Il consorzio europeo Eurofighter, nonostante si appresti a compiere quarant’anni dall’avvenuta costituzione della holding Eurofighter GmbH e le traversie vissute nel corso dei primi vent’anni di attività, è più vivo che mai e punta ad ottenere nuove commesse, sia dai Paesi già utenti del velivolo che acquisendo nuovi importanti mercati.

Attualmente, sono in linea 581 caccia bombardieri Eurofighter in 9 Paesi; le quattro nazioni che hanno dato vita al consorzio, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna, l’Austria, l’Arabia Saudita, il Kuwait, l’Oman ed il Qatar.
Gli esemplari oggi in produzione
In produzione il consorzio Eurofighter, che raggruppa Airbus Defence and Space con gli stabilimenti in Germania e Spagna, BAE Systems nel Regno Unito e Leonardo in Italia, ad oggi ha 67 esemplari, di cui 38 per la Germania (programma Quadriga), 20 per la Spagna (programma Halcon 1), 7 per il Kuwait e 2 per il Qatar.

Gli esemplari per il Kuwait ed il Qatar appartengono alla Tranche 3+ perché sono fondamentalmente dei 3A dotati di radar E-SCAN ECRS Mk 0, la variante a scansione elettronica del Captor sviluppata da Leonardo in collaborazione con BAE Systems e con l’Aeronautica Militare che ha curato le prove, e del sistema da protezione elettronica Praetorian Defensive Aids Sub Systems (DASS) aggiornato.
I velivoli per la Luftwaffe e per l’Ejército del Aire y de l’Espacio saranno, invece, Tranche 4 dotati di radar ECRS Mk 1 sviluppato da Hensoldt ed Indra, oltre nuovi sistemi, e sono destinati a sostituire i Tranche 1 tedeschi e parte degli EF-18 Hornet spagnoli.
I nuovi ordini incamerati nel 2024-2025
Nel corso di quest’ultimo bienno il consorzio Eurofighter ha mostrato ottima vitalità ottenendo ordini per 89 nuovi esemplari, di cui 25 dalla Spagna, 24 dall’Italia, 20 dalla Germania e 20 dalla Turchia, nuovo cliente del caccia bombardiere.

Per la Germania i nuovi velivoli apparterranno alla Tranche 5; è altamente probabile che anche i velivoli spagnoli saranno dello stesso tipo perché fondamentalmente simili allestiti da Airbus in terra tedesca ed iberica.
Discorso diverso per l’Italia; si parla infatti di velivoli Tranche 4 dotati di ECRS Mk 0 di Leonardo con possibile adozione in un secondo tempo del ECRS Mk 2 ora in fase di sviluppo da parte di Leonardo UK; i nuovi esemplari saranno destinati a sostituire i Tranche 1 giunti a fine vita operativa e con capacità limitate in servizio con l’Aeronautica Militare.
La Turchia tra velivoli di nuova produzione e di seconda mano
Per la Turchia, invece, i tempi sono più lunghi, e gli esemplari che saranno allestiti dalla linea produttiva di BAE Systems usciranno dotati del radar ECRS Mk 2 sin dal primo momento.

La stessa Turchia mira ad ottenere dal Qatar dodici Eurofighter praticamente appena fabbricati da BAE Systems, con poche ore di volo sulle ali, per iniziare ad operare con tale velivolo in attesa di ricevere gli aerei di nuova produzione dal Regno Unito.
Inoltre, Ankara ha avviato una trattativa simile con l’Oman che, peraltro, disponde, di Eurofighter dotati di radar Captor-M a scansione meccanica e non elettronica.
Nuovi possibili 134 velivoli
Ma, come anticipato, il consorzio Eurofighter punta ad ottenere nuove commesse stimando la possibilità di incamerare ordini per altri 134 esemplari.
Di questi, 12 sarebbero quelli acquistati dal Qatar in sostituzione degli esemplari in via di trasferimento alla Turchia e 54 per l’Arabia Saudita interessata a rinnovare la sua linea di Eurofighter ampiamente impiegata in combattimento sullo Yemen.
I rimanenti nuovi velivoli sarebbero ordinati, invece, da Austria e dalla Polonia.
L’Austria punta a raddoppiare la linea Eurofighter
Le novità sostanziali sarebbero rappresentate da ben 36 esemplari che interesserebbero l’Austria che, attualmente, dispone di 15 Eurofighter Tranche 1 Block 5 con limitazioni di capacità di armamento, recentemente integrati da una coppia di Eurofighter biposto appartenenti alla Tranche 1 ceduti dalla Luftwaffe tedesca alla Luftstreitkräfte austriaca, e dai 32 esemplari che il consorzio mira a vendere alla Polonia che diverrebbe così un nuovo Paese utente del caccia europeo.

Per l’Austria il possibile ordine di 36 Eurofighter di nuova produzione rappresenterebbe un vero e proprio salto di qualità, raddoppiando di fatto la linea, dotandola di velivoli allo stato dell’arte senza limitazioni di armamento, con Iris-T e Meteor BVR, che si andrebbero ad aggiungere ai 12 M-346FA, la variante da combattimento “leggero” e da addestramento avanzato del velivolo italiano, appena ordinati a Leonardo.
Pertanto, se andasse in porto quest’ordine che, comunque, richiede un aumento dei piloti, del personale tecnico, l’adeguamento infrastrutturale delle basi aeree e la costituzione di adeguate scorte di armamento, le polemiche con Airbus che contraddistinsero l’acquisto dei primi Eurofighter sarebbero totalmente e definitivamente archiviate; la guerra scatenata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina e la nuova postura adottata dagli Stati Uniti con l’Europa ha comportato per Vienna un totale cambio di passo nella sua politica militare, aumentando le spese per la Difesa per ammodernare e potenziare le Forze Armate alle prese con uno scenario imprevisto di un possibile conflitto europeo su vasta scala ed un imprevedibile disimpegno statunitense dall’Europa e con nuovi rapporti di Washington con la NATO di cui, peraltro, l’Austria non è membro ma è partner.
La Polonia come nuovo possibile utente
L’altra commessa reputata possibile dal consorzio concerne la Polonia che ha un requisito per 32 caccia da superiorità aerea; il velivolo europeo si scontra principalmente con l’F-15EX che Boeing supporta in modo pesante per ottenere l’agognato ordine.

Peraltro, c’è da notare che la Polonia che ha avviato in questi anni un gigantesco piano di riarmo che vede interessate tutte e tre le Forze Armate, ha richiesto oltre 40 miliardi di euro di prestiti al SAFE ed è il Paese con la maggior quota domandata tra i 19 Paesi dell’Unione Europea più il Canada che hanno deciso di aderire a questa forma di finanziamento agevolato per l’acquisto di determinati sistemi d’arma ed equipaggiamenti tra cui quelli per la difesa aerea; tali acquisti saranno resi possibili con il contributo della Commissione per stimolare l’industria europea del settore militare.
L’enorme somma richiesta dalla Polonia che, comunque, dovrà essere vagliata dalla Commissione e autorizzata dal Consiglio d’Europa (procedura che vale per tutti i Paesi che hanno aderito al SAFE) potrebbe favorire il consorzio Eurofighter che per la Polonia è rappresentato da Leonardo fortemente ivi presente con elicotteri, velivoli d’addestramento ed equipaggiamenti terrestri, con propri impianti di produzione che assicurano anche la manutenzione ed il supporto.
Non è un mistero che il consorzio abbia offerto alla Polonia larga partecipazione industriale alla commessa ed un ingresso nel programma come fornitore di componenti. Per Varsavia uno dei requisiti prioritari è l’ampliamento della sua base industriale, ottenere importanti carichi di lavoro, aumentare e sostenere la forza lavoro e favorire lo sviluppo tecnologico del settore industriale legato alla Difesa.
Altre opportunità per il consorzio Eurofighter
Non si può dimenticare che Airbus nell’ambito del consorzio Eurofighter ha in fase di sviluppo la versione da guerra elettronica e soppressione delle difese aeree nemiche dell’Eurofighter, l’Eurofighter EK al momento adottato dalla Luftwaffe in 15 esemplari per la sostituzione di parte degli attuali Tornado ECR DE in servizio.

Peraltro, non sono da escludere nuove commesse da parte della Germania e della Spagna per ulteriori Eurofighter Tranche 5 per sostituire, rispettivamente, gli ultimi Tornado IDS e EF-18 Hornet ancora in servizio ed è aperto il discorso con la Turchia che sembra interessata ad ampliare il numero di velivoli a sua disposizione.
In conclusione, per un velivolo che sconta scelte industriali non proprio lineari (quattro linee di produzione, sviluppo di tre versioni dello stesso radar E-SCAN) i risultati ottenuti e quelli in divenire sono ottimi, considerato che trattasi di un velivolo da combattimento ad alte prestazioni che può essere acquistato e mantenuto solo da Paesi che hanno disponibilità economica ed Aeronautiche di alto profilo.


