Frontex e Guardia Costiera italiana sperimentano i droni a decollo ed atterraggio verticale V-BAT a bordo di Nave Dattilo

Frontex ha fatto volare i suoi droni più grandi di sempre da una nave in mare. In un progetto pilota con la Guardia Costiera italiana, svoltosi da maggio a luglio 2026, due droni a decollo e atterraggio verticale di tipo V-BAT hanno operato giorno e notte da un pattugliatore nel Mediterraneo centrale, fornendo all’equipaggio un’immagine in tempo reale di ciò che accadeva ben oltre ciò che era visibile dal ponte.

È stata la prima volta che droni di questa classe, nella fascia di peso tra i 
50 e i 100 chilogrammi , e per di più operanti  insieme, hanno volato come parte integrante di un’imbarcazione in un progetto pilota di Frontex.

Il progetto pilota è stato realizzato da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, in collaborazione con la Guardia Costiera italiana, e si è svolto a bordo di Nave Dattilo, un pattugliatore d’altura (OPV).

L’obiettivo della campagna di prove e sperimentazioni era quello di verificare se i droni e la nave potessero operare come un unico sistema, estendendo il campo visivo del pattugliatore d’altura e supportando l’intera gamma di compiti della Guardia Costiera, dal monitoraggio del traffico marittimo alle operazioni di ricerca e salvataggio. 

I risultati sono stati messi alla prova l’8 luglio, quando alti rappresentanti di Frontex e della Guardia Costiera italiana hanno assistito ad una dimostrazione dal vivo a bordo. In una simulazione di ricerca e salvataggio, uno dei droni ha individuato un piccolo gommone e ha contribuito a coordinarne il recupero. 

Le prove in mare

In poco meno di tre settimane di navigazione, dal 27 giugno al 15 luglio, i droni hanno completato le 150 ore di volo previste per la prova, due giorni prima della sua conclusione ufficiale.

Al culmine della prova, i due velivoli sono stati in volo simultaneamente per un totale di 20 ore al giorno, ed i voli hanno dimostrato una portata di 150 chilometri dalla nave, ben oltre ciò che i suoi soli sensori possono rilevare, con la possibilità per i droni di volare ancora più lontano.

Per tutta la durata della prova, hanno trasmesso video in diretta ad un Common Operational Picture (COP), una singola visualizzazione in tempo reale della situazione in mare condivisa dalla nave e dai centri di comando a terra.

A seguito dei test di integrazione del sistema iniziati a metà maggio, le operazioni di volo sono state sviluppate in tre fasi, con voli che sono diventati progressivamente più lunghi, più complessi, più rilevanti dal punto di vista operativo e più esposti alle difficili condizioni del mare. 

L’integrazione dei droni V-BAT con Nave Dattilo

Uno dei risultati chiave della sperimentazione è stato che i droni non sono rimasti un’aggiunta temporanea.

Antenne di comunicazione, terminali dati a terra e stazioni di controllo sono stati installati nella sala operativa dell’imbarcazione, rendendo i droni parte integrante della nave e uno strumento operativo nella routine quotidiana della Guardia Costiera italiana.

L’innovazione risiedeva proprio in questa integrazione: la tecnologia, un concetto operativo di nuova concezione ed un nuovo modello di impiego che lavoravano insieme come un unico pacchetto.

I droni erano di proprietà e gestiti da due appaltatori specializzati, Global SAT come appaltatore principale e Shield AI come subappaltatore, che insieme hanno fornito un servizio completo, dal decollo alla consegna dei dati.

Tutte le apparecchiature sono state progettate per essere mobili, facili da impiegare e compatibili con le operazioni di Frontex e della Guardia Costiera italiana. 

Gli esiti della sperimentazione

Frontex effettuerà ora una valutazione completa dei risultati.

Il progetto ha già prodotto una serie di linee guida ed insegnamenti appresi per l’integrazione dei droni nelle operazioni quotidiane della guardia di frontiera e costiera, e i suoi risultati saranno condivisi con gli Stati membri e le agenzie dell’UE in autunno.

I risultati confluiranno nei piani più ampi di Frontex per modernizzare la sorveglianza in tutta la comunità europea della guardia di frontiera e costiera.

Fonte e foto @Frontex

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