Il Congresso degli Stati Uniti ha provveduto a raddoppiare i fondi che l’US Army aveva richiesto per il Fiscal Year 2025 per la produzione dei missili antiaerei Stinger e Patriot.

L’US Army nel 2024 aveva presentato una richiesta di stanziamento per 250 milioni di dollari; il Congressso, ai sensi del National Defense Appropriations Act (NDAA) non solo ha accolto la richiesta ma la ha anche raddoppiata, concedendo fondi per 505 milioni di dollari.
Infatti, il Congresso ha ritenuto fondamentali le capacità di mantenere elevati i livelli di produzione dei missili antiaerei in questione, vista l’attuale situazione con la guerra in corso tra Ucraina e Russia e la crisi mediorientale, nonché la necessità di armare Taiwan di fronte alla minacciata invasione da parte cinese.
Ampliamento della produzione dei missili Patriot
Per il sistema Patriot il finanziamento raddoppiato permetterà con buona approssimazione di anticipare l’espansione della produzione prevista per il 2027; infatti, Lockheed Martin che produce lo MSE PAC-3 prevedeva di portare per quel anno i missili prodotti da 500 a 650 esemplari.
Da parte sua RTX (Raytheon) aveva programmato di raddoppiare la linea di produzione americana di Patriot, potenziare COMLOG in Germania, avviare la produzione di componenti in Polonia ed aumentare i missili co-prodotti con Mistubishi in Giappone, stante la forte richiesta dei sistemi missilistici Patriot negli Stati Uniti, in Europa e non solo.
Sostituzione delle componenti obsolete e ripartenza della produzione su larga scala dello Stinger
Più complessa la situazione per il FIM-92 Stinger che, prima degli eventi in Ucraina, sembrava destinato ad essere sostituito a breve con un nuovo sistema.
Le esigenze e l’impiego bellico hanno messo in luce la necessità di questi sistemi MANPAD a ricerca di calore che hanno permesso agli Ucraini di contrastare efficacemente droni, loitering munitions, elicotteri, caccia bombardieri e missili da crociera russi.

L’Ucraina ha ricevuto dagli Stati Uniti e dai Paesi alleati della NATO forti quantitativi di questi missili, creando il problema della non facile ed immediata sostituzione, poiché il tasso di produzione alla fine del 2021, prima dello scoppio delle ostilità, era sceso a livelli minimi.
Infatti, la produzione dello Stinger era ostacolato, oltre che dalla mancanza di ordini consistenti, soprattutto dalla obsolescenza di determinate componenti e dal fatto che alcuni elementi non erano più disponibili.
Peraltro, grazie al ricorso alla Lightweight Command Launch Unit (LWCLU) del missile anticarro FGM-148 Javelin, altro sistema d’arma largamente impiegato con ottimi risultati sui fronti ucraini-russi, è stato possibile riprendere la produzione su larga scala dello Stinger, sia per ricreare le scorte del US Army e del USMC, sia per far fronte alle esigenze dei Paesi Alleati (tra cui anche l’Italia), nonché dei clienti FMS di questo sistema d’arma.
Il ricorso alla LWCLU permette infatti di ottenere importanti economie di scala considerato che il missile Javelin è in piena produzione, nonché benefici logistici per comunanza del sistema.
A questo punto, con le componenti obsolete sostituite e la produzione su larga scala ripresa, per il sostituto dello Stinger i tempi potrebbero essere allungati, considerato che non c’è più la stretta necessità di accelerare il programma di sviluppo, permettendo al US DoD di gestire il programma con meno affanno.
Foto credit @US Army


