sabato, Settembre 18, 2021

I sottomarini classe Invincible di Singapore [Ares Plus]

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INTRODUZIONE

La storia navale di Singapore, quale Paese indipendente, è relativamente recente, in quanto, ottenuta l’indipendenza dalla Malesia nel 1965, il primo nucleo di unità navali fu formato ufficialmente il 5 maggio 1967. Questa data è divenuta la ricorrenza ufficiale della Marina di Singapore che ogni anno la festeggia come giorno di avvenuta fondazione,

Quel modestissimo primigenio nucleo era una flottiglia a dir poco eterogenea, formata da un ex posamine giapponese della Seconda Guerra Mondiale, il Singapura, la motovedetta ex malese Bedok e da una motovedetta costiera già della Royal Navy, il Panglimafu, trasferita a seguito d’accordi intercorsi tra Singapore ed il Regno Unito.

Da quello sparuto mini gruppo idoneo ad assicurare poco più che la sorveglianza foranea, in 53 anni, la Marina di Singapore si è profondamente evoluta, diventando una delle più potenti, organizzate, addestrate e rispettate forze navali dell’Asia e non solo.

Il contesto operativo di Singapore.

La Marina di Singapore si trova ad operare in un contesto operativo molto particolare, tra lo Stretto di Malacca e l’Oceano (Mar Cinese Meridionale); infatti, l’area è fornata da decine e decine di scogli o isolotti affioranti tra Indonesia, Stretto di Malacca e Stretto di Singapore che si sposano perfettamente come punti nevralgici per tendere agguati al traffico di superficie.

Nell’area più vicina a Singapore i fondali dello Stretto di Malacca non superano i 37 metri di profondità.

Foto via social network

Lo Stretto di Malacca è uno dei principali punti di transito delle rotte commerciali asiatiche e planetarie ed è uno dei passaggi “obbligati” più bersagliati al Mondo dal fenomeno della pirateria.

Pertanto, nell’ambito di crescita continua, la Marina di Singapore ha progressivamente acquistato capacità di operare fuori dalle aree costiere, a protezione della ZEE dell’isola-Stato, con vascelli idonei al contrasto anti-nave, anti-aereo e successivamente anti-sommergibile.

Peraltro, sono cresciute anche le componenti di guerra alle mine, anfibie e di supporto operativo in mare.

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Foto Marina di Singapore

Tutto questo è stato accompagnato da un grande sforzo di potenziamento del settore addestrativo, destinato a formare i nuovi equipaggi, ma anche il settore logistico e delle basi navali ha avuto un forte sviluppo, essendo destinato a supportare una Marina sempre più consistente in termini di unità schierate ed in termini di qualità tecnologica.

Attualmente, Singapore ha una serie di conteziosi aperti con Indonesia e Malesia (peraltro, il principale partner commerciale) per il controllo di isolotti e per questioni di pesca e ZEE; ovviamente, vista la posizione strategica che ha da sempre nell’area, rientra nel grande gioco che vede contrapporsi la Cina agli Stati Uniti ed ai suoi Alleati (Australia, Corea del Sud e Giappone principalmente e partner (India). Con l’Australia, Singapore ha siglato una vera e propria partnership militare in base alle quale una parte dei suoi dispositivi militari è stanziata in permanenza presso basi australiane per esigenze addestrative ma anche operative. Stesso discorso ha con gli Stati Uniti e con alcuni Paesi europei (Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania) e non solo (Israele) con cui mantiene ottimi rapporti. 

Arrivano i sottomarini.

In questo quadro non poteva mancare all’appello il sottomarino, un sistema d’arma che può essere considerato strategico grazie al suo valore intrinseco che lo rende unico ed insostituibile nel panorama della guerra aereo-navale.

Anche per affrontare la questione sottomarini, Singapore ha deciso di adottare un approccio graduale e pragmatico, dovendo creare dal nulla una generazione di equipaggi, comandanti e tecnici di supporto al “nuovo” sistema d’arma, elaborando al contempo la relativa dottrina di impiego.

Venticinque anni fa Singapore stupì il Mondo, o meglio quella parte del Mondo che non aveva ben compreso la crescita militare dell’isola-stato, annunciando l’acquisto di un vecchio sottomarino svedese classe Sjöormen, il Sjöbjörnen, divenuto RSS Challanger, prima unità dell’omonima classe che avrebbe servito per circa quindici anni nelle fila della Marina di Singapore.

Foto Ministero della Difesa di Singapore

I Sjöormenr, conosciuti anche come A11, erano battelli costruiti in cinque esemplari tra il 1967 ed il 1968, entrati in servizio tra il 1968 ed il 1969 con la Reale Marina Svedese.

Dislocavano poco meno di 1.100 tonnellate in emersione e circa 1.400 tonnellate in immersione. Erano battelli lunghi 51 metri, con un diametro di 6,1 metri e pescaggio di 5,8 metri. Come propulsori erano dotati di motori diesel ed un motore elettrico. In superficie erano in grado di raggiungere i quindici nodi mentre in navigazione in immersione la velocità massima era di 20 nodi. L’autonomia in mare era pari a tre settimane. Erano stati testati per operare sino a 150 metri di profondità (del resto dovevano operare nel Mar Baltico, un bacino di modeste profondità) ed erano condotti da equipaggi di 23 uomini. L’armamento prevedeva 4 tubi lanciasiluri da 533 mm a prora per ben 21 siluri e 2 tubi lanciasiluri da 400 mm a poppa (principalmente per compiti antisom ma anche antinave) per altri 16 siluri. Era prevista la possibilità di trasportare e rilasciare mine navali.

Peraltro, la Reale Marina Svedese, alla metà degli anni ottanta del passato secolo, decise di provvedere ad ammodernare questi battelli, dotandoli di sistema di comando, controllo e combattimento Ericsson IBS-A17 e della suite sonar CSU-83.

Successivamente, nei primi anni novanta i battelli Sjölejonet e Sjöhunden furono sottoposti ad ulteriore ammodernamento nella suite elettronica e nel  array sonar trainato.

Gli altri tre battelli non ricevettero il secondo ammodernamento previsto per mancanza di fondi e perché, nel frattempo, la Marina Russa che era succeduta a quella Sovietica aveva ridotto fortemente la sua presenza nel Baltico per grave crisi economica, nonché era sparita la Germania Est inglobata in quella Occidentale e la Polonia con i Paesi Baltici erano diventati Alleati della NATO. Insomma, era completamente mutato il quadro strategico ed impegnare risorse per ammodernare battelli ormai vecchiotti non sembrava (all’epoca) più una buona idea.

Ma per questi battelli, inaspettatamente, era pronta una nuova vita a molte migliaia di miglia navali dalle fredde acque del Mar Baltico.

Infatti, la Marina di Singapore individuò questi battelli come utili per iniziare ad operare i sottomarini, essendo allora completamente sprovvista di questo importantissimo sistema d’arma.

Pertanto, quattro di questi battelli furono acquistati dalla Marina di Singapore alla fine degli anni novanta, ed entrarono in servizio tra il 2000 ed il 2004, dopo essere stati sottoposti ad un programma di aggiornamento e di tropicalizzazione per renderli idonei ad operare in un ambiente marino completamente diverso dalle acque baltiche. Furono infatti installati un potente impianto di climatizzazione e refrigerazione, tubature di nuovo tipo meno esposte alla corrosione e tutti i battelli furono sottoposti ad un profondo trattamento anti-vegetativo indispensabile per operare nelle acque calde che circondano Singapore.

I battelli presero i nomi di Challenger, Centurion, Chieftain e Conqueror, costituendo la classe Challenger, con due battelli ritirati nel 2015 ed altri due ritirati dal servizio nel 2020.

Il quinto battello, lo Sjöhästen fu acquistato dalla Marina di Singapore ma non entrò mai in servizio attivo, servendo come fonte per trarre parti di ricambio per gli altri quattro battelli.

Entrata in funzione della Scuola d’Addestramento Sommergibili

L’11 marzo 2015 in concomitanza con il ritiro dal servizio dei sottomarini Challanger e Centurion, l’allora capo della Marina Contrammiraglio Lai Chung Han presenziava all’inaugurazione del nuovo  Submarine Training Center (STC) installato presso la base navale di Changi.

Questa inaugurazione rappresentava il coronamento di un processo iniziato agli albori del nuovo secolo e che permetteva alla Marina di Singapore di procedere ad eliminare due battelli ormai giunti alla fine della vita operativa, potenziando al contempo l’addestramento e la qualificazione dei sommergibilisti.

Infatti, l’STC è una struttura di addestramento unica che migliora il realismo, l’efficacia e l’efficienza dell’addestramento ed è in grado di soddisfare tutti i requisiti di formazione e qualificazione operativa per i sottomarini in quanto dispone di simulatori in cui la formazione sia individuale che di squadra può essere condotta in un ambiente sicuro che incorpora scenari realistici.

In riconoscimento del ruolo svolto dal Challenger come primo sottomarino e piattaforma di addestramento della Marina di Singapore, l’STC è stato intitolato RSS Challenger.

Da notare che l’attuale comandante del programma di addestramento dello STC è un “laureato” al prestigiosissimo corso “Perisher” tenuto dalla Royal Navy.

La “nuova” classe Archer

La Marina di Singapore, conscia del fatto che i Challanger fossero battelli poco più che addestrativi e ormai datati, intendeva puntare a battelli più moderni ed operativi.

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Foto Marina di Singapore

Anche questa volta Singapore si rivolse a Stoccolma, la cui Marina, come detto in precedenza, aveva smobilitato parte delle forze e messo in riserva un paio di sottomarini classe Västergötland, costruita in quattro esemplari tra il 1983 ed il 1987, entrati in servizio tra il 1987 ed il 1989.

Pertanto, nel 2005 Singapore e Svezia stipularono un accordo per la cessione di questi due battelli che, prima del trasferimento in Asia, furono sottoposti ad un importante programma di ammodernamento e potenziamento delle capacità operative.

Info grafica Marina di Singapore

Infatti, Archer e Swordsman (rispettivamente, già Hälsingland e Västergötland) entrati in servizio nel 2011 e 2013, ricevettero un sistema di propulsione indipendente dall’aria (AIP) del tipo Stirling, con taglio dello scafo. Il nuovo sistema AIP permette ai due battelli di poter operare con ancor maggiore furtività, aumentando i tempi di crociera e di operazione in immersione rispetto ai battelli dotati di propulsione tradizionale.

Ovviamente, anche gli Archer hanno avuto il trattamento di tropicalizzazione assolutamente necessario per poter operare nelle acque calde di Singapore e, successivamente tra il 2016 ed il 2019, sono stati migliorati anche un nuovo sistema di comando, controllo e combattimento, nuovi periscopi del tipo CM010, sonar e contromisure di tipo nuovo o aggiornato.

Foto Ministero della Difesa di Singapore

Trattasi di battelli che dislocano in superficie 1.400 tonnellate e 1.600 tonnellate in immersione; sono lunghi poco più di 60 metri, hanno un diametro di circa 6 metri ed un pescaggio di 5,6 metri.

Come detto, l’apparato propulsivo, oltre i 2 motori diesel-elettrici Hedemora, è composto da 2 motori Kockums v4-275R Sterling AIP. La velocità raggiungibile in emersione è pari a circa 10 nodi, mentre quella in immersione attorno i  quindici nodi.

I battelli classe Archer sono armati con sei tubi lanciasiluri calibro 533 mm e tre tubi lanciasiluri calibro 400 mm. L’equipaggio è composto da 28 uomini.

Nella fila della Marina di Singapore Archer e Swordsman hanno preso il posto di Challenger e Centurion, rappresentando fino ad oggi, la punta di lancia della componente subacquea dell’isola-stato.

La svolta tedesca

Sempre, nell’ambito del programma di crescita esponenziale seguito dalle Forze Armate di Singapore, reso possibile grazie al elevato PIL nazionale che permette di investire cifre sempre più consistenti nel budget della Difesa, con i battelli classe Archer in via di introduzione, la Marina di Singapore ha lanciato un nuovo importante programma per l’acquisto di nuovi veri sottomarini.

Questa volta non è stata seguita la già percorsa via svedese ma si è puntato ad una competizione tra l’allora DCNS oggi Naval Group francese che offriva un battello derivato dallo Scorpene e la tedesca ThyssenKrupp Marine Systems che offriva una versione derivata dal Type 212-214.

Info grafica Marina di Singapore

Proprio TKMS si è vista aggiudicare la gara, con quattro battelli Type 218SG che daranno vita alla classe Invicible e la cui prima unità capoclasse varata nel 2019, attualmente, è alle prove in mare.

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Foto Marina di Singapore

Sono battelli a doppio scafo derivati dai Type 214, dotati di elevati livelli di comfort dell’equipaggio e un carico utile estremamente flessibile per le armi e attrezzature intercambiabili orientate alla missione migliorate dall’innovativo blocco multiuso orizzontale o Horizontal Multi-Purpose Lock (HMPL)

Info grafica via social network

Trattasi di battelli più grossi rispetti ai precedenti Archer e Challanger; infatti, dislocano 2.000 tonnellate in emersione e 2.200 in immersione. Sono lunghi 70 metri, con diametro di 6,3 metri, pescaggio di 6 metri e rappresentano un grande balzo in avanti per la Marina di Singapore, trattandosi di veri e propri battelli oceanici, a differenza dei battelli svedesi progettati per missioni costiere. Sono accreditati di un’autonomia operativa di sei settimane. Adottano un profilo stealth ed hanno accorgimenti tecnologicamente avanzati per ridurre l’impronta acustica, anche grazie al particolare design dell’elica.

Check out Singapore's New German-Built Submarine | The National Interest
Foto Reuters

I battelli classe Invincible saranno armati con otto tubi lanciasiluri da 533 mm tutti disposti a prora che possono impiegare anche missili anti nave Harpoon, da crociera Tomahawk o multiruolo IDAS mentre l’equipaggio è di 28 uomini. Sono dotati di un piano di coda ad X che consente ai battelli di poggiarsi sul fondo ed a prua di quello che sembra un sistema HMPL o Horizontal Multi-Purpose Lock adatto all’esecuzione di missioni delle Forze Speciali.

Nella progettazione ed allestimento di questi battelli si è fatto largo ricorso a sistemi di automazione che consentono il governo del battello con equipaggi ridotti. Invece dei due turni di sei ore, finora attuati sui precedenti battelli in servizio con la Marina di Singapore (RSN), i sistemi automatici ora introdotti consentono turni di quattro ore, consentendo ai membri dell’equipaggio di riposare e rilassarsi maggiormente, anche grazie al design degli spazi interni sviluppato sulla base delle caratteristiche morfologiche dei marinai singaporiani.

Foto Naval News

Il valore del contratto firmato nel 2013 è di circa 1,8 miliardi di dollari comprensivi di addestramento iniziale e logistica per i primi due battelli destinati a prendere il posto di Challenger e Conqueror. Il nuovo contratto per la seconda coppia di sottomarini Type 218SG è stato siglato da Singapore con TKMS nel 2017.

Gli Invincible non hanno più gli Stirling ma adottano la tecnologia tedesca dei PEM a celle di combustibile, oltre i motori diesel elettrici impiegati per la navigazione in emersione e per i lunghi trasferimenti non operativi. E’ probabile che impieghino batterie di nuovo tipo, forse agli ioni di litio, molto più efficienti delle tradizionali al piombo, al cui sviluppo potrebbe non essere estranea l’industria di Singapore (in Asia Giappone e Corea del Sud hanno sviluppato o hanno in avanzata fase di sviluppo questa tecnologia per le rispettive nuove classi di sottomarini).

Sono accreditati di un 50% in più di autonomia grazie ai sistemi AIP installati.

I Type 218SG sono accreditati di velocità attorno i 15 nodi in immersione e di dieci in emersione.

Molto importante è il contributo dell’industria locale che sarà presente a bordo con il sistema di combattimento completo fornito da Atlas Elektronik GmbH, che sarà co-sviluppato e adattato alle esigenze della Marina di Singapore dalla ST Electronics. Su tale sistema non sono state divulgate informazioni per ragioni di sicurezza anche se è evidente che si debba trattare di un sistema integrato con tecnologia allo stato dell’arte, per permettere ai battelli di operare in uno dei bacini più trafficati al Mondo e caratterizzato da una molteplicità di ostacoli naturali.

Nell’ambito della cooperazione tra Germania e Singapore, la Defense Science and Technology Agency (DSTA) di Singapore e thyssenkrupp Marine Systems hanno siglato un memorandum d’intesa (MOU) per collaborare su nuove tecnologie come la produzione additiva e i dati analytics per applicazioni navali.

In base a tale accordo, DSTA e ThyssenKrupp Marine Systems esploreranno l’uso della produzione additiva come metodo innovativo ed economico per la produzione di pezzi di ricambio per sottomarini. I due gruppi lavoreranno insieme alla progettazione, all’ingegneria e alla qualificazione dei componenti prodotti con additivi, che potrebbero essere testati e provati sui sottomarini di Singapore.

Si prevede che l’Invincible entrerà in servizio nel 2021 o al massimo all’inizio del 2022 e le restanti tre unità entro il 2024 per sostituire i due Archer attualmente operativi e riportare la linea operativa su quattro sottomarini, in modo da permettere alla Marina di Singapore di avere in mare sempre un paio di battelli.

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