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Il Canada ufficializza gli F-35

Il Governo Canadese ha formalmente annunciato di avere in acquisizione i caccia bombardieri di quinta generazione Lockheed Martin F-35 Joint Strike Force selezionati nell’ambito del Future Fighter Capability Project.

Pertanto, la Royal Canadian Air Force riceverà un totale di 88 F-35A che andranno a sostituire gli ormai anziani CF-18, integrati da alcuni anni da F/A-18 Hornet ceduti dalla Royal Australian Air Force che li ha dismessi anni fa a favore appunto degli F-35A Lightning II.

Nell’ambito della selezione per il Future Fighter Capability Project il caccia bombardiere di Lockheed Martin è emerso come la soluzione più capace, sostenibile e conveniente.

Come è noto, il Canada è presente sin dall’inizio nel programma Joint Strike Fighter a livello industriale con le sue imprese attive nel settore aerospaziale che forniscono componenti a Lockheed Martin per la produzione dei caccia bombardieri Lightning II.

Peraltro, la scelta di partecipare al programma F-35 anche dal punto di vista militare era stata già presa ed annunciata nel 2012 ma era sopravvenuto il cambio di maggioranza politica e la decisione rivista.

I problemi di questa decisione si sono riflessi sulla RCAF che è stata costretta a rivedere la programmata sostituzione dei vecchi Hornet, riaprendo la procedura di selezione che si è svolta in un arco di tempo decisamente lungo e che ha visto progressivamente eliminare i concorrenti Eurofighter Typhoon, Dassault Rafale, F/A-18E/F Super Hornet e Saab Gripen.

I costi dell’operazione di acquisto si aggirano attorno ai 15 miliardi di dollari statunitensi (pari a 19 miliardi di dollari canadesi) con i primi 16 F-35 che sono stati ordinati nel dicembre scorso al termine delle trattative con Lockheed Martin ed il Governo di Washington. Per tre decadi di servizio stimate il costo totale tra acquisto, esercizio e manutenzione si aggirerà attorno i 57,5 miliardi di dollari statunitensi, pari a 77 miliardi di dollari canadesi in parte coperti dagli introiti derivanti dall’impegno industriale canadese nel programma JSF.

Ovviamente, della commessa canadese beneficeranno le industrie di casa che otterranno maggior slancio e nuovi carichi di lavoro, compresa la creazione di nuovi posti di lavoro, nonché saranno interessate dall’adeguamento infrastrutturale delle basi da cui opereranno i nuovi caccia ed i cui relativi lavori inizieranno già quest’anno.

Dal punto di vista militare l’F-35 rafforzerà la capacità operativa del Canada per l’interoperabilità con gli Stati Uniti nell’ambito del NORAD e con gli Alleati europei della NATO con il primo velivolo consegnato alla RCAF nel 2026.

L’F-35, nelle dovute proporzioni, sta ricalcando il successo che negli anni Sessanta del passato secolo ottenne l’F-104 Startfighter sempre sviluppato da Lockheed Martin che, seppure impiegato limitatamente dagli Stati Uniti, divenne presto il caccia bombardiere di riferimento di quasi tutti i Paesi membri della NATO e partner dell’Alleanza per circa un ventennio.

Infatti, dopo il Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Danimarca che sin da subito hanno partecipato al programma JSF, si sono aggiunti progressivamente Polonia, Belgio, Germania quali partner NATO, nonché la Finlandia che ha presentato la richiesta di adesione all’Alleanza Nord Atlantica e la neutrale Svizzera.

Altre trattative in dirittura d’arrivo sono quelle per la Repubblica Ceca, la Grecia e la Spagna intenzionata ad acquistare la versione B per sostituire gli AV-8B Plus Harrier II a decollo ed atterraggio verticale in servizio con l’Armada.

Potenziali clienti europei del Lightning II sono la Bulgaria e la Romania che hanno già dimostrato pubblico interesse all’acquisto di questi velivoli non appena lo stato delle loro finanze lo consentirà e si parla anche dell’Austria in sostituzione degli Eurofighter e del Portogallo per gli F-16MLU.

Nel caso del F-35, a fronte dei corposi ordini da parte dei tre servizi statunitensi (USAF+ANG, US Navy e USMC, rispettivamente con le versioni A a decollo convenzionale, C per impiego a bordo delle portaerei e B a decollo corto ed atterraggio verticale), sono sempre più consistenti le commesse per i velivoli Lightning II provenienti dai Paesi NATO e partner degli Stati Uniti.

Ad oggi, l’F-35 opera da 27 basi in tutto il mondo, con nove nazioni che utilizzano F-35 sul proprio territorio, su 17 Paesi che fin qui hanno selezionato il velivolo. Ci sono più di 890 F-35 in servizio oggi, 141 dei quali consegnati nel 2022, con più di 1.870 piloti e 13.500 manutentori addestrati sull’aereo con oltre più di 602.000 ore di volo cumulative registrate alla fine del dicembre 2022.

A fine dicembre, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato a Lockheed Martin il contratto per l’allestimento di 398 F-35 dei Lotti di produzione 15-17 del valore complessivo di 30 miliardi di dollari per le Forze Armate statunitensi, dei Paesi partecipanti al programma Joint Strike Fighter e per i clienti delle vendite militari straniere (FMS).

In particolare l’accordo include la produzione di 145 velivoli per il Lotto 15, 127 per il Lotto 16 e fino a 126 per l’opzione contrattuale del Lotto 17, compreso i primi velivoli F-35 per il Belgio, la Finlandia e la Polonia.

Gli aerei del lotto 15-17 saranno i primi a includere il Technical Refresh-3 (TR-3), l’hardware modernizzato necessario per alimentare le capacità del Blocco 4, che include un nuovo core processor integrato con maggiore potenza di calcolo, un display panoramico della cabina di pilotaggio ed un’unità di memoria potenziata.

Foto Lockheed Martin

Immagine Ministero della Difesa Canadese

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