I colloqui tra Ankara e Washington per i nuovi F-16 procedono bene

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Il Ministro della Difesa della Turchia Hulusi Akar ha dichiarato che procedono bene i colloqui in atto con gli Stati Uniti relativi la fornitura di nuovi F-16.

Le trattative tra Ankara e Washington vertono su un lotto di quaranta nuovi caccia bombardieri Lockheed Martin F-16V Block 70/72 e sui kit di ammodernamento per i Falcon già in servizio con l’Aeronautica Turca.

Negli Stati Uniti, il Presidente Biden ha ammorbidito la posizione statunitense relativamente la questione F-16 e sta lavorando affinché il Congresso non frapponga ulteriori ostacoli alla vendita alla Turchia dei nuovi aerei e dei kit di ammodernamento.

Siria ed S-400 le spine tra Ankara e Washington

I problemi con gli Stati Uniti, ma anche con parte degli Alleati della NATO, nascono per i Turchi a causa della decisione di intervenire militarmente nel nord della Siria contro le formazioni curde e per l’acquisto contestatissimo dei sistemi missilistici russi S-400.

Con riferimento a quest’ultimo sistema d’arma, è noto che gli Stati Uniti ed i Paesi partecipanti al programma Joint Strike Fighter hanno deliberato di estromettere la Turchia dal programma F-35 anche dal lato industriale.

Ankara, peraltro, ha necessità di ammodernare la linea caccia ed ha più volte fatto trapelare l’eventuale interesse a considerare le alternative russe e, perfino, cinesi nell’ipotesi di un ulteriore prolungamento dell’embargo dei prodotti statunitensi.

Ovviamente, la crisi di rapporti con Ankara, ha portato Washington a riavvicinarsi ad Atene anche per contenere le ambizioni di Parigi che è divenuta partner strategica della Grecia nella fornitura di sistemi d’arma.

Il rilancio sul piano internazionale della Turchia

Inoltre, la guerra divampata tra Russia ed Ucraina, vede da un lato la Turchia che, sulla base delle disposizioni della Convenzione di Montreux, ha interdetto i traffici militari all’interno dello Stretto dei Dardanelli e dall’altro, pur assicurando un aiuto sostanziale all’Ucraina, soprattutto con l’invio di velivoli a pilotaggio remoto, ha aperto un canale stabile di mediazione tra Mosca e Kiev per tentare di pervenire ad una soluzione negoziata della crisi.

L’opposizione turca all’ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia

Infine, la Turchia ha a sua disposizione un ulteriore “arma” di pressione su Washington e sulla NATO perché il prossimo 30 giugno a Madrid si terrà il vertice dei trenta Paesi NATO che, oltre la guerra russa-ucraina, avrà all’ordine del giorno la richiesta di adesione all’Alleanza presentata da Finlandia e Svezia.

La Turchia non è in buoni rapporti con Finlandia e Svezia perché i due Paesi scandinavi hanno imposto un embargo (non ancora revocato) sulle forniture di sistemi d’arma a causa delle operazioni in atto nella Siria del Nord.

Peraltro, Ankara “accusa” Stoccolma ed Helsinki di appoggiare e dare protezione ad esponenti dei gruppi di insorgenti curdi appartenenti alle formazioni YPG e PPK (da notare che quest’ultima è considerata un’organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea).

Il Ministro della Difesa Finlandese Pekka Haavisto, per smorzare i toni della questione, ha affermato che il suo Paese è interessato ad acquistare i droni prodotti in Turchia, che hanno dato buona prova anche nelle operazioni in atto in Ucraina, e che l’entrata nella NATO del suo Paese agevolerebbe la possibilità di instaurare partnership industriali-militari con Ankara.

Al momento, i colloqui in atto tra le delegazioni scandinave e quella turca non hanno convinto Ankara a modificare la sua posizione contraria all’ingresso a pieno titolo nella NATO di Stoccolma e Finlandia; il Trattato prevede che le adesioni debbano essere approvate all’unanimità da parte di tutti gli Stati membri.

La prima assoluta giapponese al vertice NATO di Madrid

Infine, al prossimo vertice di Madrid parteciperà il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida, un evento epocale perché sarà la prima volta che un premier giapponese sarà presente ad un vertice NATO, pur non essendo il Giappone Paese membro dell’Alleanza Nord Atlantica ma Paese partner che sta rafforzando i rapporti con la NATO con cui collabora sempre più frequentemente.

Foto Lockheed Martin

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