Nelle acque tra Islanda e Scozia si è svolto il sequestro da parte di Forze statunitensi della petroliera Marinera già Bella-1 russa.

Il sequestro è stato realizzato dopo un lungo inseguimento iniziato nelle acque dei Caraibi.
Infatti, secondo l’Amm.ne Trump la nave aveva inizialmente battuto una falsa bandiera ed è sospettata di essere stata coinvolta nel recente passato in attività illegali legate a Hezbollah e più in generale di far parte della cd. “black fleet ” o flotta ombra coinvolta nel traffico illegale di petrolio dalla Russia verso Paesi amici e viceversa in violazione delle sanzioni imposte per l’aggressione all’Ucraina.
La Marinera, battente in precedenza bandiera della Guyana ed ora bandiera russa, era sfuggita al “blocco navale totale” imposto da Donald Trump al Venezuela lo scorso mese di dicembre e, stante quanto ricostruito dalla USCG, il cui cutter USCG Munro ha inseguito per migliaia di miglia nell’Oceano Atlantico la petroliera, sembra che fosse diretta in Russia probabilmente a Mursmank.
La Biella-1 era salpata dall’Iran ed era diretta in Venezuela per caricare il greggio ma all’altezza dei Caraibi ha invertito la rotta, cambiando bandiera e rinominandosi Marinera.
All’azione statunitense ha prestato il supporto il Regno Unito con un velivolo Poseidon MRA che ha costantemente tenuto sotto controllo dall’aria la situazione insieme ad un RC-135W Rivet Joint della Royal Air Force e con una nave della Royal Fleet Auxiliary, la RFA Tideforce presente nell’area.
Il Dipartimento di Giustizia e Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha annunciato il sequestro della M/V Bella 1 per violazioni delle sanzioni statunitensi nelle acque del Nord Atlantico in seguito ad un mandato emesso da un Tribunale federale degli Stati Uniti, dopo essere stata rintracciata dall’USCGC Munro.

Lo scorso dicembre il Presidente Trump aveva ordinato alle FF.AA. ed alla USCG di bloccare le petroliere della cd. “black fleet” in entrata ed in uscita dal Venezuela, una mossa che il Governo Maduro aveva bollato come un “furto”.
Un primo tentativo di abbordaggio da parte della USCG era avvenuto nelle acque dei Caraibi senza esito positivo.
A seguito di questo tentativo, Mosca aveva inviato unità in soccorso della petroliera e contestato in modo vibrato l’azione statunitense.

All’operazione ha partecipato un paio di velivoli per operazioni speciali AC-130J Gosthrider e la nave pare sia stata presa d’assalto dalle Forze Speciali statunitensi; nei giorni scorsi era stato notato nel Regno Unito un traffico anomalo di dieci velivoli C-17 Globemaster III e di elicotteri e convertiplani V-22 riconducibili alle SOF statunitensi atterrati presso le basi RAF Fairford nel Gloucestershire e RAF Mildenhall nel Suffolk.
La nave non trasportava petrolio ed era costantemente tallonata dai P-8A Poseidon della US Navy.
In questo traffico sono stati notati anche velivoli U-28A utilizzati dal Comando Operazioni Speciali dell’Aeronautica Militare statunitense per la raccolta di informazioni ed il coordinamento di altri velivoli, nonché velivoli per il rifornimento in volo KC-135.
Insieme alla M/V Bella-1 è stata sequestrata nei Caraibi la M/V Sophia come annunciato dal Segretario del U.S. Department of Homeland Security Kristi Noem.
In precedenza le Forze statunitensi avevano sequestrato altre tre petroliere la Veronica III e Aquila II, battenti la bandiera di Panama, e la Vesna battente la bandiera del Belize, mentre una quarta, la Bertha battente bandiere delle Isole Cook, è riuscita a sottrarsi.
Le navi per sfuggire ai controlli cambiano spesso nome e bandiera e spengono i trasponder identificativi; gli Stati Uniti hanno incrementato la sorveglianza satellitare per tenere sotto controllo le petroliere riconducibili al contrabbando di greggio venezuelano.
Foto credit @US Coast Guard


