy è finalmente arrivato e parla italiano.

Il gruppo triestino dopo una lunga rincorsa si è aggiudicato l’ambitissimo programma FFG(X) che farà arrivare oltre oceano le fregate “Made in Italy”.

La Navy ha assegnato un contratto da 795 milioni di dollari per iniziare a costruire la prima unità più altre nove in opzione. Se tutte le opzioni saranno esercitate il contratto potrebbe arrivare a valere un totale di 5,58 miliardi di dollari e comprende assistenza, sistemi di addestramento e familiarizzazione e supporto ingegneristico.

La prima unità sarà consegnata nel 2026 e riceverà l’IOC (Initial Operating Capability) nel 2030. Costerà 1,2 miliardi di dollari mentre le restanti meno di 950 milioni di dollari.

Era nell’aria che Fincantieri fosse la favorita ma la concorrenza non ha demorso fino all’ultimo. Escono dunque sconfitti i cantieri General Dynamics Bath Iron Works (sulla base della classe Álvaro de Bazán), Huntingron Ingalls (sulla base della classe Legend) e Austal (sulla base della classe Independence).

L’Atlas Nord America che aveva proposto una MEKO A-200 e Lockheed Martin con la clase Freedom si sono ritirare a gara in corso.

La Fregata Alpino che era approdata negli Stati Uniti nel 2018 aveva ricevuto commenti molto positivi sull’abitabilità della nave a partire dagli ampi spazi e dall’eccellente insonorizzazione fino al sistema di gestione dei danni.

Il lavoro svolto da Fincantieri, come da noi riportato, che ha investito 100 milioni di dollari per poter adeguare i propri cantieri di Marinette Marine ha dato i suoi frutti.

La proposta vincente

La proposta di Fincantieri parte della Classe Bergamini. Per renderla adatta ai requisiti del programma FFG(X) gli ingegneri del gruppo triestino sono intervenuti sul progetto originale aggiungendo 300 tonnellate di materiali compositi per garantire un Grado A di resistenza per impianto propulsivo, sistemi critici e sistemi di combattimento. Questo ha comportato una diminuzione dell’abitabilità che rimane comunque molto elevata essendo una caratteristica fondante del programma FREMM.

Il sistema di propulsione dovrebbe essere composto non da una, come sulle FREMM europee, ma da due turbine General Electric/Avio LM2500 per garantire il livello di ridondanza tanto caro all’US Navy. Sempre in configurazione CODLAG (Combined Diesel and Gas)La velocità massima sostenibile si attesta a circa 26,5 nodi (1,5 nodi in meno rispetto al requisito dell’US Navy) con una autonomia superiore alle 6.000 nm a 16 nodi.

La sovrastruttura è stata modificata per implementare i tre pannelli RMA del nuovo radar dell’US Navy prodotto da Raytheon, l’Enterprise Air Surveillance Radar (EASR)

AN/SLQ-32

La suite di guerra elettronica è l’AN/SLQ-32(V)6 Sewip progettata sempre da Raytheon e diffusa su moltissime navi della Navy.

MK-53 Nulka Decoy Launching System launches an electronic decoy ...
MK 53 Nulka (in primo piano)

Saranno presenti a bordo quattro lanciatori di inganni MK 53 Nulka per missili anti-nave

Sarà armata con un sistema VLS da 32 celle MK 41 ed lanciatori per missili anti-nave, posizionati al centro della fregata, saranno 8. Il cannone principale è l’Mk 110 da 57 mm mentre a poppa trova spazio un lanciatore RAM.

Il numero massimo di membri dell’equipaggio è stato pareggiato rispetto ai requisiti dell’US Navy (200 uomini).

La capacità di generazione elettrica è di ben 12 megawatt, la stessa potenza generata dagli incrociatori classe Arleigh Burke, con la possibilità di avere quattro megawatt in più sostituendo i generatori.

Infografica

Foto: Fincantieri

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