Il Canada prosegue nel programma di acquisizione dei caccia bombardieri di quinta generazione Lockheed Martin F-35A Lightning II di cui ha ordinato una prima tranche di sedici esemplari.

La conferma è stata data dal Segretario di Stato per gli acquisti della Difesa, Stephen Fuhr il quale, però, ha specificato che la sorte degli altri settandue esemplari previsti dal programma non è stata ancora decisa.
Lunghissima è stata la “gestazione” del programma F-35 con ripetuti cambi di decisione da parte dei precedenti Governi di Ottawa guidati dall’allora Premier Justin Trudeau, con scelte piuttosto cervellotiche in verità.
Il requisito della RCAF e la partecipazione industriale canadese
Infatti, sin dal primo momento la Royal Canadian Air Force (RCAF) aveva indicato il Lightning II come il velivolo più adatto alla sostituzione dei CF-18 Hornet in servizio dagli anni Ottanta del passato secolo, nell’ambito del Future Fighter Capability Project (FFCP).
Al programma F-35 Joint Strike Fighter il Canada partecipa come partner di secondo livello con le sue industrie che forniscono parti e componenti alla catena di montaggio a Fort Worth di Lockheed Martin.
La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada
La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada ha riportato al centro dell’attenzione le polemiche del programma F-35A che sembravano definitivamente assopite, con il nuovo Primo Ministro canadese Mark Carney che, nel marzo di quest’anno, ha ordinato una revisione completa del contratto.
La revisione è stata richiesta a fronte di un deciso aumento dei costi causato dal sensibile innalzamento dei prezzi delle materie prime, della concomitante inflazione e dei ritardi accumulati nel frattempo maturati.
Peraltro, Lockheed Martin ha già messo in produzione i velivoli del primo lotto e il personale della RCAF è atteso nel 2026 negli Stati Uniti per impratichirsi con il nuovo caccia bombardiere.
L’ipotesi di una doppia linea con un caccia europeo e i dubbi della RCAF
In Canada non mancano i fautori di una doppia linea con F-35A affiancati da Rafale, Eurofighter o Gripen sollecitando sul punto la Difesa di Ottawa.
Peraltro, è la stessa RCAF a respingere tale ipotesi poiché sostiene che avrebbe effetti dirompenti come costi di gestione e ripercussioni sull’addestramento ed operatività.
Infatti, da anni la RCAF infatti opera su una monolinea Hornet dopo il pensionamento anticipato dei CF-5A che, peraltro, erano stati sottoposti ad un cervellotico e costoso ammodernamento, considerate le modeste prestazioni di base del velivolo, il Freedom Fighter.
Inoltre, come anticipato, l’industria canadese è fortemente presente nel programma F-35 JSF ed un acquisto di un velivolo europeo determinerebbe reazioni da parte di Lockheed Martin e Stati Uniti, con probabili meno quote di lavoro assegnate e meno introiti per il comparto industriale di Ottawa.
Foto credit @Lockheed Martin


