Il Comando Aviazione dell’Esercito una straordinaria istituzione militare a garanzia della sicurezza

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Il Comando Aviazione dell’Esercito

una straordinaria istituzione militare

a garanzia della sicurezza

Storia, ordinamenti e compiti

di Angelo TIBERI

Ufficiale (in cong.) del Corpo dei Granatieri

Cultore di Ordinamento dell’Esercito Italiano e delle Politiche di Difesa e Sicurezza

Sommario: 1. Introduzione. – 2. Origini, evoluzione e funzioni. – 3. Sintesi degli ordinamenti dalla costituzione ai tempi attuali. – 4. Osservazioni nel 25° Anniversario della costituzione. – 5. La proposta “Tiberi” per la costituzione del Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito. – 6. Conclusioni.

1. INTRODUZIONE

Inizio con una domanda: “perché questa mia trattazione argomentale?”.

La risposta che, nella massima chiarezza, vado subito a fornire in riscontro è perché effettivamente, nei confronti del Comando Aviazione dell’Esercito non è stato scritto molto, fino ad oggi, in una forma organica sia a livello ordinamentale sia sulle rispettive attribuzioni istituzionali se non con qualche approccio sommario o scritto di sintesi; maggiormente, invece, si è prestata attenzione alla redazione di articoli e monografie riguardanti principalmente e direttamente gli aeromobili ad “ala fissa” e ad “ala rotante” in dotazione all’Esercito Italiano, illustrandone caratteristiche tecniche, versatilità e capacità operative di volo nelle missioni “tattiche” e per scopi “logistici”.

Pertanto, per fini di comunicazione istituzionale e di pubblica informazione, ho ritenuto utile cercare di colmare la “carenza” documentale intervenendo, in modo sentito e doveroso, con questa articolata disquisizione, per quanto possibile completa, dedicata esclusivamente a questo Comando di vertice di Specialità andando a considerare i suoi diversi passaggi temporali, tratteggiandone provvedimenti e vicissitudini ordinamentali, a volte, poco divulgate; prediligendo nella continuità filologica, integrata da esplicative note al testo degli aspetti affrontati, quella fluidità espositiva al fine di mantenere vivo e inalterato l’interesse del lettore, rendendo la lettura di quanto redatto più stimolante, con lo scopo di suscitare, a livello personale, curiosità e generare considerazioni e riflessioni, permettendo anche “a chi non appartiene all’ambito militare” o ai c.d. “non addetti ai lavori” di conoscere l’esistenza e l’importanza di questo preciso Ente militare apprezzandolo e rispettandolo per tutte le sue qualificate attribuzioni.

Inoltre, in questa mia stesura vado volutamente a fornire anche dei miei lineamenti propositivi e di visione sulla possibilità di poter realizzare il Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito (sottolineando che la presente trattazione è anche la prima e, al momento, l’unica in assoluto a contenere e ad affrontare ampiamente tale aspetto progettuale di carattere “storico-culturale”) e a ricordare che in quest’anno 2022 il COMAVES, come istituzione militare, raggiunge i suoi cinque lustri di storia ovvero il quarto di secolo dalla sua costituzione, dimostrando pienamente, di riuscire giorno dopo giorno, con tenacia e successo, a rinnovarsi sul proprio e peculiare piano “esperenziale di alta specializzazione” nella continuità del tempo.

Se vogliamo, quindi, la presente esposizione documentale fondamentalmente può essere considerata sia come uno studio di carattere “ordinamentale e dottrinale” del COMAVES sia una “rassegna speciale”, esclusiva e rappresentativa, pubblicata in onore di tutta l’Aviazione dell’Esercito.

Distintivo del Comando Aviazione dell’Esercito

2. ORIGINI, EVOLUZIONE E FUNZIONI

L’organizzazione operativa dell’Esercito Italiano è formata da una diversificazione di Armi, Corpi e Specialità; tra quest’ultime, troviamo l’Aviazione dell’Esercito (1) che, dotata di aerei ed elicotteri su linee di volo di varia tipologia e versione, materializza ed esprime la “componente dell’aria” di Forza Armata.

Tale componente, istituita come Specialità “autonoma”, dispone di una propria “struttura apicale” rappresentata dal Comando Aviazione dell’Esercito (COMAVES).

Dunque, andiamo insieme a conoscere, più da vicino, questo prestigioso e importante Comando fra “storia, funzioni ed evoluzione”, ripercorrendo le vicende e gli effetti dei vari adeguamenti, cambi di denominazione e mutamenti organici che si sono avuti, nel suo arco temporale, dalla costituzione ai giorni nostri.

Il Comando Aviazione dell’Esercito (COMAVES) si costituisce a Viterbo, presso la Caserma “Gen. Roberto Bazzichelli” (2), il 1° ottobre 1997 per riconfigurazione del preesistente Ispettorato Aviazione dell’Esercito (ISPEAVES) (3), quest’ultimo già trasferitosi da Roma nella predetta e attuale infrastruttura militare viterbese in data 20 febbraio 1997 divenendo, per la precisione, Comando Ispettorato dell’Aviazione dell’Esercito ovvero Comando dell’Aviazione dell’Esercito con anche “funzioni ispettoriali per la Specialità (AVES)”.

Ingresso della Caserma “Gen. Roberto Bazzichelli” – Viterbo

sede del Comando Aviazione dell’Esercito e del Comando Brigata AVES

Il COMAVES appena istituito, è posto quasi da subito, precisamente dal 31 ottobre 1997, alle dirette dipendenze del Comando dei Supporti delle Forze Operative Terrestri (COMSUPFOTER) di Verona.

A seguito del Decreto del Ministero della Difesa del 1° giugno 1999 recante una serie di disposizioni, fra le quali anche la riconfigurazione ordinativa dell’Arma di Cavalleria si stabilisce che questa acquisisca, in modo alquanto singolare (4), insieme alle sue già presenti Specialità “di Linea” e “Carristi”, anche l’Aviazione dell’Esercito facendo assumere alla Specialità “aerea” la denominazione di Cavalleria dell’Aria. Questo provvedimento ministeriale oltre a riguardare la composizione dell’Arma “blindo-corazzata” va, di conseguenza, a determinare altri mutamenti: dal 3 ottobre 1999 per i Reparti di “volo” e di “sostegno” si ha il cambio nelle loro denominazioni della dicitura (posta fra il numero ordinativo e il nome attribuito al reparto) di “Aviazione dell’Esercito (AVES)” in “Cavalleria dell’Aria (c.A.)” unitamente alla relativa sostituzione delle rispettive Bandiere di Guerra con gli Stendardi da Combattimento e, in funzione di questi mutamenti, dal 1° gennaio 2000 anche il Comando AVES cambia la denominazione assumendo quella di Comando Cavalleria dell’Aria (Cdo c.A.), continuando però a rimanere alle dipendenze del COMSUPFOTER.

Nel 2002 la ridefinizione attuata nell’ambito dell’assetto dei Supporti del COMFOTER stabilisce lo scioglimento del COMSUPFOTER (5) e, nello stesso anno, il Comando Cavalleria dell’Aria è elevato a livello di “Comando Operativo Intermedio” (COINT) passando sotto la diretta autorità del Comando delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER).

Dopo la “riclassificazione del livello ordinativo” in COINT e in funzione di un nuovo e specifico Decreto attuativo emesso dal Ministero della Difesa, nel novembre 2003 si ha la definitiva scorporazione della “componente aerea dell’Esercito” dall’Arma di Cavalleria (dove, come sopra riferito, vi era confluita come Specialità nel 1999); il predetto provvedimento che segna l’epilogo di questo particolare accorpamento, consente il ripristino istitutivo della Specialità dell’Aviazione dell’Esercito e stabilisce che il Comando Cavalleria dell’Aria dal 1° dicembre 2003 riassuma l’originaria denominazione di Comando Aviazione dell’Esercito (COMAVES).

Vedute aeree della Caserma “Gen. R. Bazzichelli” di Viterbo sede del Comando

Aviazione dell’Esercito e del Comando Brigata Aviazione dell’Esercito

Le derivanti disposizioni ordinative del 2003, oltre a ricambiare il nome dell’“ente militare di vertice” facendogli riprendere quello di COMAVES, permettono anche ai Reparti di “volo” e di “sostegno” della nostra Forza Armata di riacquisire nelle loro denominazioni la c.d. parte lessicale “identificativa di specialità” di “Aviazione dell’Esercito”; invece, per quanto attiene la sostituzione degli Stendardi di Combattimento con la reintroduzione delle Bandiere di Guerra si deve attendere l’anno 2019 su cui mi soffermo più avanti.

L’anno 2011, con l’esecuzione del piano di riorganizzazione dei Dipartimenti dello Stato Maggiore dell’Esercito, il COMAVES acquisisce alle proprie dipendenze il Comando Sostegno Aviazione dell’Esercito (Cdo Sost, AVES) (6) che dal 20 aprile 1997 era passato sotto l’Autorità del IV Reparto/ISPEL Ispettorato Logistico dell’Esercito Dipartimento dei Trasporti e Materiali (DITRAMAT); questo punto risulta essere molto significativo non soltanto sotto l’aspetto “dottrinale”, ma esprime “rimodulazione delle competenze” pure per gli aspetti “logistici”, perché, in tal modo, il COMAVES oltre ad esercitare funzione di comando e coordinamento sulle “unità di volo operative” assume titolarità anche della effettiva responsabilità per quanto concerne le funzioni “logistico-manutentive” di Specialità (mantenendo, ovviamente, per quest’ultime funzioni sempre relazione e rispondenza, per “dipendenza e controllo”, con le direttive dello Stato Maggiore dell’Esercito e le norme, disposizioni e istruzioni tecniche della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità – ARMAEREO o DAAA).

Il 10 maggio 2019, come in precedenza già anticipato, segna la data in cui si mette riordino all’aspetto “vessillologico”, così presso l’Aeroporto Militare “Tommaso Fabbri” di Viterbo durante la solenne celebrazione per il 68° Anniversario della Costituzione dell’Aviazione dell’Esercito, alla presenza degli allora Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina e Comandante delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo Esercito (COMFOTER – COE) Generale di Corpo d’Armata Federico Bonato, sotto il coordinamento organizzativo dell’allora Comandante dell’Aviazione dell’Esercito Generale di Brigata Paolo Riccò, alle Unità di “volo” e di “sostegno” dell’AVES vengono riconsegnate le loro gloriose Bandiere di Guerra; questo passaggio delinea, per l’appunto, l’ultimazione del c.d. “ciclo per il ripristino identitario” di tutti gli elementi ordinamentali “caratterizzanti” e, quindi, di “distinzione” dell’Aviazione dell’Esercito come Specialità autonoma.

A riguardo dell’aspetto vessillologico affrontato, tengo ancora a precisare che il Comando AVES e la Brigata Sostegno AVES, per derivazione “istitutiva ed evolutiva” della Specialità Aviazione dell’Esercito, si riallacciano in linea diretta alla Bandiera d’Istituto del Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito (CAAE), al quale viene assegnata nel 1958 quando era Centro Addestramento Aviazione Leggera dell’Esercito (CAALE) (7); tale vessillo, infatti, rappresenta oltre che il primo “simbolo identitario” anche il “punto di origine” dell’AVES.

In data 19 maggio 2019 entra a far parte del Comando AVES un’altra fondamentale e specifica Unità, trattasi del proprio Reparto Comando e Supporto Tattici (8) che, con la sua istituzione ex novo, contribuisce a dare migliore definizione “funzionale” e compiutezza “ordinamentale” all’Ente apicale della Specialità.

Si porta pure in memoria e evidenza che il successivo 31 luglio 2019 il COMAVES vede l’ingresso nel suo organico del 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (R.E.O.S.) “Aldebaran” (9); questa acquisizione, alle proprie dipendenze, del Reparto di volo anche se, per attinenza, può sembrare scontata o riduttiva, in realtà segna un fatto molto importante, degno di nota, perché il 3° R.E.O.S. è l’unico del nostro Esercito dedicato al supporto per gli impieghi operativi ad alto rischio; pertanto, con l’“Aldebaran” il COMAVES, fra le attribuzioni spettanti, assume anche quelle per il coordinamento al “sostegno di volo” per le operazioni speciali.

L’11 febbraio 2022, per effetto di un altro significativo e razionale provvedimento, il Comando Aviazione dell’Esercito di Viterbo assume l’Autorità anche sulla Brigata Aeromobile “Friuli” (10) che, inquadrandola, cessa di dipendere dal Comando Divisione “Vittorio Veneto” di Firenze.

L’inquadramento nel Comando Aviazione dell’Esercito della “Friuli” – Grande Unità “elementare” formata da Unità di fisionomia “AVES” e “aeromobile” – tengo a sottolinearlo, rappresenta una scelta di carattere ordinamentale rilevante e considerevole sotto il profilo dottrinale, presa, senza dubbio, dallo SME Stato Maggiore dell’Esercito nell’ottica di una giusta razionalità e coerenza organizzativa; decisione con la quale concordo pienamente, poiché consente al COMAVES, con l’acquisizione della capacità “aeromobile”, di avere inquadrati tutti i Reparti similari, in rapporto all’ambiente e al settore d’impiego operativo, ridelineandosi in un assetto più naturale e omogeneo e, in una “visione” più ampia e unitaria, poter conferire effettivamente all’intera Aviazione di Forza Armata un completamento di tutte le capacità necessarie per il pieno svolgimento delle molteplici funzioni ad essa assegnate e dedicate alla stessa mission.

Possiamo dire che il COMAVES, riunente le Unità “aeree (ad ala rotante e ad ala fissa)”, “fanteria aeromobile” e di “sostegno al volo” dell’Esercito Italiano, esercita la direzione e l’organizzazione su tutta la “componente aerea di Forza Armata”, sostanziata più in dettaglio nei seguenti compiti istituzionali:

– è responsabile della gestione del “comando e controllo” operativo aereo di Forza Armata coordinato dalla Brigata Aviazione dell’Esercito;

– è deputato alla formazione, all’addestramento, al perfezionamento dei “piloti osservatori” e delle altre qualifiche per gli incarichi specialistici degli “equipaggi di volo”, “operatori dei Team ALI (Air Land Integration/Integrazione aria-terra)”, nonché degli addetti “alla sicurezza al volo” e “antincendio” che svolge attraverso il CAAE Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito, lo Squadrone Corsi e il CFEA Centro di Formazione Equipaggi Avanzata del 3° R.E.O.S., attraverso i predetti organi partecipa anche alla elaborazione delle specifiche normative/procedure e concorre a studi e sperimentazioni con i mezzi aerei della Specialità;

– assolve, mediante la Brigata Sostegno AVES, alla funzione di manutenzione dei mezzi aerei dell’Esercito oltre che alla specializzazione del personale di Forza Armata per gli incarichi della stessa “area logistico-manutentiva aeromobili” e alla formazione, in collaborazione con il CAAE, del personale “tecnico” appartenente ad altri “Servizi Aerei militari” come quello della Guardia di Finanza (11) per la qualificazione di “manutentori di Aeromobili Militari”;

– è in grado di enucleare in operazioni e in esercitazioni complesse un Comando/Staff specialistico di un Comando sovraordinato, inquadrando le proprie Unità o parte di esse, ovvero altre Unità di volo di rinforzo, riuscendo ad esprimere, mediante la Brigata AVES, una “struttura portante” con capacità di “comando e controllo” di una Air Task Force (ATF) (12);

– decide e definisce l’organico, gli avvicendamenti del personale e tutto quant’altro occorre per mantenere in esercizio lo Squadrone ITALAIR (13);

– concorre fornendo “supporto aereo” in attività di protezione civile (14) per situazioni: di pubbliche calamità (terremoti, alluvioni, dissesti idrogeologici); di contrasto in emergenze ambientali (AIB antincendio boschivo); di soccorso in “montagna” (ritrovamento di persone disperse a causa di fenomeni valanghivi) o in “ambienti diversi” (in circostanze di altri eventi incidentali); per eventuali esigenze di pubblica utilità, come l’elitrasporto “medio e pesante” di particolari carichi (mezzi, sistemi e apparati, materiali vari, compreso il trasporto “speciale sanitario” di farmaci e organi).

Scudetti di Grandi Unità e Reparti inquadrati nel Comando Aviazione dell’Esercito

(da destra verso sinistra, in sequenza) CAAE, Brigata Sostegno AVES, Brigata AVES,

3° REOS “Aldebaran”, RECOSUTAT AVES e Brigata Aeromobile “Friuli”

Per svolgere a pieno le predette attribuzioni il COMAVES, attualmente, ha una struttura che, per una migliore spiegazione e disamina, possiamo suddividerla in cinque “Aree organizzative”:

– un’Area “Comando” su Segreteria del Comandante e uno Stato Maggiore (SM) articolato in Ufficio del Capo di Stato Maggiore e sei Uffici, “Personale”, “Coordinamento Operativo e Addestrativo”, “Informazioni e Sicurezza”, “Standardizzazione Esperienze e Studi” (STES) (15), “Logistico”, “C4”; completata da Sezione Pianificazione Programmazione e Bilancio; Sezione Pubblica Informazione (SPI); Ufficio Amministrazione (Servizio Amministrativo); Ufficio Sicurezza del Volo e Legale; Ufficio Validazione Operativa (VO); Gruppo di Lavoro Ricerca e Sviluppo per l’Introduzione in Servizio degli Aeromobili (GRSA); Nucleo Carabinieri – Polizia Militare (CC PM/Military Police);

– un’Area “Operativa” su due Grandi Unità “operative” (a livello Brigata, di cui una “di volo” e una “aeromobile”) e un Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (il 3° REOS);

– un’Area “Logistico-Manutentiva” su una Grande Unità “di sostegno” (a livello Brigata);

– un’Area “Addestrativo-Formativa” su un Centro addestrativo di Specialità (a livello di Reggimento) e il Centro di Formazione Equipaggi Avanzata (del 3° REOS);

– un’Area “Servizi Generali e Supporto” su un Reparto (a livello di Reggimento) RECOSUTAT.

Le Brigate, i Reparti e il Centro formativo dell’Aviazione dell’Esercito, insieme alle rispettive Unità organizzative, nello specifico, sono:

Brigata Aviazione dell’Esercito (16), con il Comando Brigata di stanza a Viterbo, articolata su Segreteria del Comandante e uno SM; l’organico è completato da tre Reggimenti operativi di volo (c.d. anche della “Terza dimensione”) che sono, il 1° AVES “Antares” (basato a Viterbo), il 2° AVES “Sirio” (basato a Lamezia Terme – CZ), il 4° AVES “Altair” (basato a Bolzano);

3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (R.E.O.S.) “Aldebaran” (17) (basato a Viterbo);

Brigata Aeromobile Friuli” (18), con il Comando Brigata di stanza a Bologna, articolata su Segreteria del Comandante e uno SM su Ufficio del Capo di Stato Maggiore e sei Uffici (“Personale”, “Informazioni e Sicurezza”, “Operazioni Piani Addestramento” OPA, “C4”; “Logistico”, “Amministrazione”), Sezione Pianificazione e Programmazione Bilancio; Sezione Pubblica Informazione (SPI); l’organico è completato da: un Reggimento Fanteria Aeromobile, il 66° “Trieste”; due Reggimenti di volo, il 5° AVES “Rigel” (basato a Casarsa della Delizia – PN) e il 7° AVES “Vega” (basato a Rimini); Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli” (con sede a Bologna);

Squadrone Elicotteri ITALAIR (Naqoura – Libano) (19);

Brigata Sostegno AVES (20), con la sede del Comando Brigata a Viterbo articolata su Segreteria del Comandante e uno SM con Ufficio del Capo di Stato Maggiore e cinque Uffici (“Personale”, “Aeromobili, Materiali Peculiari e Prescrizioni Tecniche”, “Aeromobili, Mezzi e Materiali Peculiari”, “Logistico”; “Operazioni e Addestramento”); Sezione Pianificazione, Programmazione e Bilancio; Servizio Prevenzione e Protezione; l’organico è completato da tre Reggimenti di Sostegno, il 1° “Idra” di Bracciano (Roma), il 2° “Orione” di Bologna, il 3° “Aquila” di Orio al Serio (BG) e un Gruppo Squadroni di Sostegno il 4° “Scorpione” di Viterbo;

Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito (CAAE) (21) di stanza a Viterbo, è articolato in: Comando Centro (su: Ufficio del Comandante; Ufficio Personale; Ufficio Coordinamento Amministrativo e Sicurezza, con Sala Operativa e Nucleo GSI; Ufficio Logistico; Sezione Controllo Assicurazione Qualità; Sezione Protocollo – DHOC; Sezione Sicurezza al Volo; Servizio Prevenzione e Protezione); 1° Gruppo Squadroni Addestrativo AVES “Auriga” (con Sezione Coordinamento); Centro Sperimentale; Servizio Sanitario; Sala Museale AVES (22); il CAAE coopera strettamente anche con il CFEA Centro di Formazione Equipaggi Avanzata del 3° R.E.O.S.;

Reparto Comando e Supporti Tattici AVES (23) (RECOSUTAT AVES o RCST AVES, con sede a Viterbo) è articolato su: Ufficio del Comandante; Ufficio Personale; Ufficio Logistico; Ufficio OAI; Ufficio Amministrazione; Compagnia Comando (Cp. Cdo); Battaglione Servizi e Supporti Tattici (Btg. Serv. e Spt. Tatt. o BASSUTAT).

Il COMAVES, in definitiva, è un “centro direzionale militare” pulsante che assolve nella loro completezza a tutte le funzioni “di comando”, “amministrative”, “addestrative”, “operative”, “logistico-manutentive” e “di supporto” dell’Aviazione dell’Esercito.

3. SINTESI DEGLI ORDINAMENTI DALLA COSTITUZIONE AI TEMPI ATTUALI

In questo paragrafo vengo a presentare in una forma sintetizzata a mo’ di prontuario, ma molto utile soprattutto a livello d’immediata lettura, alcuni ordinamenti assunti, nel tempo, dal Comando della Specialità in relazione alle varie denominazioni e alle Unità dipendenti.

Gli anni considerati sono stati presi a riferimento, poiché essendo stati interessati da provvedimenti di ristrutturazione o di riorganizzazione, in essi si sono riscontrati, con maggiore evidenza, i cambiamenti organico-strutturali.

Da uno scorrere dei sotto riportati ordinamenti si può notare anche la continua crescita organica e il potenziamento che il Comando Aviazione dell’Esercito ha avuto dalla data della sua costituzione ai giorni nostri.

– Comando Aviazione dell’Esercito (COMAVES), ordinamento anno 1997, su: Stato Maggiore; 1° Reggimento AVES “Antares” (Viterbo); 5° Reggimento AVES “Rigel” (Casarsa della Delizia – PN); 28° Gruppo Squadroni AVES “Tucano” (Roma – Urbe); 21° Gruppo Squadroni AVES “Orsa Maggiore” (Elmas – Cagliari); Centro Aviazione dell’Esercito (Viterbo).

– Comando Cavalleria dell’Aria (Cdo c.A.), ordinamento anno 2001, su: Stato Maggiore; Raggruppamento Cavalleria dell’Aria (formato da: 1° Reggimento c.A. “Antares” di Viterbo, 2° Reggimento c.A. “Sirio” di Lamezia Terme – CZ, 4° Reggimento c.A. “Altair” di Bolzano; 28° Gruppo Squadroni c.A. “Tucano” di Roma – Urbe); Gruppo Squadroni SOATCC (Padova) (24); Squadrone ITALAIR (Naqoura – Libano); Centro Cavalleria dell’Aria (Viterbo).

– Comando Aviazione dell’Esercito (COMAVES), ordinamento anno 2003, su: Stato Maggiore; Raggruppamento Aviazione dell’Esercito (Viterbo) (formato da: 1° Reggimento AVES “Antares” di Viterbo, 2° Reggimento AVES “Sirio” di Lamezia Terme – CZ, 4° Reggimento AVES “Altair” di Bolzano, 28° Gruppo Squadroni AVES “Tucano”); Squadrone ITALAIR (Naqoura – Libano); Gruppo Squadroni SOATCC (Padova); Raggruppamento Addestrativo Aviazione dell’Esercito (Viterbo).

– COMAVES, ordinamento 2006, su: Stato Maggiore; Brigata Aviazione dell’Esercito (formata da: 1° Reggimento AVES “Antares”, 2° Reggimento AVES “Sirio”, 4° Reggimento AVES “Altair”, 28° Gruppo Squadroni AVES “Tucano”, Gruppo Squadroni SOATCC); Squadrone ITALAIR; Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

– COMAVES, ordinamento 2008, su: Stato Maggiore; Brigata Aviazione dell’Esercito (formata da: 1° Reggimento AVES “Antares”, 2° Reggimento AVES “Sirio”, 4° Reggimento AVES “Altair”, 28° Gruppo Squadroni AVES “Tucano”); Squadrone ITALAIR; Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

– COMAVES, ordinamento anno 2013, su: Stato Maggiore; Brigata AVES (formata da: 1° Reggimento AVES “Antares”, 2° Reggimento AVES “Sirio”, 4° Reggimento AVES “Altair”); Squadrone ITALAIR; Comando Sostegno AVES; Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

– COMAVES, ordinamento anno 2019, su: Stato Maggiore; Brigata AVES (formata da: 1° Reggimento AVES “Antares”, 2° Reggimento AVES “Sirio”, 4° Reggimento AVES “Altair”); Brigata Sostegno AVES; 3° Reggimento Elicotteri Operazioni Speciali (R.E.O.S.) “Aldebaran”; Squadrone ITALAIR; Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

– COMAVES, ordinamento anno 2022, su: Stato Maggiore; Brigata AVES (formata da: 1° Reggimento AVES “Antares”, 2° Reggimento AVES “Sirio”, 4° Reggimento AVES “Altair”); Brigata Aeromobile “Friuli”; Brigata Sostegno AVES; 3° R.E.O.S. “Aldebaran”; Squadrone ITALAIR; Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

La struttura ordinativa relativa all’anno 2022 del Comando Aviazione dell’Esercito, più in dettaglio, è riportata alla fine del precedente Paragrafo 2. Origini, evoluzione e funzioni.

L’anno in questione per il COMAVES è caratterizzato dal compimento dei 25 anni di attività istituzionale, di cui espongo qualche punto di riflessione nel successivo paragrafo 4.

Una mia ideazione grafica dedicata al 25° Anniversario

della Costituzione del Comando Aviazione dell’Esercito

4. OSSERVAZIONI NEL 25° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE

Il 2022 è un’annualità che, nel mese di ottobre, segna per il COMAVES una importante ricorrenza, il 25° Anniversario della sua costituzione “1997 – 2022” non da considerare e rispettare soltanto come un momento organizzativo puramente formale o di ordinaria celebrazione, ma deve essere inteso, con la reale consapevolezza e saldezza, che contribuisce profondamente e ulteriormente ad arricchire, ad esaltare e a rafforzare le gloriose “tradizioni militari” dell’Aviazione dell’Esercito.

Infatti, l’evento in questione per la Specialità rappresenta un focus “memoriale-congiunturale” fra il suo retaggio storico e la contestuale predisposizione e proiezione in quel peculiare, specializzato e continuo rinnovamento necessario per affrontare le nuove prospettive e sfide operative che si manifesteranno nel prossimo futuro.

Auspico che, a tal riguardo, si organizzino conferenze e dibatti sulla Specialità e si cerchi, con un determinante impulso, di iniziare a pensare concretamente all’idea per l’effettiva istituzione del Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito (sul quale dedico dettagliata e particolare attenzione nel successivo paragrafo 5); quale momento migliore, se non questo Venticinquennale del COMAVES per poter parlare di tale realizzazione museale?

Pertanto, dovrebbe trovare svolgimento anche come una preziosa e solenne circostanza convegnistica di “analisi e discussione dottrinale” a 360° sull’AVES, sostenuta da bilanci e piani programmatici, alla quale sarebbe opportuno che prendessero parte o intervenissero, in qualità di relatori, autorità militari di vertice dell’Esercito (SME, COMFOTER-COE e COMAVES), Ufficiali della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità, esponenti politici della Difesa, rappresentanti ed esperti dell’industria di settore.

Non in ultimo, altro aspetto caratterizzante e catalizzante di questo speciale “randevu” dovrebbe essere quello dello scambio di opinioni ed esperienze fra i “baschi azzurri” in servizio e quelli in congedo dell’ANAE (Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito) per mantenere sempre vivace ed elevato lo “spirito di corpo” in termini di unione, dinamicità e proficua collaborazione reciproca.

La gamma degli aeromobili “elicotteri e aerei”

in dotazione all’Aviazione dell’Esercito

6. LA PROPOSTA “TIBERI” PER LA COSTITUZIONE DEL MUSEO STORICO DELL’AVIAZIONE DELL’ESERCITO

In relazione a quanto già accennato nel precedente paragrafo 4, come mia “visione” riferisco che ormai sono maturi i tempi per fare in modo che anche la Specialità dell’Aviazione dell’Esercito abbia una propria e funzionale “struttura museale” per cui invito il COMAVES ad interessarsi seriamente, con determinazione, come è suo stile comportamentale fare, per dare avvio ad un percorso costruttivo che porti a breve al raggiungimento di tale obiettivo; dunque, questa osservazione personale, sperando che possa trovare veicolazione e valutazione, stimolando la sensibilità, a livello “istituzionale” fra le Autorità Militari di competenza (COMAVES, COMFOTER-COE e Stato Maggiore dell’Esercito), coinvolgendo le Autorità civili territoriali e locali viterbesi (Direzione Cultura della Regione Lazio e Amministrazioni Provinciale e Comunale), si traduce sostanzialmente nella mia chiara proposta di costituire a Viterbo il Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito (MUSAE od anche MUSAVES) che vado ad illustrare integralmente attraverso il mio “studio progettuale” riportato qui di seguito.

Alcune immagini della Sala Museale dell’Aviazione dell’Esercito

presso il CAAE – Viterbo

Questo Museo potrebbe nascere individuando dei locali all’interno di un edificio già esistente idoneo e/o predisposto a tale destinazione d’uso, nel quale sulla base dell’“ampliamento del concetto” dell’attuale Sala Museale presente nella Caserma “Ten. a. M.O.V.M. Dante Chelotti” di Viterbo (sede del CAAE Centro Addestrativo dell’Aviazione dell’Esercito) si può avere modo di andare a raccogliere e a custodire, in un’unica e ampia “struttura” tutto il grande patrimonio “storico-culturale”, immateriale e materiale, dell’Aviazione dell’Esercito espresso dalle gesta e dai vari e diversificati cimeli provenienti da tutti i Reparti e Grandi Unità della Specialità (Brigata AVES, Brigata Sostegno AVES, Brigata Aeromobile “Friuli”) e da altri Enti e Comandi dell’Esercito in relazione con la Specialità, oppure donati da aziende della Difesa, da personale militare, da collezionisti, associazioni d’arma, enti pubblici, scuole d’arte, produttori e artisti di creazioni a soggetto militare (bozzettisti, illustratori, pittori, incisori, medaglisti, scultori, ricamisti) e persone comuni che, a vario titolo, sono in possesso di oggettistica, articoli o documentazioni riguardanti l’AVES.

L’infrastruttura museale in questione, infatti, riunirebbe dell’Aviazione dell’Esercito: articoli uniformologici, stemmologici e vessillologici, cartoline, quadri, stampe, disegni, sculture, ceramiche (25), targhe e busti in bronzo, onorificenze/ricompense al valore, modellini di aeromobili, strumentazioni di bordo, armamento e munizionamento, oggettistiche varie.

Il completamento di esso, poi sarebbe dato da una Biblioteca specializzata e da un Archivio.

Entrando con maggiore dettaglio nel discorso della fattibilità, per dare caratterizzazione e definizione a questo “progetto” ho individuato un possibile orientamento prospettico che il MUSAE potrebbe assumere a livello “strutturale-organizzativo”.

L’organizzazione attuabile che proporrei, per l’appunto, risulterebbe composta da:

– Ufficio del Direttore del Museo;

– Ufficio Servizi Generali su quattro Sezioni (Sezione “Relazioni Esterne” per contatti, informazioni e prenotazioni delle visite; Sezione “Amministrazione” con attribuzioni amministrative; Sezione “Museale” con competenza sulle attività dei servizi per tutela dei materiali costituenti il patrimonio storico conservato, visite guidate e assistenza didattica; Sezione “Bibliotecaria e Archivistica” con competenza sulle attività specifiche della Biblioteca e dell’Archivio; la Sezione “Museale” e la Sezione “Bibliotecaria e Archivistica” con compiti indirizzati, rispettivamente, ai beni “mobili” e a quelli “librari e archivistici” storico-culturali militari contenuti nella struttura sarebbero poi, per gli stessi, responsabili degli allestimenti espositivi, della collocazione, della classificazione/catalogazione e delle attività d’inventario dei materiali e delle collezioni, della gestione delle fonti documentali e archivistiche, del controllo e del servizio di vigilanza);

Biblioteca “specializzata” formata da pubblicazioni editoriali (libri, libercoli, opuscoli), collane, miscellanee, riviste e monografie, serie dottrinali, norme e procedure di volo, istruzioni tecniche, specifiche manutentive di aerei ed elicotteri in dotazione all’Esercito, manuali, studi sull’aeromobilità, testi di materie aeronautiche, specifiche bibliografie e sitografie, nonché da una Sezione Videoteca in possesso delle produzioni audiovisive e multimediali.

– un Archivio su tre aree, Area “Documentale” (per la conservazione di registri, elenchi dei frequentatori dei corsi “Piloti Osservatori”, “Istruttori di volo” e per altri incarchi, documenti, manoscritti, appunti, lettere, dispacci e fogli di messaggio, fogli d’ordine, carteggi, quaderni/diari di bordo, diplomi, attestati, manifesti, locandine, poster, volantini, cartoline, cartoncini/inviti, caratteristiche tecniche e progetti degli aeromobili, brochure/pieghevoli promozionali per arruolamenti e quant’altro “a tema” stampato e realizzato su carta); Area “Cartografica” (per la conservazione di materiali cartografici, cartine, carte di aeronavigazione, mappe, schizzi topografici, tavole cartografiche di attività addestrative e operative); Area “Fotografica” (per la conservazione di diapositive, negativi fotografici, servizi fotografici di cerimonie e accadimenti militari, fotografie militari di posa, fotografie operative, scatti di vedute aeree da ricognizione ed altri supporti fotografici stampati); Sezione “Videoteca” (per la conservazione di produzioni video, audiovisive e multimediali);

per poi aggiungere le c.d. “Sale espositive tematiche”, in numero di 12, che conserverebbero i materiali diretti, le tradizioni e il percorso evolutivo della Specialità Aviazione dell’Esercito, allestite ordinatamente su un percorso “cronologico-filologico-settoriale” ovvero per “periodi storici”, per “reparti di volo” (a seconda degli ordinamenti Raggruppamenti, Reggimenti, Gruppi Squadroni e Squadroni), per “impieghi operativi” e per “settori specifici”: uniformologia, stemmologia, armamento, vessillologia, articoli collezionistici, modellismo militare, ecc.” ed a riferimento della predetta “progettazione di allestimento espositivo” potrebbe essere adottata questa ripartizione:

– Sala “Origini dell’AVES” (comprenderebbe gli elementi ereditari dei primi reparti di volo dell’Esercito della Prima Guerra Mondiale per approdare all’anno effettivo di origine della Specialità del 1951);

– Sala “Evoluzione dell’Aviazione dell’Esercito” che si potrebbe articolare in tre Sezioni iconografiche principali dedicate (Sezione Periodo “1951-1980”, Periodo “1981-2000”, Periodo “2001-ai giorni nostri” tratterebbero le focalizzazioni temporali sugli specifici periodi di riferimento indicati);

– Sala “Aeromobilità” (andrebbe a custodire parte dei cimeli della Brigata Aeromobile “Friuli”, già conservati presso il suo Comando Brigata a Bologna e tutto quant’altro riguarda la nascita e lo sviluppo di questa “capacità operativa”);

– Sala “Impieghi operativi nazionali e internazionali” (andrebbe ad illustrare le attività addestrative “esercitazioni nazionali e NATO”, tutte le azioni operative e d’intervento sul territorio italiano – comprese quelle “duali” di concorso per “pubbliche calamità e utilità” – e gli impegni nelle missioni all’estero, contemplando attraverso “immagini fotografiche, tabelle e pannelli informativi-comunicativi” le località geografiche di svolgimento, i nomi delle missioni, le simbologie adottate, i periodi di permanenza/di durata, la forza del personale impiegato, i mezzi aerei utilizzati “il numero e la tipologia”, le movimentazioni di carichi elitrasportati, le ricognizioni, le ore di volo effettuate, ecc.);

– Sala “Reparti dell’Aviazione dell’Esercito” articolata in dieci Sezioni espositive dedicate, denominate “Antares”, “Sirio”, “Aldebaran”, “Altair”, “Rigel”, “Vega”, “Italair”, “Reparti Manutentivi”, “Centro Addestrativo AVES” e “Reparti soppressi”; ciascuna Sezione, andrebbe a custodire la storia specifica di ogni Reparto, gli organigrammi assunti da essi nel tempo, rispecchianti gli aspetti dei trasferimenti di sede, dei loro mutamenti nelle fisionomie operative e negli organici avvenuti a seguito di acquisizioni, cessioni di minori unità, trasformazioni, soppressioni, ricostituzioni delle Unità inquadrate “Gruppi Squadroni” e “Squadroni”) e dei passaggi di dipendenza derivanti da rimodulazioni ordinamentali di Forza Armata (fra Comandi di livello superiore tipo Grandi Unità “elementari” e “complesse”, enti militari centrali in ambito SME, Comandi “operativi” e “territoriali”);

– Sala “Araldica e Stemmologica” (andrebbe a custodire stemmi, distintivi, scudetti, patch, adesivi, fregi, mostreggiature, crest, medaglie ricordo, altre creazioni e manifatture attinenti);

– Sala “Uniformi e equipaggiamenti” (andrebbe a custodire Uniformi ordinarie, di Servizio e Combattimento, Uniformi di volo, caschi di volo, copricapo, elmetti, telini copri elmetti, buffetterie, accessori vari, tenute e dotazioni individuali di protezione per le squadre antincendio “aeroportuali e di elisuperfici” dell’AVES, dispositivi e maschere NBC, teli tenda mimetici, oltre a bauli e valigeria militare “zaini, borsoni, borse di volo, marsupi”, ecc.);

– Sala “Vessillologica” (andrebbe a custodire drappelle, gagliardetti, guidoncini e altre insegne);

– Sala “Armamento e Munizionamento” (andrebbe a custodire armi individuali, baionette, coltelli tattici, materiali d’armamento, sistemi d’arma di bordo, lanciatori, missili controcarri, razzi, munizioni di vario calibro, supporti e affusti, teli reticolati per camuffamento automezzi e aeromobili militari, cassette portamunizioni, contenitori, casse protettive nelle varie dimensioni e fattezze, attrezzature per l’elitrasporto e l’aviolancio di carichi);

– Sala “Strumentazioni di volo e meccanica aeronautica” (andrebbe a custodire cruscotti aeronautici, sistemi di bordo, singoli elementi “anemometri, altimetri, variometri, girodirezionali”, visori, telemetri, elementi meccanici e altre parti di aerei ed elicotteri come “eliche, rotori, ecc.”);

– Sala “Livree AVES” andrebbe a raccogliere e ad illustrare, mediante tavole e stampe a colori di alta qualità, tutte le colorazioni e i contrassegni (marche, scritte e coccarde) degli aeromobili dell’Esercito ovvero le varie tipologie di livree “istituzionali/ordinarie”, “operative e di mimetizzazione”, “celebrative” (26); poi, si potrebbe integrare l’allestimento della sala con l’esposizione dei barattoli delle vernici (con le relative sigle e specifiche tecniche) e dei modelli dimensionali di mascheratura per le verniciature delle “carrozzerie” e l’apposizione di “sigle e marche” utilizzate, nel tempo, per gli aeromobili dell’Esercito, in rispondenza a quanto previsto dagli accordi STANAG (27).

– Sala “Modellismo AVES” (andrebbe a custodire tutti i modelli in scala di aeromobili “elicotteri e aerei”, che la Specialità ha avuto in dotazione sin dalla sua nascita ai giorni nostri prodotti dalle varie case produttrici di modellismo e collezionismo, oltre che a “diorami”);

– Hangar “Aeromobili storici dell’Aviazione dell’Esercito”.

Lo scopo primario, di tutto questo progetto, è quello della tutela, della valorizzazione e della divulgazione della storia della Specialità, oltre ad essere la concretizzazione e la materializzazione di un luogo privilegiato espositivo, di studio, ricerca e approfondimento da mettere a disposizione di comandi militari, enti civili, associazioni (“combattentistiche e d’arma”, “storiche”, “museali”, “bibliotecarie e archivistiche”, “modellistiche”), cultori, studiosi, ricercatori e appassionati della Specialità e di tematiche aeronautiche, nonché permettere a qualunque persona che lo desiderasse di visitarlo anche semplicemente per pura curiosità e voglia di conoscere.

Tengo a dire che il MUSAE per una maggiore ottimizzazione “funzionale-ordinamentale” sarebbe opportuno porlo alle dirette dipendenze del COMAVES (28), l’organico di personale da assegnare con mansioni amministrative, di vigilanza e di servizio generale “per le attività museali, bibliotecarie e archivistiche” potrebbe essere tratto dal RECOSUTAT del COMAVES (29) trovando, per quest’ultime, una forma di ausilio e collaborazione anche con il personale in congedo dell’ANAE Associazione Nazionale Aviazione dell’Esercito; invece, per quanto attiene la direzione museale occorrerebbe che fosse affidata ad un Ufficiale superiore dell’AVES con il grado di Tenente Colonello/Colonnello che, per lo specifico incarico, riceverebbe la nomina di Direttore del Museo.

Certamente, la costituzione del MUSAE costituirebbe sia un valore aggiunto molto significativo per un perfezionamento ulteriore dell’ordinamento del Comando Aviazione dell’Esercito e per la stessa Aviazione dell’Esercito sia una pregevole e importante iniziativa di elevata proiezione “storico-culturale” sul panorama nazionale ed estero (poiché può richiamare apprezzamento e interesse pure da parte di studiosi e appassionati di “storia militare e forze aeree” di altri Paesi).

Inoltre, il MUSAE, nell’ambito del Ministero della Difesa, potrebbe fare sistema di promozione e divulgazione culturale, entrare in rete con gli altri Musei Militari delle Forze Armate italiane (in particolare con il Museo dell’Aeronautica Militare) e con quelli “tematici e storici” di istituzione privata, prevedendo e tessendo forme di cooperazione anche con il Ministero della Cultura (MiC, già MiBAC Ministero per i Beni e le Attività Culturali).

6. CONCLUSIONI

Siamo giunti al termine del nostro viaggio conoscitivo e in merito a quanto in esso ho avuto modo e occasione di riferire, approfondire e proporre, comunque, c’è da rimarcare che attraverso la complessa e articolata organizzazione del COMAVES, calibrata da un’alta specializzazione del personale in forza nei propri ambiti “operativo”, addestrativo”, “logistico-manutentivo” e dei “servizi generali”, la nostra Aviazione dell’Esercito riesce a garantire costantemente la massima capacità ed efficienza nei più diversi scenari operativi sia in ambito nazionale sia in campo internazionale, oltre che a soddisfare, in modo determinante, le richieste d’intervento per emergenze calamitose e interventi di pubblica utilità.

Concludendo questo mio lavoro documentale, colgo l’occasione per rivolgere anche un sentito e doveroso ringraziamento a tutti i “baschi azzurri” dell’Aviazione dell’Esercito, uomini e donne di ogni grado che, con onore, esempio, dedizione e senso del dovere, attraverso la loro non comune esperienza e operosità quotidiana, distinguendosi, contribuiscono a mantenere sempre alti gli ideali e i nobili valori, impreziosendo esponenzialmente la storia della “Specialità” e, di riflesso, del nostro “Esercito”, delle nostre “Forze Armate” e dell’Italia nostra “Patria”.

ANGELO TIBERI

NOTE AL TESTO

(1) L’Aviazione dell’Esercito (AVES o AV.ES.) nasce il 24 aprile 1951 come “componente aerea leggera di Forza Armata” con “finalità di ricognizione e osservazione aerea per il tiro d’artiglieria” acquisendo il 1° luglio 1957 la prima denominazione completa di Aviazione Leggera dell’Esercito (A.L.E.).

In data 12 giugno 1993, con l’entrata in servizio dell’ACTL Aereo di Collegamento e Trasporto Leggero Dornier Do-228 ed elevando il limite del peso al decollo a 6.500 Kg., l’Aviazione Leggera dell’Esercito, in deroga a quanto stabilito dal Decreto Ministeriale del 1956 (che fissava il peso massimo consentito per gli aerei dell’Esercito a 1.500 Kg.) perde l’attributo di “Leggera” e acquisisce il nome di Aviazione dell’Esercito (AVES) mantenendolo fino al 31 dicembre 1999.

Con l’attuazione dei provvedimenti stabiliti dal Decreto ministeriale della Difesa del 1° giugno 1999 in ambito Forza Armata, come scrivo anche nel testo, l’Aviazione dell’Esercito diviene “Specialità” dell’Arma di Cavalleria e dal 1° gennaio 2000 cambia denominazione in “Cavalleria dell’Aria” (c.A.).

Successive evoluzioni e ristrutturazioni ordinative della Forza Armata intervenute nei primissimi anni 2000, fanno sì che la “componente aerea dell’Esercito” si separi definitivamente dall’Arma di Cavalleria diventando di nuovo, a tutti gli effetti, Specialità “autonoma” e questo gli permette di riacquisire dal 3 novembre 2003 la corretta e giusta denominazione di “Aviazione dell’Esercito”, tutt’ora in vigore.

(2) La Caserma ubicata a Viterbo, in posizione attigua alla Basilica di San Francesco, mediante un “accordo” tra le allora Amministrazione comunale e Autorità Militare, nel 1905 è intitolata al Generale di Artiglieria Roberto Bazzichelli con una solenne cerimonia, durante la quale si inaugura pure un busto in bronzo dell’alto Ufficiale, tuttora presente all’ingresso dell’infrastruttura.

Si ricorda che il Generale Roberto Bazzichelli (Viterbo, 11 luglio 1839 – Roma, 27 febbraio 1896), essendo stato anche un uomo d’ingegno, durante la sua brillante carriera comprendente prestigiosi incarichi, ha fatto diverse sperimentazioni, come le applicazioni delle “polveri senza fumo” per le bocche da fuoco e le armi portatili e, nel grado di Maggiore, ha inventato le innovative spolette per i proietti d’artiglieria “a doppio effetto” e “a tempo graduabile”, quest’ultima tipologia, nell’ambito dei materiali d’armamento del Regio Esercito Italiano, prese il nome tecnico di “Spoletta Mod. 1876”.

Approfondimenti storici sulla Caserma “R. Bazzichelli”. – Questa infrastruttura militare – attualmente immobile della Difesa e, pertanto, di proprietà del Demanio dello Stato – già sede del Distretto Militare di Viterbo è un punto di congiunzione tra la Chiesa di San Francesco e il Convento rappresentando per secoli un importante complesso monastico, luogo spirituale di cultura e di fede.

Inoltre, merita dire che questo pregevole complesso storico-architettonico è inserito anche in un’opera fortificata, il Castello di Sonza derivante dal feudo longobardo del Ducato di Spoleto risalente all’VIII secolo, divenuto nel 1099 Castello di Sant’Angelo, per poi all’inizio del 1208 acquisire il nome di Castello degli Alemanni (inclusa la Chiesa di Sant’Angelo in Castello). Sul finire del 1208 la fortificazione è chiamata Castello di San Francesco che, scelta come dimora dei Papi, prende il nome di Castello dei Papi finché non viene costruito, nel periodo 1265-1268, il Palazzo dei Papi.

Negli anni successivi il Palazzo dei Papi è rinominato Palazzo di San Francesco e vi si stabilisce l’Università degli Studi francescana.

Con il riassetto degli ordini religiosi avvenuto nel 1873, il complesso monumentale francescano è incardinato nel demanio del Regno d’Italia utilizzandolo come sede del Distretto Militare di Viterbo.

Nella Seconda Guerra Mondiale, a seguito dei bombardamenti degli anglo-americani avutisi nel 1944 si ha quasi la completa distruzione della Chiesa di San Francesco con gravi danni riportati anche dal corpo di fabbrica occupato dal Distretto Militare.

Nel secondo dopoguerra, con la ricostruzione post-bellica si effettua un tentativo di riunificare tutto la struttura conventuale per riconsegnarla in proprietà ai Frati e di spostare il Distretto Militare altrove, ma per quest’ultimo non trovando idonee alternative in altre caserme cittadine si decide di lasciarlo collocato all’interno degli spazi originari del complesso architettonico.

Il Distretto Militare di Viterbo, quindi, rimane stanziato nella Caserma “Bazzichelli” fino alla sua soppressione per poi, infine, dal 1997 diventare esclusivamente la sede del Quartier Generale QG/HQ Headquarters dell’Aviazione dell’Esercito ovvero del COMAVES.

(3) ISPEAVES, come ente militare, subentra il 12 giugno 1993 per ridenominazione del già esistente Ispettorato Aviazione Leggera dell’Esercito – ISPEALE costituito presso Palazzo Esercito a Roma il 27 ottobre 1977 e derivante, a sua volta, dall’Ufficio dell’Ispettore dell’Aviazione Leggera dell’Esercito costituito in Palazzo Salviati a Roma il 25 gennaio 1959, trasferito successivamente nella Caserma romana “E. Bianchi” e ristrutturato organicamente nel 1962 con l’ampliamento delle attribuzioni dell’A.L.E.. Compiti che, ulteriormente, vengono potenziati alla metà degli anni ’70 del 1900, quando la dottrina d’impiego dell’A.L.E. stabilisce per gli elicotteri di poter disporre di armamento di bordo ed esercitare il “volo tattico” per assicurare alle unità terrestri sia sostegno e copertura con capacità di fuoco aereo sia una maggiore “aeromobilità”; per poi, nei successivi anni ’80 del secolo scorso considerare anche il “volo strumentale”.

L’Ente militare di Specialità, prima come ISPEALE, precisamente dal 12 novembre 1992 e poi come ISPEAVES dal 12 giugno 1993 ha alle dipendenze anche il Comando Materiali dell’AVES (già denominato Comando Materiali dell’ALE) che lascia il 20 aprile 1997 poiché transita a quelle del IV Reparto/ISPEL Ispettorato Logistico dell’Esercito Dipartimento dei Trasporti e Materiali (DITRAMAT) (dove le competenze per l’Aviazione dell’Esercito sono svolte dal Reparto Materiali); successivamente il Comando Materiali dell’AVES si ridenomina in Comando Sostegno AVES.

Approfondimenti. – Si ricorda che il 1° ottobre 1997 per unificazione dei preesistenti Ispettorati d’Arma – ISPEFAC Ispettorato delle Armi di Fanteria e Cavalleria, ISPEANBC Ispettorato dell’Arma di Artiglieria e per la Difesa NBC, ISPEG (o ISPEGENIO) Ispettorato dell’Arma del Genio, ISPET (o ISPETRASMISSIONI) Ispettorato dell’Arma delle Trasmissioni – si era costituito l’allora ISPEARMI Ispettorato delle Armi dell’Esercito (dopo soppresso) che, in parte, assorbì anche funzioni del preesistente ISPESCUOLE Ispettorato delle Scuole dell’Esercito (successivamente divenuto COMSCUOLE ESERCITO Comando delle Scuole dell’Esercito, poi riconfiguratosi in COMFORDOT Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito) mentre ISPEAVES (già ISPEALE), come scritto nel testo, ha dato “origine costitutiva” al COMAVES.

(4) Pur se tengo a ricordare in termini “storico-costitutivi” che la Specialità AVES, in origine A.L.E., si è formata principalmente sulla base di aliquote di personale proveniente oltre che dalle Armi di Artiglieria e di Fanteria ed, in parte, anche dall’Arma di Cavalleria; invece, per gli aspetti manutentivi degli aeromobili in dotazione, ha impiegato personale fornitogli dall’allora Servizio della Motorizzazione Militare (divenuto poi Corpo Automobilistico dell’Esercito e dal 1997 trasformatosi in Arma TRAMAT Trasporti e Materiali dell’Esercito).

Per quanto attiene il periodo di riferimento dal 1999 al 2003, in cui l’AVES, come Cavalleria dell’Aria confluisce nell’Arma di Cavalleria vedasi anche la nota 1.

(5) Ricostituito come Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTERSUP, COMFOTER SPT o COMFOTER SUPPT) a Verona il 1° ottobre 2016 per ristrutturazione ordinativa del COMFOTER ovvero, più precisamente, del preesistente COMSUPFOTER Comando dei Supporti delle Forze Operative Terrestri.

In termini informativi, attualmente, COMFOTERSUP ha alle dipendenze sei Comandi a “livello di Brigata”, sono: il Comando Artiglieria di Bracciano (Roma); il Comando Artiglieria Controaerei di Sabaudia (LT); il Comando Genio di Roma; il Comando Trasmissioni di Roma; il Comando Brigata Informazioni Tattiche di Anzio (Roma); il Comando dei Supporti Logistici di Roma.

(6) Vedasi a riferimento anche la nota 3 (prima degli Approfondimenti).

(7) A riguardo preciso che il CAALE riceve la Bandiera d’Istituto il 4 maggio 1958 poiché rappresenta la prima “Unità di volo”, trasformatasi appena dopo in “Ente formativo” dell’Aviazione dell’Esercito (ai tempi denominata Aviazione Leggera dell’Esercito) e, comunque, della stessa Specialità considerata a tutti gli effetti la “casa madre”.

Vedasi anche la nota 21.

(8) Costituito il 19 maggio 2019 a Viterbo, il RECOSUTAT del COMAVES nasce per impulso e volontà del Generale di Divisione Paolo Riccò, già Comandante dell’Aviazione dell’Esercito; questa Unità risulta essere anche la più recente istituita nell’ambito dell’Aviazione dell’Esercito.

Per maggiori approfondimenti vedasi Angelo Tiberi, Il Reparto Comando e Supporti Tattici del Comando Aviazione dell’Esercito pubblicato il 25 ottobre 2021 in Ares Osservatorio Difesa al link https://aresdifesa.it/il-reparto-comando-e-supporti-tattici-del-comando-aviazione-dellesercito/

Per quanto riguarda il distintivo del RECOSUTAT AVES, c’è da dire che il personale in forza utilizza sull’uniforme lo stesso distintivo del COMAVES.

Chiarimenti sull’abbreviazione del Reparto Comando e Supporti Tattici del Comando Aviazione dell’Esercito. – Per questo Reparto, essendo a supporto e dipendente dal Comando di vertice della Specialità AVES Aviazione dell’Esercito (riflettendone parte delle nobili tradizioni), è corretto utilizzare sia la forma abbreviata RECOSUTAT del COMAVES (RECOSUTAT COMAVES o RCST COMAVES) sia l’acronimo di RECOSUTAT AVES o RCST AVES (Tenente dei Granatieri Angelo Tiberi, considerazioni sulla “denominazione ordinamentale” effettuate già nel giugno 2019).

Vedasi anche la nota 29.

(9) Il 3° R.E.O.S. dipendente direttamente dal COMAVES, è cooperante con il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito (CMFOSE) e il Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS).

Per maggiori approfondimenti su questo Reparto di volo vedasi Angelo Tiberi, “ALDEBARAN” Il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali dell’Aviazione dell’Esercito pubblicato l’11 ottobre 2021 in Ares Osservatorio Difesa al link https://aresdifesa.it/24846-2/

(10) Per completezza documentale riferisco che la cerimonia con la quale si è avuto il passaggio di dipendenza della Brigata Aeromobile “Friuli” dal Comando divisionale “Vittorio Veneto” al COMAVES, si è svolta, nella stessa data (già citata nel testo) e nella stessa Caserma “Mameli” di Bologna, congiuntamente a quella del cambio del Comandante della Brigata “Friuli” tra il Generale di Brigata Stefano Lagorio (cedente) e il Generale di Brigata Massimiliano Belladonna (subentrante).

(11) A riscontro di tale impegno, ricordo che nel mese di ottobre 2021, presso il Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito – sulla base di accordi rientranti in un progetto di cooperazione più ampio tra lo Stato Maggiore dell’Esercito e il Comando Generale della Guardia di Finanza – si è svolto il 1° Corso “Formatori Militari di Materie Tecnico Aeronautiche” per il “personale tecnico” della Guardia di Finanza; al termine del periodo formativo previsto (della durata di un mese), dal Comando Aviazione dell’Esercito è stato rilasciato ai militari frequentatori delle “fiamme gialle” il relativo “attestato di partecipazione”.

(12) Nella dottrina d’impego l’“ATF Air Task Force” o l’“ATG Air Task Group” ha una calibratura per poter esercitare il “comando operativo” su Unità di volo dipendenti similari, configurate come Air Task Unit (ATU) o come, unità “elementare” di livello equivalente a quello di uno “squadrone”. Per una ATF o ATG la loro missione cardine di supporto in favore di un Comando Tattico è espressa nel fornire le diversificate attività aeree dedicate, quali “osservazione”, “supporto di fuoco”, “trasporto tattico e logistico”, “operazioni speciali d’infiltrazione ed esfiltrazione”, “assistenza sanitaria”, attraverso le quali si permette di dare la totalità del sostegno necessario alla capacità di manovra alle Forze operative impiegate sul terreno.

(13) Lo Squadrone Elicotteri “ITALAIR” viene costituito in Libano a Naqoura nel 1979 con aliquote di personale e elicotteri dell’Aviazione dell’Esercito ed è incardinato nell’ambito del Contingente ONU UNIFIL United Nations Interim Force in Lebanon.

(14) Predisponendo dispositivi aerei, con qualificati equipaggi di alta prontezza operativa, per condurre azioni dedicate, quali interventi: di elisoccorso (recupero ed evacuazione della popolazione, trasporto sanitario e materiali logistici); di lanci aerei-strategici negli incendi boschivi sia “di acqua” (per lo spegnimento delle fiamme vive) sia “di liquido ritardante” (per prevenire o rallentare i processi di combustione); di monitoraggio “osservazione e ricognizione aerea” dei territori interessati da particolari emergenze naturali.

(15) L’Ufficio STES del COMAVES è nato per riconfigurazione del già esistente Ufficio “Dottrina Esperienze e Studi” (DES) che ha integrato pure la branca “Standardizzazione” del precedente Ufficio “Validazione Operativa e Standardizzazione” (VOS).

Puntualizzo che nell’organizzazione interna dei Comandi, a volte, capita che fra Uffici con l’acquisizione o il cedere di alcune loro “branche funzionali” o “settorialità” si verifica nel contestuale riassetto e adeguamento, sia per l’Ufficio “cedente” e sia per l’“Ufficio risultante” oltre alla rimodulazione delle competenze anche il cambio “parziale o totale” delle rispettive denominazioni (diverse, ovviamente, da quelle che avevano assunto in precedenza o acquisito in origine).

(16) La Brigata AVES è stata costituita il 1° marzo 2006 per trasformazione del Raggruppamento Aviazione dell’Esercito nato il 1° dicembre 2003 in derivazione del preesistente Raggruppamento Cavalleria dell’Aria, costituito a sua volta nel luglio 2001 e inquadrato alle dipendenze dell’allora Comando Cavalleria dell’Aria.

La Grande Unità “aerea dell’Esercito”, nonostante sia inquadrata nel COMAVES, dal 1° ottobre 2016 è anche sotto la responsabilità operativa del Comando delle Forze Operative Terrestri – Comando Operativo Esercito (COMFOTER-COE) di Roma e, in pari data, perde dal suo organico il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali “Aldebaran” che passa sotto la dipendenza diretta del COMAVES.

(17) Vedasi la nota 9.

(18) La Brigata “Friuli”, già costituita come “motorizzata”, il 1° giugno 1991 riconfigurandosi con la Brigata Meccanizzata “Trieste” (sciolta il 1° giugno 1991) si trasforma in “meccanizzata” (trasferendo il Comando Brigata da Firenze a Bologna), per poi dal 1° maggio 2000 assumere la fisionomia “aeromobile”.

Preciso che i due Reggimenti AVES della Brigata Aeromobile “Friuli”, il 5° “Rigel” di Casarsa della Delizia (PN) e il 7° “Vega” di Rimini pur se organicamente dipendenti da essa a livello “operativo”, “disciplinare” e “amministrativo”, in ogni caso, mantengono la ferma appartenenza alla Specialità dell’Aviazione dell’Esercito e al pari delle altre Unità di Volo della Forza Armata, rispondono anch’essi alle istruzioni procedurali e dottrinali di “impiego” impartite sempre dal COMAVES.

Vedasi anche la nota 10.

(19) Vedasi la nota 13.

(20) La Brigata Sostegno AVES nasce in data 31 luglio 2019 per trasformazione del Comando Sostegno AVES, derivante dal Comando dei Materiali dell’AVES nato nel 1993 (nell’anno 2011 si trasferisce a Viterbo e passa alle dipendenze del COMAVES), già denominato Comando Materiali dell’ALE, che si era formato sulla base del preesistente Ufficio Materiali dell’ALE costituito nel 1969 per riorganizzazione dell’Ufficio Aviazione Leggera istituito nel 1967 presso l’Ufficio Materiali della Motorizzazione Militare (all’epoca posto sotto l’Autorità del Capo del Servizio della Motorizzazione Militare) e che, a sua volta, traeva origine dalla Sezione ALE costituita nell’anno 1953 presso l’Ispettorato Generale della Motorizzazione Militare.

(21) Il Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito si costituisce a Bracciano (Roma) il 24 aprile 1951, presso la Scuola di Artiglieria, come Nucleo Aviazione Leggera (Nu.AL), alle dirette dipendenze del Comando della predetta Scuola; rappresentando, sotto l’aspetto ordinamentale una “bivalenza”, sia il primo “Nucleo operativo” costitutivo della “componente aerea dell’Esercito Italiano” sia la base istitutiva di quello che sarebbe diventato l’“ente formativo” della stessa componente.

Il 1° dicembre 1951 tale Nucleo è elevato a livello di “Reparto aereo d’Artiglieria”, prendendo la denominazione di Reparto Aviazione Leggera d’Artiglieria (RALA) e trasformandosi il 12 luglio 1953, in ente di formazione, diventa Centro Addestramento Osservazione Aerea per l’Artiglieria (CAOAA) che il 1° giugno 1957 cambia in Centro Addestramento Aviazione Leggera dell’Esercito (CAALE), passando dal 1° luglio 1957 alle dipendenze dell’Ispettorato dell’Arma di Artiglieria (ISPEA o ISPEART divenuto nel 1976 ISPEANBC Ispettorato dell’Arma di Artiglieria e per la Difesa NBC).

In data 25 gennaio 1958, il CAALE, si trasferisce da Bracciano a Viterbo stanziandosi nella Caserma “Ten. a. cpl. M.O.V.M. Dante Chelotti” e il 31 dicembre 1959 dall’ISPEA transita alle dipendenze di ISPEALE Ispettorato dell’Aviazione Leggera dell’Esercito.

Il 1° agosto 1976 acquisisce la denominazione di Centro Aviazione Leggera dell’Esercito (CALE) che il 12 giugno 1993 modifica in Centro Aviazione Esercito (CAE) e, con l’entrata a far parte della Specialità “aerea” di Forza Armata nell’Arma di Cavalleria (Decreto Ministero Difesa 1° giugno 1999), dal 1° febbraio 2000 adegua la denominazione in Centro Cavalleria dell’Aria (Ce.c.A.).

Il 30 luglio 2002, in riferimento ai cambiamenti ordinamentali dell’Esercito, il Ce.c.A. assume la denominazione di Raggruppamento Addestrativo Cavalleria dell’Aria (Rgpt. Add.vo c.A. o RAcA), per poi, con l’uscita della Specialità AVES dall’Arma di Cavalleria e il ripristino istitutivo dell’Aviazione dell’Esercito in forma “autonoma”, aggiornarla il 1° dicembre 2003 in Raggruppamento Addestrativo Aviazione dell’Esercito (Rgpt. Add.vo AVES o RAAE).

Dopo le molte vicende organiche, infine, l’ente formativo, il 1° gennaio 2004 assume la denominazione di Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito (CAAE).

Considerando le varie vicende organiche del CAAE ed essendo uno degli Enti militari che, più volte e più di altri, ha cambiato denominazione, per facilitare la tracciabilità nella ricerca denominativa, ritengo utile riportare, in un ordine “diacronico-temporale”, sottoforma di riepilogo, tutte le denominazioni assunte nei vari anni: 2004, Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito (CAAE); 2003, Raggruppamento Addestrativo Aviazione dell’Esercito (Rgpt. Add.vo AVES o RAAE); 2002, Raggruppamento Addestrativo Cavalleria dell’Aria (Rgpt. Add.vo c.A. o RAcA); 2000, Centro Cavalleria dell’Aria (Ce.c.A.); 1993, Centro Aviazione dell’Esercito (CAE); 1976, Centro Aviazione Leggera dell’Esercito (CALE); 1957, Centro Addestramento Aviazione Leggera dell’Esercito (CAALE); 1953, Centro Addestramento Osservazione Aerea per l’Artiglieria (CAOAA); 1951, Nucleo Aviazione Leggera (Nu.A.L. o NAL) e poi Reparto Aviazione Leggera d’Artiglieria (RALA).

Vedasi anche la nota 7.

(22) Consistente in una preziosa ed esclusiva incubatrice culturale, custodisce i cimeli e la memoria storica della Specialità ed è punto di proiezione evolutiva per dare avvio alla costituzione del Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito.

(23) Vedasi la nota 8.

(24) Unità integrata nel SOttosistema di Avvistamento Tattico Comando e Controllo posto anche in integrazione e cooperazione con l’allora Raggruppamento RISTA-EW.

Il Gruppo SOATCC è soppresso sull’Aeroporto di Padova nell’anno 2006.

(25) Trattasi di particolari ceramiche “piatti, piattini, bicchieri, tazze, vassoi, ecc.” che riportano denominazioni, numeri ordinativi, stemmi e simbologie appartenenti ai reparti militari e, nel settore collezionistico, rientrano nelle c.d. “ceramiche patriottiche e militari”.

Puntualizzo, in approfondimento, che le “ceramiche militari”, specialmente e maggiormente quelle dell’Arma di Cavalleria al pari delle “ceramiche patriottiche” presentano anche scene militari dipinte, come vere e proprie opere d’arte.

(26) Le livree “celebrative” sono delle caratterizzazioni espressive dette anche “special color” che vengono realizzate, sulla base della scelta di disegni/bozzetti appositamente studiati e creati, in occasione di particolari eventi celebrativi/commemorativi come festività/ricorrenze/avvenimenti, raggiungimento di un particolare numero di ore di volo, attività di sperimentazione, introducendo nel settore militare anche una “forma d’arte molto apprezzata e fortemente comunicativa”.

(27) Per rendere meglio l’idea di ciò, prendo a riferimento di esempio la verniciatura cromatica chiazzata “bicolore” del dismesso “Agusta A109” nelle versioni “A” e “TOW”: era prevista in due tipologie, “verde scuro” secondo lo STANAG 3088 e “terra scuro” secondo lo STANAG 3087, in entrambe i casi poi, le parti inferiori presentavano una finitura con una tonalità argentata metallizzata (tendente al silver opaco); oppure ancora per l’A109 T la verniciatura utilizzata per la versione “EOA-1” era “olive drab” con specifica tecnica MIL-C-46168D rispondeva allo STANAG 2338 mentre per l’“EOA-2” passando dall’iniziale STANAG 2338 al Federal Standard 34031 (“dark green” consistente nella tonalità “verde NATO IR”), invece, su tutte e due le versioni, per quanto concerneva i contrassegni ovvero l’apposizione delle scritte si era optato di riportarle in nero, anziché in bianco e di ridurre le dimensioni (nel diametro) della coccarda tricolore.

Approfondimenti. – STANAG è una sigla NATO, significa STANdardization AGreement (“accordo di standardizzazione”) ed è una convenzione che va a determinare e regolamentare normative, processi, procedure e condizioni condivise in ambito militare tra i Paesi facenti parte dell’Alleanza.

Gli STANAG sono definiti dalla NATO Standardization Agency con sede a Bruxelles e le relative pubblicazioni sono redatte in inglese e in francese, poiché considerate le due lingue ufficiali della NATO, anche se da qualche anno ci si sta orientando verso l’utilizzo della sola lingua inglese.

(28) Preciso di nuovo, come già ho riportato nella struttura attuale del COMAVES (alla fine del paragrafo 2 in corrispondenza del Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito), invece, che l’esistente Sala Museale AVES attualmente è incardinata nel CAAE Centro Addestrativo Aviazione dell’Esercito.

(29) Per la necessità (che si potrebbe prospettare) di fornire personale al possibile MUSAE Museo Storico dell’Aviazione dell’Esercito, potrebbe essere anche un valido motivo per potenziare ancora di più il RECOSUTAT del COMAVES, sottolineo Unità fondamentale, andando ad aumentare la sua forza organica di circa altre 20 unità rispetto alla consistenza numerica di quella che ha attualmente.

Vedasi anche la nota 8.

Progetto grafico delle immagini di copertina e di testo ideato e realizzato dall’autore Tenente dei Granatieri (in cong.) Angelo TIBERI

Le didascalie, riportate a corredo, sotto le immagini di testo sono state redatte sempre dall’autore Tenente dei Granatieri (in cong.) Angelo TIBERI

LINKOGRAFIA TEMATICA degli altri lavori documentali e articoli dello stesso Autore riguardanti l’Aviazione dell’Esercito, già pubblicati in Ares Osservatorio Difesa:

“ALDEBARAN” Il 3° Reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali dell’Aviazione dell’Esercito di Angelo Tiberi pubblicato l’11 ottobre 2021, link https://aresdifesa.it/24846-2/

Agusta A109 dell’Aviazione dell’Esercito termina il servizio dopo 45 anni di operatività di Angelo Tiberi pubblicato il 19 ottobre 2021, link https://aresdifesa.it/agusta-a109-dellaviazione-dellesercito-termina-il-servizio-dopo-45-anni-di-operativita/

Il Reparto Comando e Supporti Tattici del Comando Aviazione dell’Esercito di Angelo Tiberi pubblicato il 25 ottobre 2021, link https://aresdifesa.it/il-reparto-comando-e-supporti-tattici-del-comando-aviazione-dellesercito/

AW169 dell’Esercito Italiano di Angelo Tiberi pubblicato il 3 novembre 2021, link https://aresdifesa.it/aw169-ma-per-lesercito-italiano/

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Angelo Tiberi è nato in Italia a L’Aquila nel 1971.Ufficiale del Corpo dei Granatieri (in cong.), proviene dal 149° Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola di Fanteria e Cavalleria di Cesano (Roma), dove ha frequentato anche il Corso di Pilotaggio per Comandanti di Reparti organicamente dotati di Mezzi Corazzati e la Sessione Addestrativa Sperimentale integrata di Ardimento e Impiego Operativo in aree urbanizzate.E’ stato Comandante di Unità Meccanizzata nel 2° Reggimento Granatieri della Brigata “Granatieri di Sardegna” ed ha svolto attività operativa sul territorio nazionale (fra cui l’Operazione “Vespri Siciliani”), esercitazioni NATO, servizi di sicurezza e d’Onore alle Istituzioni di vertice della Repubblica Italiana “Quirinale, Senato, Camera dei Deputati” e Altare della Patria.Ha collaborato con Comandi ed Enti militari e ha avuto incarichi nella Pubblica Amministrazione per la Tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali; presso l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, nell’ambito di Sezione, è stato Consigliere e Responsabile del Settore “Affari della Presidenza, Organizzazione, Cerimoniale e Pubblica Informazione”; attualmente è dipendente di una Società per i Servizi di Supporto Informativi Previdenziali e Assistenziali.E’ Cultore di Ordinamento dell’Esercito Italiano e delle Politiche di Difesa e Sicurezza.E’ autore di vari studi dottrinali, ricerche e articoli istituzionali e molteplici sono le sue collaborazioni con riviste e portali sia di “legislazione, dottrina, giurisprudenza, enti pubblici, procedimento amministrativo” sia riguardanti “geopolitica, Difesa, Forze Terrestri, aerospazio, industria di settore, cultura organizzativa e storia militare”.E’ autore presso ARES Osservatorio Difesa.

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