giovedì, Dicembre 1, 2022

I motori dell’Eurodrone saranno italiani, Avio Aero sconfigge Safran

Dopo un lungo processo di selezione Airbus ha scelto l’azienda torinese Avio Aero come fornitore dei propulsori che equipaggeranno il nuovo drone europeo EURODRONE.

Esce quindi sconfitta dalla partita la francese Safran che aveva mosso, secondo diversi fonti, anche parti politiche molto influenti per ottenere il contratto.

L’Amministratore Delegato di Avio Aero, Riccardo Procacci, in audizione alla commissione Difesa della Camera a marzo 2021 aveva affermato: “il supporto governativo nelle gare nazionali ed internazionale è di fondamentale importanza così come avviene negli altri paesi.”

Catalyst

Avio Aero, azienda della divisione GE Aviation di General Electric, ha proposto nuovo motore Catalyst con rapporto di compressione 16:1, il migliore del settore, in grado di offrire una riduzione dei consumi fino al 20%, una potenza di crociera e capacità di carico maggiore del 10% e fino a tre ore di missione in più rispetto ai motori concorrenti quando installati su velivoli senza pilota.

Il sistema di controllo elettronico del motore (FADEC), presente sul Catalyst, semplifica l’integrazione tra l’elica, realizzata dalla tedesca MT-Propeller, e l’avionica.

Inoltre, il motore di Avio Aero è esente da componenti che rientrano all’interno della regolamentazione ITAR statunitense consentendo quindi una maggiore possibilità di esportazione nel mondo.

“Siamo onorati di essere stati selezionati da Airbus per motorizzare il nuovo Eurodrone”, ha dichiarato Riccardo Procacci, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Avio Aero e GE Aviation Turboprop. “È un grande traguardo per la crescita e l’autonomia dell’intera industria aeronautica europea, così come per chi ha lavorato in questi anni al Catalyst. Abbiamo investito in persone, risorse e infrastrutture per iniziare sin da subito a supportare il programma e i nostri team in tutta Europa sono pronti a mettersi a lavoro”.

Il Direttore di Airbus Defense and Space, Jean-Brice Dumont ha affermato: “Il Catalyst è la migliore soluzione basata su prestazioni superiori, minori rischi di sviluppo, economicità d’impiego e potenzialità di crescita.”

Gli stabilimenti coinvolti nel programma sono Avio Aero in Italia e Polonia, GE Aviation Turboprop in Repubblica Ceca, GE Aviation Advanced Technology di Monaco ed il GE Engineering Design Center di Varsavia.

La proposta di Safran verteva invece su una versione modificata del motore da elicottero Ardiden.

Dove verrà assemblato l’Eurodrone

L’assemblaggio finale dell’EURODRONE avverrà presso il sito produttivo Airbus di Manching in Germania dove verrà allestita l’unica linea di assemblaggio “finale” in modo da garantire un contenimento dei costi di produzione.

Chiaramente i pezzi arriveranno da altre parti d’Europa in diversi stati di lavorazione. La fusoliera verrà assemblata ed integrata in Spagna prima di essere trasferita in Germania.

Presso Manching in Germania verrà svolto dunque l’assemblaggio finale nonché le prove di natura tecnica prima della consegne ai clienti.

Il centro di consegna sarà infatti sempre presso Manching.

La Germania sarà il primo paese per numero di velivoli con sette “sistemi” seguita dall’Italia a cinque mentre Francia e Spagna ne acquisteranno quattro ciascuno. Per sistema si intende una stazione di controllo a terra e tre droni. Il requisito complessivo è dunque di 60 velivoli senza pilota e 20 stazioni di controllo a terra.

Il drone Made in Europe

Dati tecnici pubblicati da Airbus nel 2019

Il MALE sarà un drone bimotore turboelica specificamente sviluppato per svolgere missioni ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) in tutte le condizioni meteo di notte e di giorno.

La presenza di 4 piloni subalari può indicare lo sviluppo di pod di missione oppure per armamento anche se su quest’ultima ipotesi non sono state date conferme.

Similmente a quanto già presente sul nuovo SkyGuardian/SeaGuardian anche il drone europeo dovrà essere pienamente in regola con le nuove regole del traffico aereo ottenendo la necessaria certificazione (STANAG 4671).

In linea di massima i paesi partner vogliono un prodotto con costi di acquisto e mantenimento inferiori all’MQ-9B Reaper.

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