L’Esercito Canadese ha avviato le procedure di selezione di un nuovo sistema multiruolo di difesa terrestre nell’ambito di un programma del valore fino ad un miliardo di dollari.

Già nel 2017 l’Esercito di Ottawa aveva tentato di risolvere un problema annoso che era insorto a seguito dell’avvenuto ritiro dal servizio dei sistemi antiaerei/anticarro ADATS entrati in linea tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi degli anni Novanta.
L’ADATS (Air Defense Anti-Tank System) era un potente sistema sviluppato negli anni ottanta dalla svizzera Oerlikon che impiegava un missile iperveloce (il primo in assoluto) con portata di 10 km nel ruolo antiaereo e sino a 6 km in quello anticarro, con un sistema radar di scoperta e tracciamento dei bersagli con portata di 25 km accoppiato ad un sistema FLIR che consentiva di operare anche in modalità passiva.
Peraltro, quel tentativo del 2017 non è andato a buon fine per mancanza di copertura finanziaria e perché, all’epoca, la difesa aerea a corto raggio non era tra le priorità delle FF.AA. canadesi.
Ma la guerra in corso tra Ucraina e Russia ha riportato drammaticamente la questione al centro dell’attenzione dei vertici militari canadesi che hanno ora necessità di selezionare un sistema in grado di affrontare minacce aeree pilotate e non (UAV, UAS e loitering munitions), missili da crociera e proiettili-razzi d’artiglieria.
L’Esercito Canadese vuole valutare diversi sistemi di difesa aerea già disponibili sia d’artiglieria, sia missilistici o, più prevedibilmente, soluzioni miste.
Inoltre, saranno esplorate soluzioni montate su veicoli blindati e/o su container rapidamente trasportabili e dispiegabili per via aerea, marittima ed a mezzo autocarri logistici.
Foto Canadian Army


