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I Paesi Bassi affidano a Naval Group la costruzione dei nuovi sottomarini

Si è conclusa la tormentata procedura di acquisto dei nuovi sottomarini della Koninklijke Marine, la Reale Marina dei Paesi Bassi, volta alla sostituzione dei residuali battelli classe Walrus in servizio dal 1990.

Il Ministero della Difesa di Amsterdam ha annunciato che sarà Naval Group a curare la progettazione e l’allestimento dei nuovi sottomarini che riceveranno i nomi di Orka, Zwaardvis (pesce spada), Barracuda e Tijgerhaai (squalo tigre) che saranno del tipo Blacksword/Barracuda, versione a propulsione convenzionale degli SNA classe Suffren della Marine Nationale a propulsione nucleare.

L’aggiudicazione del programma del valore di 5,4 miliardi di euro è stata definita provvisoria dal  Segretario di Stato Christophe van der Maat (Difesa), poiché dovrà essere valutata da parte della Camera dei Rappresentanti e Naval Group dovrà accettare di sottoscrivere l’accordo di cooperazione industriale (ICA), condizione indispensabile per l’assegnazione della commessa, con il quale il Governo di Amsterdam vuole rafforzare la base tecnologica e industriale nazionale (NLDTIB), composta da circa 1.000 aziende con un numero molto elevato di lavoratori.

Inoltre, Paesi Bassi e Francia provvederanno a concludere un memorandum d’intesa (MoU) tra i rispettivi Governi per regolare gli accordi sui diritti d’uso, sulla sicurezza delle informazioni e sullo scambio di conoscenze tecniche.

Come i Walrus, i nuovi sottomarini avranno dimensioni contenute che permetteranno di operare in acque basse e costiere, grande autonomia e capacità di operare in immersione per lunghi periodi di tempo grazie a moderne batterie ad alta capacità energetica, nonché adotteranno un design e materiali atti a ridurre al minimo la possibilità di essere scoperti.

I battelli, oltre i siluri, avranno la capacità di lanciare missili da crociera, saranno equipaggiati con i più recenti sensori e sistemi di comunicazione, nonché con suite per raccogliere, analizzare e condividere informazioni di intelligence. Inoltre, i nuovi sottomarini avranno capacità migliorate rispetto a quelle degli attuali Walrus per eseguire e supportare le operazioni delle forze speciali.

Allo stato attuale, Naval Group si è impegnata a consegnare la prima coppia di nuovi sottomarini entro 10 anni dalla sottoscrizione del contratto.

La Koninklijke Marine, in attesa della disponibilità dei primi battelli, dovrà necessariamente mantenere una minima disponibilità di capacità operativa con almeno una coppia di Walrus, la cui vita tecnica dovrà essere allungata rispetto a quanto era previsto in origine.

A tal fine si farà ricorso anche alle parti di rispetto che saranno tratte anche da un secondo sottomarino che, dopo il capoclasse Walrus già decomissionato nel ottobre dello scorso anno, sarà radiato per consentire ai restanti battelli di poter continuare ad operare e mantenere l’addestramento dei sommergibilisti olandesi.

Gli effetti sul piano industriale

A livello industriale Naval Group ottiene un’importantissima e prestigiosa vittoria a livello europeo, visto il livello della Koninklijke Marine, contro le concorrenti proposte di Saab/Damen C71 Expeditionary e Type 212 CD Export di Thysssenkrupp Marine Systems e si pone come leader nel settore di costruzione dei sottomarini, avendo un portafoglio in grado di offrire battelli a propulsione nucleare ed a propulsione convenzionale con varie formule di acquisto e di compartecipazione nella produzione con il trasferimento di tecnologia, dopo il collasso del programma australiano per dodici sottomarini classe Attack derivati proprio dai Barracuda.

Solo pochi giorni fa Saab e Damen Shipyards hanno annunciato la loro volontà di esportare il C71 Expeditionary proponendolo al Canada. Ovviamente, la mancata selezione da parte della Koninklijke Marine potrebbe rivelarsi fatale per le prospettive di vendita di questo battello.

Per Thysssenkrupp Marine Systems, al di fuori del programma Type 212 CD in atto per la Norvegia e la Germania, in Europa inizia ad essere problematico ottenere nuove commesse nel settore sottomarini, anche a causa della spagnola Navantia che ora offre il progetto S-80, e con l’Italia che ha riacquisito capacità indipendenti in alcune tecnologie chiave.

Probabilmente, la commessa persa nei Paesi Bassi accelererà i programmi di Thyssenkrupp relativi la sua divisione navale, con dossier che prevedono diversi scenari, dalla ricerca di un partner industriale fino alla cessione del ramo.

Fonte ed immagine @Ministero della Difesa dei Paesi Bassi

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