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Francia e Moldavia stringono accordi di collaborazione militare

La scorsa settimana i Ministri della Difesa di Francia e Moldavia hanno sottoscritto un accordo di cooperazione nel settore della difesa nell’occasione di un incontro all’Eliseo alla presenza del Presidente francese Emmanuel Macron e della Presidente moldava Maia Sandu.

L’accordo in questione prevede il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra Francia e Moldavia ed indica le linee di indirizzo entro le quali si svolgerà la futura cooperazione tra i due Paesi in materia di sicurezza. In base al nuovo accordo, i due Paesi eseguiranno esercitazioni congiunte, condivideranno informazioni di intelligence, collaboreranno nell’acquisto di sistemi d’arma e nel cyber warfare; da parte sua, inoltre Parigi invierà il proprio addetto militare in forma stabile a Chisinau entro la fine del corrente anno.

La questione Transnistria ed i rapporti con Mosca

La Moldavia ha voluto fortemente il riavvicinamento alla Europa, ed in particolare alla Francia, a causa delle crescenti tensioni con la Russia relativamente la questione afferente lo status della regione della Transnistria; quest’ultima, infatti, ha un governo filo russo dichiaratamente separatista; particolare importante, nella regione Mosca ha stanziato un contingente di 1.500 uomini la cui presenza dal febbraio del 2022 è fonte di preoccupazione in Ucraina, Moldavia e Romania (e della NATO ovviamente). Più volte il governo centrale di Chisinau ne ha chiesto il ritiro che è sempre stato rifiutato da Mosca.

Pochi giorni fa, il Governo Moldavo ha dichiarata decaduta l’adesione del Paese al CFE (Treaty on Conventional Armed Forces), il Trattato sul disarmo convenzionale che era in vigore negli anni Novanta tra Paesi NATO, quelli appartenenti al ex Patto di Varsavia e la Comunità degli Stati Indipendenti (dalla quale la Moldavia si è ritirata nel 2023) che aveva preso il posto della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche e oggi sempre meno rappresentativa, a seguito dell’avvenuta defezione di diversi Stati sorti negli anni Novanta del passato secolo al seguito del crollo del regime sovietico.

Il trattato CFE stabilisce limitazioni in termini di truppe e di sistemi d’arma disponibili dai singoli Stati tra quelli in linea e quelli in riserva; la stessa Mosca nel 2022 aveva sospeso la sua adesione nel 2007 e, dopo aver intrapreso su larga scala le operazioni militari contro Kiev, nel 2023 ha sancito il formale ritiro; d’altra parte, anche gli Stati Uniti e diversi Paesi europei hanno affermato che la situazione in atto rende superato “de jure et de facto” il trattato CFE e le limitazioni ad esso associate.

La Moldavia guarda ad Occidente

Nell’ultimo biennio la Moldavia ha intensificato le esercitazioni con gli Stati Uniti e Paesi NATO limitrofi ed ha ottenuto equipaggiamenti e sistemi d’arma a titolo di Excess Defence Articles (EDA) da parte degli Stati Uniti e da altri Paesi NATO, in specie dalla Germania.

Peraltro, la situazione della Moldavia è critica perché la principale centrale energetica che rifornisce il Paese si trova proprio in Transnistria e l’economia dipende dal flusso di importazioni dai Paesi limitrofi.

Il ruolo della Francia

Per la Francia, la mossa deve essere letta come un ulteriore tentativo di rilancio voluto dal Presidente Macron in ambito NATO, dopo il periodo di appannamento a seguito delle politiche e dichiarazioni non favorevoli all’Alleanza per un suo superamento in chiave europeista, smentite plasticamente e clamorosamente dall’aggressione russa all’Ucraina e dalla risposta compatta data alla crisi dall’anima nord americana e da quella europea della NATO, che ha rafforzato e rinsaldato l’Alleanza, la quale anche ha beneficiato dell’adesione di Finlandia e Svezia che hanno abbandonato lo status di Paesi neutrali.

C’è da dire che le recenti dichiarazioni del Presidente Macron a proposito di un possibile impiego di truppe NATO in Ucraina, se la situazione dovesse divenire insostenibile per Kiev, non sono per nulla piaciute a diversi Paesi dell’Alleanza, tra cui Stati Uniti ed Italia che hanno invitato Parigi a non evocare interventi militari NATO (che, tra l’altro dovrebbero essere decisi all’unanimità) in un Paese che non è allo stato attuale membro dell’Alleanza, in un momento in cui le tensioni con la Russia di certo non mancano.

Foto @Ministero della Difesa Nazionale della Repubblica di Moldavia

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