sabato, Ottobre 23, 2021

Il Battaglione Multifunzionale “Vicenza”, lo speciale reparto alpino per le pubbliche calamità ed emergenze

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Questo “speciale Reparto Alpino” dell’Esercito Italiano è stato creato per decisione e autorizzazione del Capo di Stato Maggiore della Difesa (1) su proposta del Ministro della Difesa – ratificata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e dal Comandante delle Truppe Alpine – in relazione agli insegnamenti tratti dalle Forze Armate dagli eventi sismici che nel 2016 hanno colpito duramente l’Italia Centrale (2).

Il Battaglione Multifunzionale “Vicenza” viene costituito a L’Aquila, nella Caserma “Cap. a. M.O.V.M. Giuseppe Pasquali”, il 29 maggio 2017 con la denominazione di Battaglione Genio “Orta” (3) ed è da subito inquadrato nel 9° Reggimento Alpini (4), con sede nella stessa infrastruttura militare, insieme al già presente Battaglione Alpini “L’Aquila” (5).

In riferimento a quanto appena detto, il Reparto si forma, inizialmente, con fisionomia Genio e con il nome di “Orta”, cambiando immediatamente dopo in Multifunzionale “Vicenza”.

A chiarimento di questa mutazione di denominazione e tipologia, tengo a precisare che avviene su decisione del COMTA Comando Truppe Alpine e condivisa pienamente dallo S.M.E. Stato Maggiore dell’Esercito.

La rideterminazione di “fisionomia” e del cambio di nome, infatti, non è casuale, ma è frutto di un discorso “ordinativo” più ampio, suddiviso, armonizzato e sostenuto dalla congiuntura di due immediati e diversi fattori, dati da “discendenza” e “tradizioni”, che individuano e generano i seguenti aspetti fondamentali e imprescindibili:

a) – il primo aspetto è rappresentato dal fatto che l’“Orta” (6) pur considerando che è stato un prestigioso Reparto che ha fatto parte delle Truppe Alpine, in ogni caso, esso è appartenuto all’Arma del Genio e, pertanto, non derivante direttamente come istitutività propria del Corpo degli Alpini che, come sappiamo, fa parte dell’Arma della Fanteria e questo lo si è dovuto necessariamente tener presente per l’inserimento del nuovo Battaglione alle dipendenze di un Reggimento di Fanteria Alpina (come lo è il 9° Alpini);

b) – il secondo aspetto, invece, a rinforzo del primo, è che l’attribuzione del nome di “Vicenza” lo si è ritenuto necessario per mantenere quella inscindibile continuità “ordinamentale storica” e “di tradizioni alpine” essendo che questo Reparto è già appartenuto al 9° Reggimento Alpini, poiché, quando il “9°” nasce, per la prima volta, il 1° luglio 1921, all’atto della sua costituzione, si forma inquadrando oltre ai Battaglioni Alpini “Bassano”, “Cividale” e “Feltre”, anche il “Vicenza” (7).

Riflettendo poi nell’ambito della “storia dei Reparti dell’Esercito” – più, in particolare, di quella dei “Reparti Alpini” – e in termini di “onomastica militare”, si può affermare che l’Unità “di nuova costituzione” con questo cambio di nome che ha avuto, da “Orta” a “Vicenza”, è come se avesse ridato vita per la terza volta – seppur con una fisionomia “trasformata” (preformata ai “tempi” e configurata alle “esigenze”) – al leggendario Battaglione “Vicenza” che, come un’“araba fenice”, già era stato costituito nel 1887 e sciolto nel 1943, tornato in vita, per la seconda volta, nel 1975 era stato soppresso di nuovo nel 1996.

BV206 mentre passa in rassegna il “Vicenza” all’interno della Caserma “Pasquali” di L’Aquila

Nell’approfondimento ulteriore, ritenuto necessario in ambito “dottrinale-ordinamentale”, c’è da dire, come altro profilo di osservazione, che il Battaglione “Vicenza” apparentemente può sembrare atipico con il termine attribuitogli di “Multifunzionale” inserito a completamento della denominazione, ma questa terminologia è stata scelta appositamente per dare la giusta definizione e distinzione della sua “specificità” e attitudine “polivalente”, caratterizzandone, rappresentandone e contraddistinguendone appunto la sua “versatilità d’impiego” per la vasta gamma dei compiti che può assolvere e che appresso sono riportati.

Tengo a spiegare e a chiarire ancora, che questa configurazione specialistica sta, di fatto, sostanzialmente, a sintetizzare quell’integrazione in un’unica formazione organica a “livello di battaglione” risultante dalla coesistenza e fusione ordinativa di quattro singole “unità militari” (espresse dalle sue “Compagnie”) con diverse caratteristiche: quella tipicamente di “unità alpina”, quella di “unità di supporto logistico”, quella specifica di “unità genio” e quella di “unità trasporti”; in ogni caso, a riguardo di questa fondamentale unificazione e interazione dei diversi profili, per far capire il concetto “dottrinale” ed entrare più nell’ottica della conoscenza dell’attuale “Vicenza”, ho provvedo a disaminarla meglio qui di seguito.

Quanto predetto, infatti, avvalora l‘effettivo frame risultante da “identità, immagine e configurazione” che il “Vicenza” possiede, dichiarando e determinando inconfutabilmente che esso non è assolutamente considerabile un Battaglione “ordinario” e che, invece, sull’effetto di un concreto titolo conferitogli in ambito “costitutivo” e “ordinativo”, rientra, a pieno diritto, in uno “speciale” Reparto dell’Esercito per “impieghi specifici in interventi calamitosi di grande entità” per cause atmosferiche, idrogeologiche e sismiche.

Questo Reparto, poi, oltre ad essere altamente specializzato nelle emergenze post “sismiche e atmosferiche” e per specifiche attività di supporto “tecnico-logistico” è qualificato anche per interventi contro incendi boschivi di vaste dimensioni o proporzioni.

Il Battaglione, infatti, dispone di apposite Squadre AIB Antincendio Boschivo equipaggiate ed attrezzate con dotazioni di reparto e dispositivi individuali all’avanguardia, in grado di costituire un Posto Comando Avanzato da inserire in un Sistema di Comando e Coordinamento “Incidentale” (ICS Incident Command System) per integrare, in eventuali circostanze di vasti incendi, gli assetti operanti e l’acquisizione delle informazioni con l’Unità di Comando Locale (UCL) del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (che, attraverso un DOS Direttore delle Operazioni di Spegnimento, coordina le necessarie azioni per contrastare e combattere le fiamme).

Per quanto attiene gli interventi in attività post-sismiche o post-atmosferiche, invece, il Battaglione, oltre ad intervenire materialmente, con personale e mezzi, è in grado di costituire un’“Unità di Crisi autonoma” ad integrazione della Sala Operativa Unificata di un CCE Centro di Coordinamento Emergenze o di una SORUPC Sala Operativa Regionale Unificata di Protezione Civile (che, più precisamente, negli Enti Regionali territoriali è chiamata SOUP Sala Operativa Unificata Permanente o SOUR Sala Operativa Unica Regionale).


Il Battaglione Multifunzionale “Vicenza” viene passato in rassegna dal Comandante del 9° Reggimento Alpin

Il “Vicenza” al di là di assumere carattere di unicità per le sue peculiarità operative, evidenziando che è di stanza in una zona molto esposta al rischio sismico, come altro elemento fondamentale da sapere, di valenza determinante, è quello di essere anche un Reparto di elevata “prontezza” con funzione di “proiezione”, vale a dire, dal momento in cui viene allertato possiede la capacità di schierarsi sulla zona d’intervento in brevissimo tempo, riuscendo a garantire il qualificato sostegno in “ogni circostanza di necessità emergenziale naturale” sia nell’ambito dell’Abruzzo sia fuori regione e non solo dell’area del Centro-Italia.

Questa argomentazione “dottrinale”, certamente complessa, ma non la si può terminare, risulterebbe incompleta, se non si fornirebbe questa successiva disquisizione, infatti, più in particolare, a riguardo di quanto sopra riferito e in funzione di una limpida e precisa esegesi della nomenclatura “Multifunzionale” (Multfz.), si conviene nel dire che il Battaglione “Vicenza” pur se esteriormente, per tipologia, potrebbe essere definito o assimilato anche a un’Unità “ibrida”, attribuire questo appellativo sarebbe, comunque, una considerazione non esatta a livello “ordinamentale militare”, in quanto, possiede e sussiste, inalterata, sempre e comunque una sua fisionomia e caratteristica fondamentale che è quella di essere un Reparto dell’Esercito, per origine costitutiva primariamente “Alpino” anche se poi per i suoi compiti particolari attribuitigli in termini di “operatività e di impiegabilità” lo rendono specificatamente con una forte espressione di capacità “genio” (specialità pionieri) e, come sopra già scritto, pure con una spiccata competenza per le funzioni di “sostegno logistico”, di “trasporto (medio)” e di “movimentazione dei materiali”, nonché predisposto per le altre attività correlate, disponendo a completamento del suo organigramma anche di una componente “combattente”.

Tutto questo è reso possibile, proprio in funzione della “struttura dedicata” del Battaglione Multifunzionale “Vicenza” che, a livello “ordinamentale”, è articolato su:

– Compagnia di Supporto Generale (CSG) denominata “Cacao” (con capacità “logistiche”);

– 59a Compagnia Genio Alpino “La Fanteria” (8) (con capacità “genio pionieri”);

– 60a Compagnia Trasporti “La Valanga” (con capacità “trasporti e movimentazione”) (9);

– 61a Compagnia Alpini “I Frati” (10) (è un’“unità fucilieri” ed ha capacità di “combattimento” prettamente “alpine” e funzioni di “sicurezza”).

Per i “servizi di sicurezza” il Reparto può essere rinforzato dalle Compagnie Alpine operative (con addestramento “ranger”) del Battaglione Alpini “L’Aquila”.

L’organico del Battaglione Multifunzionale “Vicenza” consiste in una forza organica totale di circa n. 300 unità fra Ufficiali, Sottufficiali (ruolo Marescialli e ruolo Sergenti), Volontari Graduati in servizio permanente e Volontari (in ferma) che contesto finanziario permettendo, si pensa di incrementare ancora di qualche decina di unità di personale.

L’elevata specializzazione, a livello operativo, del Battaglione è data dalla accurata formazione e preparazione del suo personale derivante dall’addestramento continuo, dal costante confronto con esperienze e lezioni apprese, dalla conoscenza dei territori, nonché dalla stretta relazione collaborativa con gli Enti istituzionali e le Amministrazioni regionali e locali; essenziali percorsi esperenziali questi, per raggiungere quella comunione d’intenti, affinare e perfezionare l’integrazione dei dispositivi e degli assetti al fine di potenziare la necessaria sinergia che occorre per affrontare le varie sfide dettate da contesti emergenziali diversi, derivanti da calamità naturali o da altre situazioni di gravità o d’urgenza, che si potrebbero verificare sulle zone regionali e in cui la Forza Armata Esercito è chiamata ad intervenire e ad operare per la loro migliore gestione e risoluzione.

Il Battaglione Multifunzionale “Vicenza” per gli aspetti di comando, disciplinari, amministrativi, addestrativi e operativi “ordinari” è subordinato al 9° Reggimento Alpini che, quest’ultimo, per “ordinamento” risponde alla Brigata Alpina “Taurinense” essendo in essa inquadrato; invece, per quanto attiene gli aspetti d’impiego operativo “in stato di emergenza”, a “livello centrale” opera sotto il coordinamento del Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), in sinergia con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile e, in delega, con la Struttura di Protezione Civile Regionale.

Il “Vicenza” incarna e dimostra perfettamente quella qualificata, ricercata e preziosa “capacità duale”, che hanno le Forze Armate, mettendola a disposizione e al servizio della Nazione, poiché è in grado di intervenire celermente nell’ambito della pubblica utilità e per i casi più difficili nell’area appenninica centrale.

L’esistenza di questo “speciale” Reparto garantisce la pronta disponibilità “h24 per i 365 giorni dell’anno” di risorse idonee a svolgere attività fra le più diversificate, proprio per questo i compiti del Battaglione “Vicenza” sono molteplici e si sviluppano nella duplice funzione “dual use” (11), oltre a quelli tipicamente “militari”, si affiancano quelli per l’ambito “civile”:

– in “condizioni ordinarie” assicura: le attività inerenti all’ambito militare (di Forza Armata), in linea con le proprie competenze e attribuzioni; i servizi di sicurezza in montagna; l’assistenza sulle piste da sci; il Servizio Meteomont (12) con il rilevamento dati dalle “stazioni” predisposte in Abruzzo (che assolve insieme al Battaglione Alpini “L’Aquila”, l’altro glorioso “reparto” del 9°); sostegno per lavori di ripristino di “vie ferrate” e “sentieristica” di alta montagna (13); supporto per particolari attività scientifiche e di osservazione (14) da svolgere in ambiente montano “in quota” condotte da “team” di Istituti e Centri di ricerca di “geografia, meteorologia e glaciologia”;

– in “condizioni straordinarie ed emergenziali”, invece, provvede ai seguenti sostegni: rifornimento idrico; rifornimento di carbolubrificanti; produzione e distribuzione di energia; illuminazione campale; ricerca e soccorso feriti o dispersi; ricognizioni e interventi di soccorso su neve, in situazioni di gravità, in zone interessate da valanghe/slavine; mobilità con mezzi in ambiente innevato; interventi in terremoti, alluvioni, dissesti idrogeologici, fenomeni ventosi ed altri eventi metereologici e climatici estremi; concorso negli incendi boschivi; trasporto e gestione di materiali; conduzione di lavori per la riparazione e il ripristino di tratti stradali a favore della viabilità e mobilità sia su opere infrastrutturali sia su vie di comunicazione (strade, ponti e gallerie); costruzione e mantenimento di strutture alloggiative temporanee; esecuzione di lavori con macchine operatrici per sostenere ditte impegnate in particolari “opere pubbliche” di necessità; gestione e trasporto di materiali; allestimento di zone da campo con tendopoli temporanee; controlli strutturali e relativa messa in sicurezza di edifici; preparazione del terreno per agevolare e consentire lo svolgimento di tutte le attività necessarie per gli aiuti e il sostegno generale; fornire ausilio per interventi di copertura di protezione su manufatti d’interesse storico-culturale-architettonico per la loro conservazione temporanea (in attesa della cantierizzazione per l’inizio degli effettivi lavori di riparazione, ristrutturazione, riqualificazione e restauro); concorrere ad interventi per il recupero e il salvamento, di beni culturali mobili, opere d’arte, beni librari e archivistici, con l’approntamento del relativo trasporto, con scorta, per il trasloco presso luoghi e Depositi di custodia sicuri (è stato il caso per l’Operazione “Sabina 2” periodo 2017-2018 per il terremoto in “Italia centrale”); rimozione e trasporto macerie derivanti da crolli strutturali (come già effettuato sempre per l’Operazione “Sabina 2”); sopralluoghi ricognitivi specifici sull’area interessata dall’evento emergenziale per supportare l’acquisizione dei dati utili e le informazioni sulla gravità del fenomeno ovvero della calamità naturale manifestatosi da trasmettere agli altri Organi e alle Istituzioni competenti dello Stato.

L’assolvimento di queste competenze è reso possibile attraverso la materializzazione e l’eccellente funzionalità di un “macro sistema” costituito da un parco mezzi (molto potenziato) e da attrezzature in dotazione al “Vicenza” che sono della più diversa tipologia, versione e natura, consistenti in: veicoli/autovetture da ricognizione (AR); veicoli cingolati “bimodulari” BV 206; veicoli multiruolo (VM); veicoli logistici; furgoni; autocarri ACTL (tattici-logistici) “da trasporto”; autocarri con complesso APS (con piano scarrabile o autoscarrabile); autocarri medi con cassone ribaltabile; macchine operatrici per “movimento terra e materiali inerti” (ruspe e pale meccaniche caricatrici frontali, apripista, terne ruotate, escavatori cingolati a benna rovescia, escavatori compatti elitrasportabili); automezzo “officina mobile”; mezzi speciali (autobotti, autocisterne, autogru); mezzi di soccorso sanitario (veicoli ambulanza nei modelli “Daily” e “Iveco VM 4×4”); rimorchi/carrelloni per trasporto di complessi e mezzi con rampe mobili di salita e discesa; gruppi elettrogeni o stazioni di energia carrellati; torri e complessi mobili di illuminazione campale; motocompressori pesanti; tende (pneumatiche e ad esoscheletro); cucine da campo rotabili; shelters “servizi” e containers “attrezzature varie” per il l’allestimento delle zone da campo.

In relazione alle “zone da campo”, c’è di riflesso anche, il concorso per l’approntamento eventuale di tendopoli temporanee per la “prima accoglienza” di sfollati o profughi (in attesa di una loro ulteriore e migliorativa sistemazione) in “aree di sicurezza controllate” individuate, al momento (dagli indirizzi “politici”), nelle specifiche zone ricadenti nell’area geografica dell’Italia Centrale (15), nell’ambito sempre di eventi calamitosi o nelle c.d. NEO’s New Emergency Operations/Nuove Emergenze Operative contestualizzate anche in relazione a eventuali ponti aerei associati alle missioni umanitarie e rientranti nelle c.d. Noncombatant Evacuation Operations/Operazioni di evacuazione non combattenti.

Altra particolarità di sostanziale importanza, non nota ma interessante da evidenziare, è che il Battaglione “Vicenza” costituisce estensione “multifunzionale” per le “capacità di sostegno” del Comando Truppe Alpine ed oltre a costituire “Unità di rinforzo multifunzione” nell’area “centro sud Italia” per il Comando Militare della Capitale (con sede a Roma) e per il Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD, con sede a Napoli) per interventi in “pubbliche calamità”, potrebbe essere chiamato anche a svolgere “temporaneamente” funzioni in “eventuali e particolari circostanze e/o esigenze operative militari” a “rafforzamento” dei “supporti tattici” della Divisione “Acqui” (16).

Sebbene il Battaglione Multifunzionale “Vicenza” sia incardinato nel 9° Reggimento Alpini che, riepilogando, è inquadrato nella Brigata Alpina “Taurinense” (con sede a Torino) posta, a sua volta, alle dipendenze del Comando Truppe Alpine (di Bolzano), in termine di richiesta di impiego essendo un Reparto di “prontezza” per emergenze naturali, può essere allertato (tramite il Comando del 9°), non soltanto dai Comandi di vertice delle Truppe Alpine ma, direttamente, anche dall’“Autorità Militare” degli Enti riportati – nel rispetto dei rispettivi “livelli di comando” – in questa ordinata sequenza: dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) (17); dal Comando Militare della Capitale (18); dal Comando delle Forze Operative Sud (COMFOPSUD) (19); dal Comando Divisione “Acqui”; dai Comandi Militari Esercito “Abruzzo-Molise” (con sede a L’Aquila), “Marche” (con sede a Ancona) e “Umbria” (con sede a Perugia).

A maggiore completezza ed estensione documentale, si può dire anche che per alcuni fattori funzionali, questo Battaglione richiama o meglio si riallaccia in parte ai “compiti e al comportamento operativo” della “componente terrestre” che negli anni ’80 e ’90 del 1900 spettavano alla Fo.P.I. Forza di Pronto Intervento per “pubbliche calamità” (20) costituita in stand by sempre a L’Aquila, nella stessa Caserma “Pasquali” e sciolta nel 1996 (con la soppressione della Brigata Meccanizzata “Acqui”).

Nel viaggio conoscitivo del “Vicenza”, attraverso questa stesura documentale (fra testo e note ad esso associate), si può capire come nonostante siano cambiati i tempi e le fisionomie dei “Reparti” – con le trasformazioni e le riconfigurazioni di essi e con la creazione di nuovi (per mantenere sempre adeguato lo strumento militare all’attualità delle esigenze operative) – non sono mutate affatto le “tradizioni militari” e le “tradizioni alpine”, da sempre fucina di “ideali e valori”, che restano perennemente e saldamente ancorate ad un’epopea di storia vera e gloriosa.

Ecco perché il Battaglione Multifunzionale “Vicenza” riesce nei suoi impieghi operativi a compiere opere edificanti ed illuminanti, necessarie a portare concretamente e materialmente l’aiuto e il conforto per dare luce al ripristino delle normali condizioni ante evento calamitoso o emergenziale.

Spero che la lettura, credo coinvolgente, di questo lavoro in cui ho cercato di toccare e considerare ogni possibile segmento congiunturale, possa contribuire ad approfondire “dottrinalmente” nuovi argomenti oltre ad offrire la possibilità di far conoscere più da vicino questo “speciale” Reparto Alpino, nei suoi diversi aspetti e nelle sue molteplici sfaccettature, che, certamente, la sua costituzione rappresenta motivo di orgoglio per le Truppe Alpine, per l’Esercito, per le altre Forze Armate e per l’Italia intera.

In conclusione, a fattore di testimonianza di quanto riportato in argomentazione sia all’inizio del presente lavoro documentale, nei punti inerenti gli aspetti “ordinativi” e il “cambio di denominazione” del Reparto, sia considerando anche le dettagliate note di approfondimento che ho redatto, è da notare come le vicende storiche del Battaglione “Vicenza”, con il 9° Reggimento Alpini e il Battaglione Alpini “L’Aquila” si sono sempre intersecate; hanno avuto, difatti, in ogni circostanza, le più strette relazioni e interazioni sia a livello ordinativo sia a livello operativo, interagendo in una fitta tessitura di eventi di vita militare comune, portando nuovamente il “Vicenza” a catalizzarsi, seppur con una riconfigurata identità, con il 9° Alpini, rafforzando e diventando con questa “unità reggimentale”, l’espressione più alta, più nobile e prestigiosa delle Truppe Alpine e, più in generale, del nostro Esercito Italiano.

ANGELO TIBERI

NOTE AL TESTO

(1) Nel periodo dal 28 febbraio 2015 al 5 novembre 2018 ha ricoperto tale incarico il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, Ufficiale del Corpo degli Alpini (già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e, in precedenza, Comandante della Brigata Alpina “Taurinense”, del 2° Reggimento Alpini e del Battaglione Alpini “Susa”) ha fortemente voluto questa nuova “Unità”, tra l’altro presente a L’Aquila nella data della sua costituzione ha detto “questo Reparto rafforzerà la capacità duale al servizio del Paese”; inoltre, ha parlato pubblicamente del Battaglione Multifunzionale “Vicenza” anche il 30 giugno 2017 a Sulmona (AQ) presso l’Abbazia Celestiniana di Santo Spirito al Morrone per l’evento culturale “Fonderia Abruzzo 2017 Laboratorio di idee e nuove visioni per il futuro della regione Abruzzo in Europa”, in occasione del conferimento, da parte della Regione Abruzzo, dell’Encomio Solenne alle Forze Armate assegnato con questa motivazione: “Per lo straordinario ed insostituibile lavoro svolto durante gli eventi calamitosi del gennaio 2017 nel territorio della Regione Abruzzo per aver, con uomini eccezionali e mezzi all’avanguardia soccorso ed aiutato intere popolazioni a superare le drammatiche emergenze causate dalle abbondandissime nevicate, dagli eventi sismici e dall’assenza di energia elettrica”.

Infatti, proprio in questa circostanza di consegna dell’Encomio, a Badia di Sulmona, il Generale Graziano nel suo argomentato discorso, in alcuni passaggi, ha dichiarato e precisato: “I Reparti Alpini dell’Esercito ed elicotteri dell’Aeronautica Militare e dell’Esercito sono stati i primi a essere impiegati, mentre i reparti del Genio si adoperavano per ripristinare la viabilità delle strade per consentire ai mezzi di soccorso di raggiungere la popolazione. E’ stata una delle operazioni di soccorso alla popolazione più impegnative degli ultimi decenni e l’esperienza maturata nel corso dell’intervento in questi territori ha portato la Difesa a riflettere sulle proprie funzioni non esclusivamente militari e sulla necessità di adottare misure organizzative che possano incrementare il livello di efficacia. Da questa riflessione è scaturita la decisione di costituire a L’Aquila, alle dipendenze del 9° Reggimento Alpini, un ulteriore Battaglione Alpini “Multifunzione” da dedicare prioritariamente agli interventi per pubbliche calamità ed emergenze, l’obiettivo è quello di disporre, nel cuore del territorio appenninico, di capacità in grado di rendere più efficace e tempestiva la risposta delle unità chiamate a intervenire in modalità dual use”.

(2) Vedasi, per approfondimenti documentali, “TERREMOTI IN ITALIA NEL PRIMO VENTENNIO DEL XXI SECOLO Rapporto di Ricerca sulla risposta data ai territori dal Ministero per le Attività e i Beni Culturali, dal Ministero della Difesa, dall’Esercito Italiano e dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale” pubblicato su “ARES Osservatorio Difesa” il 14 settembre 2021.

In questo Rapporto di ricerca, ho provveduto a dare anche un cenno informativo riguardante il Battaglione Multifunzionale “Vicenza” per il ruolo che ha avuto nell’Operazione “Sabina 2” (attivata dall’Esercito per il terremoto nel “Centro Italia” dopo la “Sabina 1”).

(3) A riguardo del nome iniziale di Battaglione “Orta” attribuito anche se per breve tempo al “Vicenza”, per completezza, ritengo opportuno di riportare, attraverso la presente nota, anche i lineamenti “storico-ordinamentali” del 4° Battaglione Genio Pionieri Alpino “Orta” al quale si riallacciava, poiché il Multifunzionale “Vicenza” pur cambiando il nome, comunque ha ereditato, in parte, le funzioni dell’“Orta” tramite la sua 59a Compagnia Genio.

Sintesi storica del 4° Battaglione Genio Pionieri Alpino “Orta”. – Il 1° ottobre 1922 viene costituito a Verona il 3° Raggruppamento Genio di Corpo d’Armata che il 15 novembre 1926 si trasforma in 4° Reggimento Genio.

Il 4° Genio nel 1935 costituisce il 51° Battaglione Misto Genio per la Divisione di Fanteria “Trento” che opera in Africa Settentrionale e la Compagnia Mista per la Divisione Alpina “Pusteria” che opera in Africa Orientale.

Nel 1936 il 4° Reggimento Genio si trasforma in 4° Reggimento Genio “Scuola Allievi Sottufficiali” che, come Reparto formativo non partecipando al Secondo Conflitto Mondiale, mobilita il II Battaglione Misto Genio (per la Divisione Alpina “Tridentina”), il V Battaglione Misto Genio (per la Divisione Alpina “Pusteria”), il XXX Battaglione Genio Guastatori, il Comando del 9° Raggruppamento Genio (per l’Armata del Po), i Battaglioni Artieri per il Corpo d’Armata Alpino e il XXXII Battaglione Misto Genio per la Divisione Corazzata “Ariete”.

Nel 1943 il 4° Reggimento Genio “Scuola” viene sciolto e per trasformazione del XX Battaglione Genio Pionieri (assorbendolo e inquadrandolo alle dipendenze) riprende vita a Trento il 1° marzo 1950 come 1° Reggimento Genio Pionieri.

Il 20 giugno 1953 è costituito ufficialmente, come unità autonoma, a Bolzano il IV Battaglione Genio Pionieri d’Arresto (su: Comando Battaglione, Plotone Comando e due Compagnie Pionieri d’Arresto) e il 10 novembre 1953 è trasferito a Vipiteno (BZ) presso la Caserma “Rossi”, posto alle dipendenze del 1° Reggimento Genio che dal 1° aprile 1954 assume la denominazione di 1° Raggruppamento Genio.

Intanto, il 20 aprile 1954 si costituisce anche il 2° Raggruppamento Genio sempre a Bolzano ma presso la Caserma “Vittorio Veneto” (attuale sede del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti e del 2° Reggimento Trasmissioni “Alpino”) che, inizialmente, è formato da: Comando Raggruppamento, Compagnia Comando e II Battaglione Genio Minatori.

Il 1° aprile 1955 il 1° e il 2° Raggruppamento Genio cambiano ancora ordinamento e nome trasformandosi nuovamente in 1° e 2° Reggimento Genio.

Dal 1° luglio 1955 il 2° Reggimento Genio inquadra anche il IV Battaglione Genio Pionieri d’Arresto (cedutogli dal 1° Reggimento Genio), pertanto, ridefinisce la sua struttura ordinativa, composta da: Comando Reggimento, Compagnia Comando, II Battaglione Genio Minatori, IV Battaglione Genio Pionieri d’Arresto e 1a Compagnia Mascheratori (cedutagli dal 5° Reggimento Genio di Udine).

Nel 1955 il II Battaglione Genio Minatori diventa VII Battaglione Genio Pionieri e il IV Battaglione Genio Pionieri d’arresto si riconfigura in XX Battaglione Genio Pionieri, pertanto, il 2° Reggimento Genio è formato da Comando di Reggimento, Compagnia Comando, due Battaglioni Genio Pionieri, il VII e il XX, un Battaglione Telegrafisti e una Compagnia Fotoelettricisti e nel 1957 cede nuovamente il XX Battaglione Genio Pionieri al 1° Reggimento Genio.

Il 29 febbraio 1964 con la soppressione del 1° Reggimento Genio, il dipendente XX Battaglione Genio Pionieri cambia denominazione e numerazione in XIV Battaglione Genio di Corpo d’Armata.

Per trasformazione del XIV Battaglione Genio di Corpo d’Armata, 22 gennaio 1976 nasce a Trento nella Caserma “Cesare Battisti” il 4° Battaglione Genio Pionieri Alpino “Orta” (ereditando la Bandiera del 4° Reggimento Genio), sulla base di provvedimenti avviati il 7 novembre 1975, contestualmente alla costituzione del 2° Battaglione Genio Pionieri Alpino “Iseo” di Bolzano (già II Battaglione Genio Minatori Alpino “Iseo”) che, entrambi, vengono posti alle dirette dipendenze del Comando Genio del 4° Corpo d’Armata Alpino acquisendo direttamente anche l’appellativo di “specialità Genio per Truppe Alpine”.

Il 3 ottobre 1993 il 4° Battaglione Genio Pionieri “Orta”, sempre a Trento, viene elevato a rango di Reggimento costituendosi in 1° Reggimento Genio che custodendone la Bandiera di Guerra ed ereditandone le tradizioni, si articola in Comando Reggimento, Compagnia Comando e Servizi “reggimentale” e (4°) Battaglione Genio Pionieri Alpino “Orta” (su sue Compagnie, “Pionieri” e “Attrezzature speciali” e rinforzato da aliquote delle preesistenti Compagnie Genio Guastatori “Taurinense” e “Tridentina”).

Il 13 ottobre 1995, con la riconfigurazione del 1° Reggimento Genio in 2° Reggimento Genio, il 4° Battaglione Genio Pionieri Alpino “Orta” viene soppresso e il 2° Reggimento Genio inquadra il 2° Battaglione Genio Guastatori “Iseo” acquisendone la Bandiera di Guerra che, contestualmente, cede la propria al 4° Reggimento Genio di Palermo.

Il 29 maggio 2017 si ricostituisce a L’Aquila il Battaglione Genio “Orta” che, subito dopo nello stesso anno, si trasforma in Battaglione Alpini Multifunzione “Vicenza” del quale tutta la sua evoluzione attuale trova continuità nel testo del presente lavoro documentale.

(4) Lineamenti evolutivi del 9° Reggimento Alpini. – Nel corso del riordinamento della Forza Armata Esercito il 4 settembre 1991, per motivi ordinativi e territoriali, il 9°, si inizia a ricostituire in via “sperimentale”, attraverso il Reggimento Alpini “L’Aquila” sulla base del Battaglione “L’Aquila” (con le Compagnie Alpine 93a, 108a, 143a e la 119a Compagnia mortai) e la Compagnia Comando e Servizi (che è enucleata dal Battaglione e diventa “reggimentale”), per poi il 23 novembre 1992 assumere la denominazione definitiva di 9° Reggimento Alpini.

In data 1° settembre 1997 il 9° Reggimento Alpini (con il suo Battaglione “L’Aquila”) transita dalle dipendenze della Brigata Alpina “Julia” (di Udine) a quelle della Brigata Alpina “Taurinense” (di Torino) entrambe a, loro volta, inquadrate nel Comando Truppe Alpine (COMTA di Bozano, già Comando 4° Corpo d’Armata Alpino – C.A.Alp.).

A seguito del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, la Caserma “Col. M.O.V.M. Francesco Rossi” sede del Reggimento, viene in parte resa inagibile (con l’alloggiamento del personale nella tendopoli militare allestita nell’area interna della Caserma stessa) e il 9° Alpini dopo lo scioglimento del 33° Reggimento Artiglieria Terrestre “Acqui” (avvenuto il 27 giugno 2013), si inizia a trasferire nella Caserma “Cap. M.O.V.M. Giuseppe Pasquali” per poi stabilirvisi in modo definitivo nell’anno 2014.

Infatti, a L’Aquila, il 10 giugno 2014, ricorrenza di San Massimo patrono della Città, avviene il trasferimento della Bandiera di Guerra del 9° Reggimento Alpini dalla Caserma “Rossi” alla “Pasquali”.

Il 9° Alpini, che dal 1991 inquadrava solo il Battaglione Alpini “L’Aquila”, con la costituzione nel 2017 anche del Battaglione Genio “Orta”, ridenominato, subito dopo (come anticipato nel testo), in Multifunzione “Vicenza”, assume un ordinamento reggimentale di tipo “binario”.

Così il 9° Reggimento Alpini dal 29 maggio 2017, con l’inquadramento del “rinato, ritrovato e riavuto” suo “Vicenza”, si articola su due Battaglioni Alpini “L’Aquila” e Multifunzionale “Vicenza” e una Compagnia Comando e Supporto Logistico (C.C.S.L., già denominata Compagnia Comando e Servizi).

Da sapere, infine, che il 9° Reggimento Alpini, costituisce “unità di proiezione” per le operazioni “fuori area” ed è l’ultima Unità Alpina “reggimentale”, di stanza nel “centro-sud” della penisola italiana; infatti, dopo il 9° di L’Aquila, non esistono altri reparti “alpini” dislocati nel centro e meridione d’Italia.

Lineamenti storico-ordinamentali del 9° Reggimento Alpini. – Il 9° Reggimento Alpini si costituisce, nell’Ordinamento “Bonomi”, a Gorizia in data 1° luglio 1921 con i Battaglioni Alpini “Vicenza” del 6° Alpini (a Tolmino, con le Compagnie 59a, 60a, 61a), “Bassano” del 6° Alpini (a Gorizia, con le Compagnie 62a, 63a, 74a), “Feltre” del 7° Alpini (a Caporetto, con le Compagnie 64a, 65a, 66a) e “Cividale” dell’8° Alpini (a Cividale con le Compagnie 16a, 20a, 76a); l’inquadramento del 9° Alpini è da subito nella 3a Divisione Alpina (1921), divenuta 3° Raggruppamento Alpino (nel 1923) per poi trasformarsi in III Brigata Alpina (nel 1926).

Nel 1926 il 9° Alpini cede i Battaglioni “Feltre” e “Cividale” che passano, rispettivamente, al 7° e all’8° Reggimento Alpini che, inquadrato nella III Brigata Alpina, rimane strutturato sui Battaglioni “Vicenza” e “Bassano”.

Nel 1935, dipendente dalla Divisione Alpina “Julia” (3a), il 9° Reggimento Alpini inquadra il Battaglione “L’Aquila”, il “Vicenza” e il “Bassano”, quest’ultimo il 25 settembre 1937 lo cede all’11° Reggimento Alpini.

Il 9° Reggimento Alpini partecipa nella Seconda Guerra Mondiale (periodo 1939-1943) a tutte le Operazioni delle Campagne di guerra in Albania, Grecia e Russia ed è sciolto con l’armistizio dell’8 settembre 1943, insieme agli esigui organici di forza dei Battaglione Alpini “L’Aquila” e “Vicenza” rientrati in Italia nel maggio 1943 con i Reduci dell’ARMIR (già CSIR).

Il 9° Reggimento Alpini, riprende vita il 23 novembre 1992 per cambio di denominazione del Reggimento Alpini “L’Aquila”, pertanto per le altre notizie riguardanti i tempi recenti si rimanda la continuazione ai Lineamenti evolutivi del 9° Reggimento Alpini, ad inizio della presente nota.

Annotazioni di chiarimento sulla Bandiera di Guerra del 9° Reggimento Alpini. – Il 9° Reggimento Alpini il 1° luglio 2021 ha celebrato, con una solenne cerimonia militare (conclusasi il 2 luglio presso la Caserma “Pasquali), il primo Centenario per il conferimento della Bandiera di Guerra che viene fatta risalire al 1° luglio 1921, ma occorre fare delle precisazioni “storico-vessillologiche” a riguardo.

Il 1° luglio 1921, circa sei mesi dopo la sua costituzione, al 9° Reggimento Alpini viene assegnata una speciale insegna, più conformata ad un “Labaro”, sostituita effettivamente nel 1938 dalla Bandiera di Guerra che viene distrutta nel 1943 per sottrarla dalla cattura dei Russi.

Nel secondo dopoguerra le onorificenze conferite alla Bandiera del 9° Reggimento vengono temporaneamente assegnate alla Bandiera di Guerra dell’8° Reggimento Alpini.

Nel 1975, sciolto l’8° Reggimento Alpini, viene ricostituito il Battaglione Alpini “Vicenza” che riceve in assegnazione la Bandiera erede della Bandiera di Guerra originale del 9° Reggimento Alpini che, in ogni caso, è definita “Bandiera di Guerra del 9° Reggimento Alpini”.

Nel 1991, come sopra predetto, si forma il Reggimento Alpini “L’Aquila” (uno dei reggimenti “pilota” del nuovo ordinamento) che riceve la Bandiera di Guerra del Battaglione Alpini “L’Aquila” e nel 1992, con il suo cambio di denominazione, riprende vita il 9° Reggimento Alpini che mantiene la Bandiera del Battaglione “L’Aquila” fino 1996, quando la versa al Sacrario delle Bandiere al Vittoriano in Roma (dove sarà custodita per sempre) per poi rientrare in possesso il 13 settembre 1996, a seguito dello scioglimento il 26 agosto 1996 del Battaglione Alpini “Vicenza”, della sua Bandiera di Guerra ereditata nel 1975 dal “Vicenza”.

Le ricompense alla Bandiera di Guerra del 9° Reggimento Alpini sono: n. 2 Croci di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia; n. 2 Medaglie d’Oro al Valor Militare; n. 4 Medaglie d’Argento al Valor Militare; n. 1 Medaglia d’Argento al Valor dell’Esercito; n. 1 Medaglia di Bronzo al Valor dell’Esercito; n. 1 Medaglia d’Oro al Merito della Croce Rossa Italiana.

(5) Il glorioso Battaglione Alpini “L’Aquila” è erede delle tradizioni del Battaglione Alpini “Monte Berico”, dal quale riprende le relative Compagnie 93a, 108a, 143a formate per la maggior parte da abruzzesi. Proprio sulla base di queste sentite e vive tradizioni, gli Alpini abruzzesi, avevano manifestato in più occasioni quel grande desiderio di voler costituire un Battaglione in terra d’Abruzzo e che avesse come prerogativa un nome rappresentativo per tutta la Regione ed allo stesso tempo, per la loro eroicità, simboleggiasse anche un’espressione di valore e ardimento; a tal riguardo, già in alcune adunate in “piazza d’armi” delle preesistenti “unità” si udiva spesso il grido di “L’Aquila!”. In ogni caso, si attendeva sempre un riscontro ufficiale, con un segno concreto di gratitudine, da parte dello Stato che contra cambiasse questo profondo attaccamento degli Alpini abruzzesi all’idea di avere effettivamente un loro Reparto.

Spinta fulgida a questa idea fu data dal Capitano degli Alpini Michele Avv. Jacobucci all’epoca Presidente e fondatore (nel 1929) della Sezione “Abruzzi” del 10° Reggimento Alpini (precedente denominazione, fino al 1943, dell’Associazione Nazionale Alpini), la cui iniziativa fu ripresa e fatta propria dal Capitano Angelo Manaresi (Comandante del 10° Alpini nel periodo 1928-1943 e già Ufficiale del Battaglione “Feltre”/7° Alpini) che, essendo stato anche Sottosegretario presso il Ministero della Guerra (nel periodo luglio-settembre 1933) e avendo avuto l’occasione di conoscere da vicino la tempra degli Alpini abruzzesi, la propose negli ambienti ministeriali riuscendo a concretizzare le aspettative, ottenendo il via libera per la costituzione del Battaglione Alpini “L’Aquila”.

Così, in seno al 9° Reggimento Alpini, il 13 aprile 1935 viene costituito a Gorizia il Battaglione Alpini “L’Aquila” con le Compagnie 93a, 108a, 143a, affiancandosi con fierezza ai Battaglioni “Bassano” e “Vicenza”.

La costituzione del Reparto è completata dall’adozione del suo motto “D’AQUILA PENNE, UGNE DI LEONESSA” – creato dalla eccelsa e magnifica ideazione di Gabriele D’Annunzio (abruzzese-pescarese, conosciuto come “scrittore, poeta, drammaturgo, valoroso militare, politico, giornalista, patriota, nonché Principe di Montenevoso” ma anche più “semplicemente” come “l’uomo, l’eroe, il vate”) – che racchiude nel suo significato il nome di quattro Comuni, al tempo località bacino di reclutamento alpino del Battaglione e che, quando fu ideato, erano tutte appartenenti all’Abruzzo, quali L’Aquila, Leonessa, Ugne (sarebbe l’odierna Orsogna) e Penne, tengo a precisare, infatti, che per i cambiamenti dei confini amministrativi-territoriali attuati dal governo fascista, dal 1927, con l’istituzione della Provincia laziale di Rieti, il Comune di Leonessa viene acquisito non facendo più parte della Provincia dell’Aquila. Estendendo poi la spiegazione del motto, si può notare che in esso sussiste anche un effettivo significato di “ardimento”, creato da D’Annunzio (non dimentichiamo che è stato anche un Ufficiale degli Arditi) con questa perfetta associazione ed equivalenza “dell’aquila le penne e della leonessa le unghie”, stante a rappresentare proprio le due specie, nel mondo animale, predatrici per eccellenza, l’aquila per imperare nel cielo, essendo l’uccello rapace dominatore dei celi e il leone dominatore della savana per la difesa del territorio, di cui la leonessa in particolari circostanze, specialmente, per la protezione dei suoi cuccioli è molto più aggressiva rispetto al leone maschio rendendo la sua zona inavvicinabile, come anche per procurare il cibo per nutrire i cuccioli è più un’audace cacciatrice.

L’onore di comandare il Battaglione Alpini “L’Aquila” è assegnato al Maggiore degli Alpini Paolo Signorini, considerato non solo il 1° Comandante, ma anche il padre e il cofondatore del Battaglione, insieme ai Capitani Alpini Manaresi e Jacobucci.

Il Battaglione Alpini “L’Aquila” partecipa alle Campagne del Secondo Conflitto Mondiale sui fronti greco-albanese e russo e alle azioni della Guerra di Liberazione.

Alla fine della guerra, nel 1946 il Battaglione Alpini “L’Aquila” costituisce il nucleo intorno al quale risorge l’8° Reggimento Alpini e il 15 settembre 1949, con l’8° Reggimento Alpini, è assegnato alle dipendenze della Brigata Alpina “Julia”.

Con la grande ristrutturazione dell’Esercito Italiano del 1975, che ha determinato lo scioglimento dei Reggimenti, il 1° settembre 1975 il Battaglione Alpini “L’Aquila”, rimanendo sempre inquadrato nella Brigata Alpina “Julia”, da Tarvisio (UD) è trasferito definitivamente in Abruzzo a L’Aquila, nella Caserma “Col. M.O.V.M. Francesco Rossi” (già sede di unità del B.A.R. Battaglione Addestramento Reclute “Julia”), ricevendo con Decreto del Presidente della Repubblica del 12 novembre 1976 l’assegnazione della Bandiera di Guerra.

Nel 1977 con Decreto del Presidente della Repubblica del 10 giugno viene ufficializzata anche l’assegnazione del motto al Battaglione “L’Aquila”.

Con il verificarsi a L’Aquila il 6 aprile 2009 del disastroso terremoto che ha reso in parte inagibili le strutture della Caserma “Col. M.O.V.M. Francesco Rossi” il Battaglione “L’Aquila” segue il percorso di trasferimento e ricollocazione del 9° Reggimento Alpini, nell’altra Caserma aquilana denominata “Giuseppe Pasquali”.

Nel 2017 con la “rinascita” del Battaglione Alpini Multifunzionale “Vicenza” il Battaglione Alpini “L’Aquila” ritrova il suo reparto “fratello” di reggimento.

L’ordinamento del Battaglione “L’Aquila” attuale è su Comando Battaglione, 93a, 108a, 143a Compagnia Fucilieri Alpini e 119a Compagnia Supporto alla Manovra.

(6) Ampliando il discorso sull’aspetto del cambio di denominazione, ma al momento non si hanno certezze o riscontri documentati, si suppone che la scelta iniziale di assegnare al Battaglione il nome di “Orta” è stata dettata forse dal fatto che, per l’entusiasmo della nascita del “nuovo” Reparto multicapacitivo “unico nel suo genere”, si voleva dare la possibilità alla prosecuzione “organica” al Battaglione Genio “Orta” (4°) (facendolo rivivere inquadrato nel 9° Reggimento Alpini) come effettuato per il Battaglione Genio “Iseo” (2°) (inquadrato nel 2° Reggimento Genio Guastatori Alpino di Trento, ma in questo caso si tratta di un’unità omogenea); oppure, altra “tesi” che si vocifera, negli ambienti militari, personalmente credo meno probabile, ma che in ogni caso riporto, è perché come si ha negli ordinamenti delle Grandi Unità dove, per ciascuna Brigata, è inquadrato un Reggimento Genio, si voleva provare a riproporre “in copia” ma in forma “unica, straordinaria e sperimentale”, in quanto, rapportato al “livello ordinativo reggimentale” l’inquadramento di un’Unità del Genio (di specialità per Truppe Alpine) all’interno di un Reggimento di Fanteria Alpina, cosa che in breve tempo ci si è resi conto che non era, certamente, la scelta “ordinamentale” più appropriata, per la notevole eterogeneità, come ho scritto nel testo anche di “tradizioni” – nonostante il riconoscimento della capacità di integrazione, nelle opportune condizioni e circostanze operative, che esistono fra le differenti Armi della “Fanteria” e del “Genio” – e, quindi, per la predetta scelta non poteva continuare ad esserci una relazione di continuità.

(7) Riprende il nome dall’originario e leggendario Battaglione Alpini “Vicenza” della Brigata Alpina “Julia” (Grande Unità nella quale anche il Battaglione Alpini “L’Aquila” è stato inquadrato, prima di transitare nel 1997 con il 9° Reggimento Alpini alle dipendenze della Brigata Alpina “Taurinense”).

Per completezza argomentale e far capire meglio, la continuità “ordinamentale” (storica e delle tradizioni militari), redigo, a corredo documentale, questa specifica e dettagliata nota per fornire anche i “cenni storici” in ricordo del preesistente Battaglione Alpini “Vicenza”, dal quale, come già anticipato nel testo, il Battaglione Multifunzionale ha ripreso il nome, in sostituzione di quello di “Orta”.

Il Battaglione Alpini “Vicenza” è costituito, la prima volta, il 10 luglio 1887 con una Compagnia di Stato Maggiore e le Compagnie 59a, 60a e 61a (per trasformazione del Battaglione Alpini “Val Schio” (nato, a sua volta, nel 1882 in ambito del 2° Alpini con stesso lo ordinamento) e posto alle dipendenze del 6° Reggimento Alpini (insieme ai Battaglioni “Bassano”, “Gemona”, “Pieve di Cadore” e “Verona”).

Questa trasformazione dal “Val Schio” al “Vicenza” si ha in seguito alla ristrutturazione avutasi nel Corpo degli Alpini, quando i Battaglioni perdettero il nome delle “vallate” (o delle “valli”) di reclutamento assumendo quello delle Città in cui avevano sede i rispettivi Centri di Mobilitazione.

In previsione dell’entrata nella Prima Guerra Mondiale dell’Italia, il “Vicenza” è mobilitato e riceve nel 1914 due Compagnie Alpine della Milizia Mobile (M.M.), sono la 93a e la 108a, risultando ordinato all’inizio della Prima Guerra Mondiale su cinque Compagnie Alpine, la 59a, la 60a, la 61a, la 93a e la 108a, dislocato in Val Leogra e in Val d’Agno, ha il battesimo del fuoco il 24 maggio 1915.

Il 15 marzo 1916 il Battaglione “Vicenza” cede al Battaglione Alpini “Monte Berico” (sciolto nell’estate del 1919) le Compagnie 93a e 108a che insieme alla 143a Compagnia, sempre del “Monte Berico”, sono riprese, successivamente, nel 1935 dal Battaglione Alpini “L’Aquila” all’atto della sua formazione (in seno al 9° Reggimento Alpini).

Con la costituzione il 1° luglio 1921 del 9° Reggimento Alpini, oltre ai Battaglioni Alpini “Bassano”, “Feltre” e “Cividale” è assegnato anche il “Vicenza” (ceduto dal 6° Reggimento Alpini) e la nuova sede del Battaglione è Tolmino (UD).

Il 9° Alpini, in questo momento storico, fa parte della 3a Divisione Alpina che con l’Ordinamento “Diaz” (7 gennaio 1923) diventa 3° Raggruppamento Alpini e nel 1926 prende il nome di 3a Brigata Alpina.

Il 30 aprile 1926 viene sciolta la Compagnia di Stato Maggiore di Battaglione ed è sostituita nell’aprile 1930 con il Plotone Comando di Battaglione.

L’Ordinamento “Baistrocchi” (11 ottobre 1934) pone il 9° Reggimento Alpini con il Battaglione Alpini “Vicenza” alle dipendenze del III° Comando Superiore Alpino (nuova denominazione assunta in sostituzione di quella di 3a Brigata Alpina) cui nel dicembre dello stesso anno è attribuito il nominativo di “Julio” e il numero ordinativo 3°, questo Comando il 10 settembre 1935 si riconfigura in Divisione Alpina “Julia” (IIIa) (infatti, tutti i Comandi Superiori Alpini si trasformano in Divisioni Alpine) il cui nome viene modificato ulteriormente il 24 agosto 1939 in 3a Divisione Alpina “Julia” (formata dai Reggimenti Alpini 8° e 9°, ai quali si affianca anche il 3° Reggimento Artiglieria Alpina).

Intanto, il 21 aprile 1935 si costituisce anche il Battaglione Alpini “L’Aquila” (ordinato su: Plotone Comando e le Compagne Alpine 93a, 108a, 143a, 93a, già appartenute al Battaglione “Monte Berico” sciolto nel 1919) ed entra a far parte del 9° Alpini insieme al già presente Battaglione “Vicenza”.

Dall’ottobre 1935 quindi il 9° Reggimento Alpini, inquadrato nella Divisione “Julia”, porta con sé, oltre al Battaglione “L’Aquila”, anche il Battaglione “Vicenza” costituito dalle Compagnie 59a, 60a e 61a e 290a quest’ultima (già appartenuta, insieme alla 259a e 261a Compagnia, al Battaglione “Val Leogra”, definito il “figlio” del “Vicenza”) la riceve proprio il 15 ottobre 1935 e la perde il 20 gennaio 1936 con lo scioglimento (nei Battaglioni Alpini) delle quarte compagnie, rimanendo ordinato sulle prime tre compagnie.

Nel 1936, pertanto, il Battaglione Alpini “Vicenza inquadra tre Compagnie alpine, la 59a, la 60a e la 61a e nel 1938 la Compagnia Comando sostituisce il Plotone Comando di Battaglione; il motto usato in quegli anni è “Per aspera ad astra” (che significa: passando attraverso le difficoltà raggiungo le stelle).

Il Battaglione “Vicenza” il 12 aprile 1939 sbarca in Albania, a Durazzo, sempre alle dipendenze del 9° Reggimento Alpini e della 3a Divisione Alpina “Julia”, dove è impegnato nelle Operazioni di guerra nel territorio e successivamente prende parte alle Operazioni in Grecia.

Il 1° aprile 1941, per esigenze operative, viene costituito, sempre in seno al 9° Reggimento Alpini, il Battaglione “Vicenza” “Bis” che viene impiegato in Valle Isonzo e viene sciolto nell’estate 1943.

Il 15 febbraio 1942 con la costituzione delle Compagnie Armi di Accompagnamento al Battaglione Alpini “Vicenza” gli è assegnata la 117a che si unisce, in rinforzo, alle sue storiche Compagnie 59a, 60a e 61a; con questo ordinamento, sempre inquadrato nel 9° Reggimento Alpini, insieme al Battaglione “L’Aquila” viene inviato in Russia con il Corpo Italiano di Spedizione (CSIR, poi divenuto ARMIR).

Al rientro in Italia, nel maggio 1943 con i reduci del “Vicenza” dell’ARMIR viene costituita la Compagnia Alpini “Vicenza” rielevata – con altri elementi del 9° Alpini (non esiste più esistente per via dei disastrosi combattimenti avuti in terra russa) – a livello di Battaglione, ma il “Vicenza” è travolto, in Friuli, dagli accadimenti determinati dall’8 settembre 1943, quindi, alla data dell’armistizio subisce la sorte degli altri Reparti del Regio Esercito Italiano e viene soppresso insieme alla 3a Divisione Alpina “Julia”, che si ricostituirà il 15 ottobre 1949 come Brigata Alpina “Julia”.

Il Battaglione Alpini “Vicenza” si ricostituisce, per la seconda volta, il 1° settembre 1975 nella Caserma “Antonio Cantore” a Tolmezzo (UD) alle dipendenze della Brigata Alpina “Julia”, per sostituire il B.A.R Battaglione Addestramento Reclute “Julia”, eredita la Bandiera di Guerra e le tradizioni del disciolto 9° Reggimento Alpini ed assolve – sempre mantenendo le stesse tre Compagnie Alpine, 59a 60a, 61a e una Compagnia Comando e Servizi (C.C.S.) – a compiti esclusivi di Battaglione Addestramento Reclute (B.A.R.).

A seguito degli eventi determinati nel 1976 dal locale terremoto, la C.C.S. e le Compagnie 59a e 60a sono trasferite nella Caserma “XXIX ottobre 1917” a Codroipo (UD) in Friuli, invece la 61a Compagnia viene dislocata in Abruzzo nella Caserma “Aurelio Grue” a Teramo, quest’ultima per addestrare le reclute destinate al Battaglione Alpini “L’Aquila” prima, al Reggimento Alpini “L’Aquila” e poi sino al 1996 al 9° Reggimento Alpini di stanza a L’Aquila nella Caserma “Francesco Rossi”.

Tengo a precisare che nel Battaglione “L’Aquila” la 61a Compagnia Addestramento Reclute come anche la 22a Batteria Artiglieria da Montagna (fino al 1989) sono inquadrate solo sotto l’aspetto “amministrativo” e “disciplinare”, in quanto, le due “minori unità”, a livello ““organico-ordinativo” rimangono sempre dipendenti rispettivamente, presso il Battaglione Alpini “Vicenza” e il Gruppo Artiglieria Montagna “Belluno”.

A seguito dei provvedimenti di ristrutturazione della Forza Armata, disposti dallo Stato Maggiore dell’Esercito, il 26 agosto 1996 il Battaglione Alpini “Vicenza” viene sciolto e la sua Bandiera di Guerra viene “riconsegnata” al 9° Reggimento Alpini; poiché, come sopra riportato, già era del 9° ed ereditata dal “Vicenza” nel 1975.

Motto del Battaglione Alpini “Vicenza”, sostituito a quello degli anni trenta, è stato “AD ARDUA SUPER ALPES PATRIA VOCAT” (significa: La Patria chiama a compiere difficili imprese sulle Alpi), che poi è stato ereditato dal 9° Reggimento Alpini.

La storia del Battaglione Alpini “Vicenza”, in ogni caso, riprende “nuovamente” a L’Aquila nel 2017, per la “terza volta” e il viaggio documentale per la conoscenza delle sue attuali vicende costitutive, ordinative ed evolutive, ovviamente, continua nel testo del presente lavoro documentale.

(8) “La Fanteria”, una denominazione attribuita alla 59a Compagnia che, certamente, sta a rimarcare quella contrapposizione di differenza operativa esistente fra Armi diverse “Fanteria” e “Genio”, ma la scelta apposita di questo nome denota e ricade, invece, nel voler evidenziare anche quella capacità di saper esprimere da parte di una riconfigurata “minore unita” (con rinnovata fisionomia) – storicamente, comunque, già di “fanteria alpina” e successivamente con compiti di “addestramento reclute”, che dovrebbe, pertanto, essere connaturata a capacità prettamente di combattimento – funzioni tipiche della specialità Pionieri di un’Arma differente quale appunto quella del Genio.

(9) La Compagnia Trasporti, oltre ad essere organizzata, in personale, mezzi e sistemi, per assolvere a tutti i compiti trasportistici e di movimentazioni dei carichi, nel proprio organico ha anche una Squadra di Alpini “movieri” per dirigere in “autonomia” il traffico veicolare stradale civile, al fine di agevolare ulteriormente, in situazioni emergenziali, la mobilità dei mezzi di soccorso (sia propri sia di altre Istituzioni) allertati e diretti verso la zona interessata dall’emergenza.

(10) La 61a Compagnia Alpini è formata da Plotoni Alpieri e Sciatori ed incrementa la componente “operativa di manovra” del 9° Reggimento Alpini.

(11) In ambito militare, con il termine inglese “dual use” tradotto in italiano “attività a duplice uso”, si intende “ogni attività militare svolta per scopi non militari, prevalentemente a supporto e a favore, diretto o indiretto, della collettività nazionale o di quella non nazionale, su decisioni e direttive dell’Autorità Politica.

(12) Il Servizio Meteomont rappresenta l’organizzazione specialistica del Comando Truppe Alpine (e prima ancora del Comando del 4° Corpo d’Armata Alpino) creata 1972 per fornire ai Reparti Alpini il supporto informativo meteonivologico necessario a definire quella cornice di massima sicurezza per lo svolgimento dei rispettivi compiti istituzionali, ovvero delle attività addestrative ed operative, soprattutto in quelle invernali, che si sviluppano negli scenari naturali montani. Da queste finalità, che si inseriscono nel quadro più ampio del concetto di prevenzione e soccorso in montagna e che da sempre sono parte integrante delle Truppe Alpine, questo Servizio ha avuto, nel tempo, un grande processo evolutivo, sempre più rilevante ed in virtù delle sue capacità e delle esperienze acquisite, oggi sviluppa molteplici attività correlate e integrate nel campo della meteorologia, della nivologia e della prevenzione e previsione valanghe.

Strutturalmente, il Servizio Meteomont ha sede presso il Comando Truppe Alpine a Bolzano ed ha alle sue dipendenze 6 Centri di Settore dislocati: a Torino presso il Comando Brigata Alpina “Taurinense”, dal quale dipende anche il Sottocentro a L’Aquila gestito dal 9° Reggimento Alpini; ad Aosta presso il Centro Addestramento Alpino; a Bolzano presso il Reparto Comando Supporti Tattici “Tridentina”; a Brunico (BZ) presso il 6° Reggimento Alpini; a Belluno presso il 7° Reggimento Alpini; a Udine presso il Comando Brigata Alpina “Julia”.

In questo contesto organizzativo, è corretto specificare che le previsioni meteorologiche utilizzate dal Meteomont ai fini della redazione del “bollettino valanghe” sono fornite dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, invece, tutta l’attività di analisi previsionale dei fenomeni meteonivali e delle condizioni in quota, la effettua attraverso una sua rete di monitoraggio costituita da 48 stazioni meteorologiche e nivologiche “automatiche” e oltre 30 “manuali” (posizionate nel comprensorio alpino e in Abruzzo) e da “Nuclei Alpini Mobili di rilevamento” che impiegano personale altamente qualificato. Pertanto, attraverso la propria rete di stazioni di rilevamento, garantisce un capillare e costante monitoraggio meteonivometrico e dei fenomeni valanghivi lungo tutto l’arco alpino e nella dorsale appenninica. Per di più, il Meteomont, dal 2003 ha dato avvio, attraverso specifiche convenzioni, anche alla collaborazione scientifica con “strutture universitarie, di osservazione e ricerca” e dal 2005 ha creato un “servizio nazionale di prevenzione e previsione valanghe” che copre anche la Sicilia.

La predetta rete consente, giornalmente, l’emissione di un “bollettino nazionale di previsione meteorologica e di valutazione nivologica (neve e valanghe)” per settori e aree geografiche che viene diramato a tutti i Reparti Alpini, all’Aeronautica Militare, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza per le Stazioni di Soccorso Alpino (SALGF) e alla Protezione Civile, nonché è reso disponibile pubblicamente alla grande utenza privata sul proprio sito internet (compresa un’“App” conosciuta come Applicazione Mobile Meteomont).

Sulla base dell’esperienza maturata e della cooperazione esistente con il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare, il Servizio Meteomont costituisce oggi il “punto di riferimento” dell’Esercito Italiano per le questioni meteorologiche, a cui fare riferimento per ogni necessità di “supporto meteorologico” in addestramento e in operazioni sia in Patria sia all’estero, infatti, i mutati scenari operativi della Forza Armata hanno comportato con il sempre maggior impiego in operazioni “fuori area” anche un ulteriore miglioramento esperenziale del Servizio.

Ad integrazione di notizia è interessante ricordare che la NATO, riconoscendo tali capacità, ha chiesto all’Italia durante la Missione in Afghanistan di addestrare del personale afghano ed equipaggiarlo con apposite apparecchiature per la creazione, in loco, di un Centro Valanghe permanente dotato di 2 stazioni meteonivologiche automatiche per la gestione della viabilità di un importantissimo valico montano chiamato “Passo di Salang”, situato a oltre 3000 m. di quota, dove in passato si sono verificati gravi incidenti da valanga causando centinaia di vittime; dal 2013/2014, periodo di avvio del Progetto, non sono stati più registrati incidenti con vittime da valanghe su quella specifica area monitorata quotidianamente.

Il Meteomont, quale servizio di prevenzione e previsione valanghe frutto della collaborazione tra l’Esercito Italiano (tramite il Corpo degli Alpini), l’Arma dei Carabinieri (tramite il CUFAA Comando Unità Forestali e Agroalimentari, componente costituita dall’assorbimento del già preesistente Corpo Forestale dello Stato) e dell’Aeronautica Militare attraverso il suo Servizio Meteorologico rappresenta un magnifico esempio nel nostro Paese di concreta ed efficace collaborazione tra Istituzioni e diversi Enti dello Stato nell’ambito delle meteorologia e della sicurezza in montagna, di cui nel panorama internazionale ce ne rendono merito anche altri Paesi; infatti, in un quadro di integrazione europea, fa parte dell’Associazione europea dei Servizi Valanghe (EAWS European Avalanche Warning Services) e in derivazione di ciò rende disponibile il “bollettino” sul sito internet “www.meteomont.org”, in 5 lingue estere (inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo).

(13) In collaborazione con l’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) e il Club Alpino Italiano (C.A.I.).

Teniamo in considerazione che in Abruzzo – nella dorsale più orientale della regione, al confine fra le Province di L’Aquila, Teramo e Pescara – si trova il Gran Sasso d’Italia che, con un’altezza di m. 2.914 s.l.m., è il massiccio montuoso più alto degli Appennini e L’Aquila (situata a m. 721 s.l.m.) si trova proprio sotto le sue pendici. Questo massiccio, immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga offre uno scenario ambientale naturalistico straordinario, considerato fra i più suggestivi al mondo.

(14) Che effettuano attività di studio e ricerca su particolari aspetti riguardanti gli ambienti montani, uno degli esempi diretti è dato dalle attività di monitoraggio glaciologico che interessano il “ghiacciaio del Calderone”, situato in un circo glaciale, tra i 2800 e i 2680 metri di altitudine, a nord della vetta del Corno Grande del Massiccio del Gran Sasso d’Italia.

Tale ghiacciaio, è l’unico ghiacciaio appenninico e costituisce una rarità climatica, poiché in 25 anni la sua superficie si è ridotta del 65% è sottoposto a continue osservazioni da parte di studiosi ed esperti.

(15) E’ il caso avutosi alla fine dell’agosto 2021 con la popolazione proveniente dall’Afghanistan, venuta in Italia attraverso l’Operazione “Aquila Omnia” eseguita dall’Aeronautica Militare e pianificata e diretta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), in cui i profughi destinati all’Abruzzo sono stati accolti nell’Interporto di Avezzano, in Provincia dell’Aquila, dove il Battaglione “Vicenza” in collaborazione con la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed altre associazioni di volontariato ha provveduto all’allestimento di alcune tende all’interno dell’area infrastrutturale. Dopo la permanenza di qualche giorno ad Avezzano, n. 77 afghani (fra uomini, donne e bambini) sono stati trasferiti presso la Base Logistica Addestrativa dell’Esercito di Roccaraso (AQ) – individuata insieme ad altre quattro Basi Logistiche della Forza Armata (in provincia di Bolzano, Brescia, Imperia e Cosenza) – dove sono stati ospitati e sottoposti a quarantena.

Ritengo utile riportare in questa circostanza di notizia un breve “Report dei dati essenziali dell’Operazione “Aquila Omnia”, svolta nel periodo dal 13 al 27 agosto 2021 in quanto definita “esemplare”, per l’organizzazione e la sua gestione in sicurezza e con rapidità: n. 90 sono i voli effettuati dall’Aeronautica Militare, per un totale di n. 5.011 persone evacuate, delle quali n. 4.890 persone appartenenti al popolo afghano (di loro n. 1.301 sono donne e n. 1.453 bambini).

Il ponte aereo è stato effettuato con l’impiego di n. 8 velivoli, di cui n. 5 “C130J” (della 46a Brigata Aerea di Pisa) e n. 3 “KC-767A” (del 14° Stormo di Partica di Mare) della nostra Aeronautica Militare.

Per la conduzione dell’Operazione sono stati impiegati 1.500 uomini delle Forze Armate Italiane, principalmente dell’Aeronautica Militare che ha messo a disposizione anche team del 17° Stormo Incursori, ma anche del 187° Reggimento Paracadutisti “Folgore” e del Reparto Comando e Supporto Tattici “Granatieri di Sardegna” dell’Esercito, del 1° Reggimento Paracadutisti “Tuscania” dei Carabinieri e militari dell’AISE Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, inoltre, erano stati attivati assetti del Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) – del 9° Reggimento d’Assalto Paracadutisti “Col Moschin” dell’Esercito e rinforzi del 17° “Fucilieri dell’Aria” dell’Aeronautica – qualora ci fosse stata la necessità o l’esigenza di intervenire.

(16) La Divisione “Acqui” – derivante dal preesistente NRDC-IT NATO Rapid Deployable Corps-Italy/Comando multinazionale italiano ad “alta prontezza operativa” di livello “Corpo d’Armata” della NATO di Solbiate Olona (VA) (creato nel 2001 sulla base del Comando delle Forze Operative di Proiezione di Milano che, a sua volta, era nato il 1° ottobre 1997 dal soppresso Comando del 3° Corpo d’Armata di Milano) – è stata ricostituita nel 2002 come Comando di “pianificazione” trasferendo il suo Comando da Solbiate Olona a San Giorgio a Cremano (NA) (presso la sede del 2° COMFOD Comando Forze di Difesa) e senza reparti operativi assegnati “in tempo di pace”.

Successivamente la “Acqui”, trasferisce il suo Comando nell’attuale sede di Capua (CE) e dal 5 luglio 2016 con l’inquadramento di cinque Brigate operative dislocate nel “centro-sud Italia e isole” (la Meccanizzata “Granatieri di Sardegna”, la Bersaglieri “Garibaldi”, la Meccanizzata “Aosta”, la Corazzata “Pinerolo”, la Meccanizzata “Sassari”) e il Reparto Comando e Supporti Tattici “Acqui” diventa a tutti gli effetti una Grande Unità “complessa”, restando affiliata all’ARRC-UK Allied Rapid Reaction Corps/Corpo di Reazione Rapida Alleato-britannico della NATO (come lo era già l’NRDC-IT nel 2001).

La Divisione “Acqui” dal 2016 è inquadrata nel COMFOPSUD Comando delle Forze Operative Sud con sede a Napoli, in precedenza, invece, è stata inquadrata dal 1° maggio 2015 al 30 settembre 2016 nel Comando Forze di Difesa Interregionale Sud (COMFODI-SUD o COMFODIS) di Napoli e dal 2002 al 30 aprile 2015 nel 2° Comando delle Forze di Difesa (2° COMFOD) che era a San Giorgio a Cremano (NA).

Nel 2019, il Comando Divisionale “Acqui”, è validato a livello nazionale nell’ambito dell’Esercitazione “Joint Stars 19/2”, conseguendo la Full Operational Capability (FOC)/Completa Capacità Operativa quale Italian Joint Task Force Headquarters (ITA-JTFHQ) a disposizione della Difesa, infatti, su attivazione, ha la capacità di configurarsi come Comando “proiettabile ad elevata prontezza”, in grado di esercitare il comando e il controllo su un Contingente “interforze e multinazionale” in scenari operativi diversificati (assolvendo i compiti delle missioni assegnate a livello “operativo” e “tattico”).

(17) Il Comando Operativo di Vetice Interforze (COVI) con sede a Roma, è costituito nel mese di agosto 1997 (a seguito della Legge 18 febbraio 1997 n. 25 sulla “ristrutturazione dei vertici delle Forze Armate e dell’Amministrazione della Difesa”) con la denominazione di Comando Operativo Interforze (COI), assumendo le piene capacità operative dal marzo 1998.

Nel mese di luglio 2021, per evoluzione delle competenze (anche su “cyber” e “spazio”) e per un riassetto interno, il COI Comando Operativo Interforze adegua la sua denominazione in quella di COVI Comando Operativo di Vertice Interforze e ad essere comandato adesso è un Generale di Corpo d’Armata al quale è stata riconosciuta la “quarta stella funzionale” o grado equiparato per le altre Forze Armate, pertanto non più nella posizione d’incarico c.d. a “tre stelle”).

Il COVI rappresenta il Comando di cui si avvale il Capo di Stato Maggiore della Difesa per esercitare la sua funzione di Comandante Operativo delle Forze Armate per “pianificare, coordinare e dirigere” le “operazioni militari” e le “esercitazioni interforze e multinazionali” (e tutte le altre attività ad esse correlate) nei cinque domini “terrestre”, “marittimo”, “aereo”, “cibernetico” e “spaziale”.

La sua struttura ordinativa è su: Comandante; Vice Comandante; Stato Maggiore (articolato in tre Reparti “Operazioni”, “Supporto Operativo”, “Joint Deployable Command”) e Ufficio Legale (per le normative nazionali, internazionali e di diritto umanitario).

Il Comandante del COVI è coadiuvato da Ufficiali Generali con la funzione di “collegamento e di consulenza sugli aspetti relativi all’expertise e alle competenze di ogni singola Forza Armata” (appartenenti all’Esercito Italiano, alla Marina Militare, all’Aeronautica Militare, all’Arma dei Carabinieri), nonché da un Ufficiale del Corpo della Guardia di Finanza e da un Dirigente del Ministero Affari Esteri.

Quale Struttura apicale di comando, a valenza interforze, il COVI ha un organico composto da personale militare appartenente alle quattro Forze Armate (assegnato con criteri di proporzionalità) per le “specifiche branche militari di funzione” e da personale civile della Difesa per le attività prettamente più di carattere amministrativo.

Le altre competenze di questo Comando sono quelle di: sviluppare la dottrina operativa e le metodologie per la simulazione degli scenari strategici e operativi; analizzare le attività traendone ammaestramenti e tramite le lezioni apprese elaborare correttivi (con approfondimenti e integrazioni di “aggiunte e varianti”); fornire il contributo alla elaborazione della dottrina della NATO e di altre Organizzazioni Internazionali; svolgere la funzione diretta di “Comando nazionale per i teatri di operazione”.

Poi, non in ultimo, per quanto attiene la nostra trattazione argomentale sul Battaglione Multifunzionale “Vicenza”, il Comando Operativo di Vetice Interforze è l’organo deputato a “livello nazionale”, rappresentando il c.d. “punto d’ingresso”, per tutte le richieste e l’esecuzione di concorsi operativi in “ambito civile” delle Forze Armate avanzate dalle Autorità “istituzionali e territoriali” in occasione di calamità naturali, eventi correlati a straordinaria necessità o a casi di estrema urgenza.

(18) Il Comando Militare della Capitale, dipendente direttamente dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha sede a Roma ed è stato costituito il 1° gennaio 2002 sulla base del preesistente Comando Militare Territoriale Lazio che (seppur era posto alle dipendenze della soppressa Regione Militare Centro di Firenze riconfigurata in ISPERFC ESERCITO Ispettorato per il Reclutamento e le Forze di Completamento dell’Esercito in cui, nel periodo, il Comando Capitale svolgeva anche le funzioni di Comando Reclutamento e Forze di Completamento Interregionale “Centro”, l’ISPERFC fu poi trasformato in COMTER ESERCITO Comando per il Territorio dell’Esercito) riallaccia, a sua volta, le sue origini effettive al Comando Regione Militare Centrale che aveva sede a Roma (già denominata, dal 1° aprile 1983 Regione Militare Centrale, dal 1° luglio 1957 Regione Militare Centrale – VIII COMILITER Comando Militare Territoriale e dal giugno 1945 VIII COMILITER Comando Militare Territoriale).

Dal 1° febbraio 2011, il Comando Militare della Capitale assolve pure ai compiti di Comando Militare Esercito per il Lazio ed ha assunto alle sue dipendenze tutte le Basi Logistiche addestrative dell’Esercito Italiano.

Inoltre dal Comando Militare della Capitale, dipendono: l’Ufficio Documentale di Roma (già Centro Documentale derivante dalla soppressione del Distretto Militare di Roma); la Banda dell’Esercito (con sede a Roma); il Raggruppamento Logistico Centrale (RA.LO.CE.) di Roma; il Reparto Supporti Logistici di Monte Romano (RSL o Rep. Suppt. Log. M.R.) di stanza nell’omonima Area Addestrativa “permanente” di Forza Armata); il Museo Storico dei Bersaglieri di Roma; completa, quale “ente territoriale” (del Comando Capitale) l’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze.

(19) Il Comando delle Forze Operative Sud (COMFOPSUD) con sede a Napoli è stato costituito il 1° ottobre 2016 per riconfigurazione del Comando Forze di Difesa Interregionale Sud (COMFODI-SUD o COMFODIS) di Napoli creato, a sua volta, il 1° maggio 2015 per unificazione dei preesistenti e soppressi Comando Logistico Sud dell’Esercito (COMLOG-SUD) di Napoli e 2° Comando delle Forze di Difesa (2° COMFOD), costituito, quest’ultimo, il 1° gennaio 1998 e che era a San Giorgio a Cremano (NA).

(20) La Fo.P.I., fu costituita nel 1983 su direttiva dello Stato Maggiore della Difesa (in accordo con l’allora Ministro della Difesa), coinvolgendo in forma maggiore, per predisposizione, l’Esercito, infatti, per il suo Comando (che fu opportunamente rinforzato con personale anche della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare) fu designato il Comando della preesistente Brigata Motorizzata “Acqui”.

Questa Struttura Organizzativa, dotata di particolari caratteristiche di elevata mobilità, è stata un “complesso militare interforze” capace di intervenire su tutto il territorio nazionale in caso di presentazioni emergenziali di pubblica calamità (eventi sismici o tellurici, alluvioni, eruzioni vulcaniche, frane e smottamenti).

Fra le sue linee guida dottrinali, quella principale era rappresentata dalla “Direttiva di pianificazione per l’impiego della Forza di Pronto Intervento per la pubblica calamità”.

La Brigata “Acqui”, oltre a continuare a fornire “struttura portante di Fo.P.I.”, dal 1° aprile 1991 ha espletato anche le funzioni di 10° Comando Operativo Territoriale (C.O.T.) per l’Abruzzo e dal 1° ottobre 1991 da “Motorizzata” ha assunto la fisionomia di “Meccanizzata”; a seguito dei provvedimenti attuati per la ristrutturazione della Forza Amata Esercito è sciolta definitivamente il 30 giugno 1996 (unitamente alla “capacità di Fo.P.I.”) e il nome e le sue tradizioni sono ereditate nel 2002 dall’attuale Divisione “Acqui” (vedasi la nota 16).

Angelo Tiberi
Angelo Tiberi è nato in Italia a L’Aquila nel 1971.Ufficiale del Corpo dei Granatieri (in cong.), proviene dal 149° Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola di Fanteria e Cavalleria di Cesano (Roma), dove ha frequentato anche il Corso di Pilotaggio per Comandanti di Reparti organicamente dotati di Mezzi Corazzati e la Sessione Addestrativa Sperimentale integrata di Ardimento e Impiego Operativo in aree urbanizzate.E’ stato Comandante di Unità Meccanizzata nel 2° Reggimento Granatieri della Brigata “Granatieri di Sardegna” ed ha svolto attività operativa sul territorio nazionale (fra cui l’Operazione “Vespri Siciliani”), esercitazioni NATO, servizi di sicurezza e d’Onore alle Istituzioni di vertice della Repubblica Italiana “Quirinale, Senato, Camera dei Deputati” e Altare della Patria.Ha collaborato con Comandi ed Enti militari e ha avuto incarichi nella Pubblica Amministrazione per la Tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali; presso l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, nell’ambito di Sezione, è stato Consigliere e Responsabile del Settore “Affari della Presidenza, Organizzazione, Cerimoniale e Pubblica Informazione”; attualmente è dipendente di una Società per i Servizi di Supporto Informativi Previdenziali e Assistenziali.E’ Cultore di Ordinamento dell’Esercito Italiano e delle Politiche di Difesa e Sicurezza.E’ autore di vari studi dottrinali, ricerche e articoli istituzionali e molteplici sono le sue collaborazioni con riviste e portali sia di “legislazione, dottrina, giurisprudenza, enti pubblici, procedimento amministrativo” sia riguardanti “geopolitica, Difesa, Forze Terrestri, aerospazio, industria di settore, cultura organizzativa e storia militare”.E’ autore presso ARES Osservatorio Difesa.

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