sabato, Ottobre 16, 2021

HALO, l’anello di congiunzione tra la Terra e la Luna

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L’uomo tornerà sulla Luna anche grazie alla tecnologia italiana.

Con il programma Artemis, la NASA (National Aeronautics and Space Administration), assieme ai propri partner internazionali tra cui l’ESA (European Space Agency) e l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana), si prepara a riportare l’uomo sulla Luna, a partire dal 2024, questa volta per creare una base permanente.

Per farlo, a differenza delle missioni Apollo degli anni ’70, si utilizzerà anche una tappa intermedia: la stazione Lunar Gateway, posizionata in orbita cislunare, da cui, volta per volta, partiranno le missioni di esplorazione e colonizzazione lunare. Un nuovo avamposto spaziale che, come l’attuale International Space Station (ISS), sarà realizzato anche grazie a esperienze e tecnologie messe a disposizione da aziende aerospaziali italiane, in particolare Leonardo e le sue consociate.

Sottosistemi primari del modulo HALO (Fonte: Chad Davis, Northrop Grumman)

Negli stabilimenti di Torino della Thales Alenia Space, joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), infatti, gli stessi dove sono stati costruiti molti moduli della Stazione spaziale internazionale, sta prendendo vita in questi giorni il modulo HALO (Habitation And Logistics Outpost), uno dei primi due elementi, insieme al PPE (Power and Propulsion Element), destinati a formare il Lunar Gateway.

HALO sarà l’habitat iniziale per gli astronauti che visiteranno la stazione cislunare, il loro spazio vitale di base e permetterà la preparazione dei successivi viaggi di andata e ritorno sulla superficie lunare. Fornirà agli equipaggi delle missioni Artemis capacità di comando, controllo e gestione dei dati, stoccaggio e distribuzione dell’energia, controllo termico, comunicazioni e capacità di tracciamento.

Vista interna del modulo HALO (Fonte: Chad Davis, Northrop Grumman)

Sarà dotato di 3 porte di attracco per i veicoli in visita e i moduli futuri, oltre a vani per esperimenti scientifici e stivaggio. Con la navetta Orion della NASA agganciata, inoltre, HALO sarà in grado di sostenere, per un massimo di 30 giorni fino a 4 astronauti impegnati nelle spedizioni sulla Luna.

Thales Alenia Space sta realizzando HALO a Torino, in coordinamento con il prime contractor del progetto, Northrop Grumman e, di recente, ha segnato una prima importante pietra miliare: la saldatura di due componenti del modulo, un anello e un cilindro, dando inizio all’assemblaggio della sua struttura primaria. Un primo passo che conferma la collaborazione di lunga data tra le due aziende e la loro esperienza nelle tecnologie dei veicoli spaziali collaudate in volo.

Progetto Artemis (Fonte: NASA)

Il design di HALO deriva dal cargo Cygnus – il cui modulo pressurizzato, dal 2013, è anch’esso costruito in Italia da Thales Alenia Space – con lo stesso diametro (3,07 m). HALO, tuttavia, sarà 1 metro più lungo (7 m in totale) per poter meglio soddisfare le esigenze di volume abitabile per gli equipaggi.

Thales Alenia Space è incaricata di progettare e costruire la struttura primaria di HALO (il modulo pressurizzato), il sistema di controllo della pressione del modulo e del vestibolo, parte del sistema di protezione dai micrometeoriti e l’interfaccia con i sistemi di docking della NASA.

L’azienda è coinvolta nel programma Artemis anche per la realizzazione di altri elementi del Lunar Gateway: è stata, infatti, selezionata dall’ESA come prime contractor per i moduli I-HAB ed ESPRIT della stazione cislunare ed è partner di altre aziende aerospaziali per lo sviluppo di tecnologie satellitari per garantire le telecomunicazioni Terra-Luna e per mettere a punto il successore del Lem delle missioni Apollo, cioè il modulo di allunaggio che permetterà agli astronauti di scendere sulla Luna e ripartire.

Comunicato stampa di Leonardo: qui

Immagini: Leonardo, NASA e Northrop Grumman

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