lunedì, Ottobre 25, 2021

L’incognita dei test missilistici nucleari nordcoreani a seguito delle elezioni presidenziali statunitensi

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Il neo-eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, Joseph R. Biden Jr., è sempre stato critico nei confronti della diplomazia di Trump con Kim Jong-un, Presidente della Commissione per gli Affari di Stato nonché leader assoluto della Corea del Nord. Il Presidente Donald Trump ha incontrato Kim Jong-un tre volte, ma i negoziati sul nucleare sono rimasti bloccati dal vertice di Hanoi.

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Poche settimane dopo l’insediamento degli ultimi due presidenti degli Stati Uniti, la Corea del Nord ha effettuato test missilistici o esperimenti nucleari. La stessa situazione dovrebbe replicarsi anche per il neo-eletto Presidente, Joe Biden, che il regime nord coreano ha etichettato e definito come “un cane rabbioso“.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, i rapporti tra Washington e Pyongyang potrebbero tornare ai giorni più gelidi dell’amministrazione Obama, quando gli Stati Uniti impiegarono la “pazienza strategica” che si basava su sanzioni internazionali, piuttosto che sul dialogo, per costringere la Corea del Nord ad abbandonare il suo arsenale nucleare.

Durante i mandati dei Presidenti Barack Obama e Donald Trump, Kim Jong-un ha costantemente aumentato la sua capacità di minaccia nei confronti degli Stati Uniti con armi nucleari, anche a fronte di sanzioni sempre più severe.

E’ improbabile che il regime nordcoreano cambi il suo atteggiamento o cambi la sua strategia verso gli Stati Uniti, indipendentemente da chi sia il Presidente.

Nel 2009, la Corea del Nord mise alla prova l’allora Presidente Obama con il lancio di un razzo a lungo raggio e con test di un ordigno nucleare. Pochi mesi dopo il suo insediamento. Trump fu accolto alla Casa Bianca con una serie di test missilistici balistici culminati con il lancio, nel novembre 2017, di un missile balistico intercontinentale, che secondo gli esperti sarebbe stato in grado di recapitare una testata nucleare in qualsiasi parte degli Stati Uniti. La prossima volta Il test missilistico più probabile potrebbe essere il lancio di un altro missile balistico intercontinentale, tra cui un nuovo razzo mostrato durante una parata militare tenutasi lo scorso mese di ottobre che sembrerebbe progettato per trasportare più testate nucleari verso gli Stati Uniti.

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Naturalmente, le relazioni tra Stati Uniti e la Corea del Nord potrebbero peggiorare ulteriormente se Pyongyang tentasse di mettere alla prova la nuova amministrazione statunitense con una provocazione militare.

La Corea del Nord considera le sue armi nucleari come un’assicurazione contro un attacco degli Stati Uniti e ha promesso di mantenere il suo deterrente qualunque cosa accada. Kim Jong-un ha ripetutamente respinto la richiesta dell’amministrazione Trump di uno smantellamento “completo, verificabile e irreversibile” prima che Pyongyang possa ricevere una contropartita.

Il neo Presidente eletto Biden ha indicato la volontà di dare maggiore spazio ai negoziati, affermando in un documento politico che vuole “far ripartire” una campagna per la denuclearizzazione. Al secondo dibattito presidenziale di ottobre, Biden ha definito Kim un “teppista“, ma, altresì, ha detto che potrebbe incontrare il leader nordcoreano se quest’ultimo decidesse di ridurre il suo arsenale nucleare.

È probabile che Kim Jong-un fornisca indizi su come intenda approcciarsi alla nuova amministrazione Biden durante il discorso annuale di Capodanno, uno dei più importanti discorsi diretti alla nazione e all’Estero del calendario politico del paese. Inoltre, si prevede che la Corea del Nord terrà l’ottavo Congresso del Partito dei Lavoratori al governo a gennaio del prossimo anno, all’incirca nel periodo dell’insediamento di Biden alla Casa Bianca, per definire un nuovo piano quinquennale per l’economia, che è destinata alla sua più grande contrazione degli ultimi due decenni a causa delle sanzioni, del coronavirus e a una serie di disastri naturali che hanno colpito pesantemente il Paese.

Secondo un rapporto della Korea International Trade Association, la decisione del leader nordcoreano di chiudere i confini a causa del coronavirus ha avuto un impatto devastante sul commercio che è destinato a diminuire dell’80% con la Cina, il suo partner più importante. Pyongyang ha chiarito che preferisce trattare con Trump, che ha considerato Kim Jong-un alla pari. Il suo regime ha esaltato la chimica “misteriosamente meravigliosa” tra i due leader, denunciando Biden come un “imbecille privo della qualità elementare di essere umano“.

Malgrado ciò, secondo l’ex Ambasciatore degli Stati Uniti a Seoul, Kathleen Stephens, il neo Presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden ed il leader nordcoreano Kim Jong-un potrebbero tenere un vertice, ma solo se entrambi intravvedessero un risultato “sostanziale” da raggiungere. La Stephens sostiene che la differenza più grande tra Biden e Trump è che Biden modellerà la sua politica “attraverso la lente delle alleanze e degli impegni degli Stati Uniti”. Inoltre, “Biden affermerà l’obiettivo della denuclearizzazione e dimostrerà l’impegno per la difesa e la deterrenza dell’alleanza”. Pertanto “ciò potrebbe essere combinato con il messaggio alla Corea del Nord della disponibilità degli Stati Uniti a riavviare un processo diplomatico basato sulla dichiarazione di Singapore e ad adottare un approccio incrementale“.

Nel documento finale della conferenza di Singapore, Stati Uniti e Corea del Nord si impegnavano: verso “nuove relazioni” reciproche; a “unire gli sforzi per costruire un regime di pace stabile e duratura”; per la “completa denuclearizzazione” della penisola coreana; per il rimpatrio delle salme dei morti in guerra.

Il disarmo della Corea del Nord rimane una delle questioni di politica estera più difficili da affrontare per gli Stati Uniti. Dal 2006 ad oggi, Pyongyang ha testato con successo sei ordigni nucleari e tre missili balistici intercontinentali (ICBM), armi che secondo Kim hanno lo scopo di scoraggiare l’aggressione straniera. La tenace corsa agli armamenti, tuttavia, ha un costo enorme. Le sanzioni contro Pyongyang per il suo programma nucleare impediscono sostanzialmente alla Corea del Nord – uno dei Paesi più poveri del mondo – di commerciare legalmente con il mondo esterno. Ciò significa che ci sono poche opportunità per il Paese di migliorare la sua economia ed aumentare i mezzi di sussistenza della sua gente, una promessa chiave che Kim ha fatto al suo popolo.

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