I Paesi NATO investiranno il 5% del loro PIL in spese della Difesa

Al vertice tenuto a l’Aia, i rappresentanti dei Paesi NATO hanno sottoscritto il documento finale che impegna i membri dell’Alleanza nord atlantica ad aumentare le spese per la difesa portandole al 5% del Prodotto Interno Lotto (PIL) entro il 2035.

Tale 5% sarà rappresentato dal 3,5% di investimenti nella difesa ed 1,5% nella protezione delle infrastrutture critiche.

Un primo step sarà effettuato nel 2029 per verificare se le esigenze nel frattempo saranno mutate per riorientare le priorità di spesa.

Gli Alleati concordano che l’aumento della spesa per la Difesa trova il suo fondamento nella minaccia a lungo termine posta dalla Russia alla sicurezza euro-atlantica e nella minaccia persistente del terrorismo.

Gli Alleati stanzieranno almeno il 3,5% del PIL all’anno, sulla base della definizione concordata di spesa per la difesa della NATO entro il 2035, al fabbisogno di risorse fondamentali per la difesa e al raggiungimento degli Obiettivi di Capacità della NATO.

A tal fine, gli Alleati presenteranno piani annuali che indichino un percorso credibile e progressivo per raggiungere questo obiettivo.

Inoltre, i membri dell’Alleanza contribuiranno fino all’1,5% del PIL all’anno per proteggere le infrastrutture critiche, difendere le reti, garantire la preparazione e resilienza civile, liberare l’innovazione e rafforzare la base industriale di difesa. 

Rimane isolata la Spagna che ha dichiarato unilateralmente di voler spendere “solo” il 2% del PIL per non compromettere il welfare (e la compattezza politica che sostiene il Governo Sanchez), posizione che non è piaciuta per nulla al Presidente statunitense Trump che ha minacciato di deliberare ritorsioni commerciali nei confronti di Madrid.

Il premier spagnolo Sanchez sostiene che la soglia del 5% del PIL richiederà 50 miliardi di euro in più ogni anno, una spesa insostenibile e che buona parte di queste risorse alla fine andrà a favore dell’industria della difesa statunitense.

Da parte sua, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che il vertice in terra olandese è stato importante per gli impegni assunti, impegni significativi e sostenibili; secondo la Meloni i costi sono sostenibili per l’Italia e non sarà attivata nel 2026 la Clausola di Salvaguardia e la spesa sociale non sarà intaccata.

Fonte e foto credit @NATO

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