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Il controverso attacco al Beriev A-50 della Aeronautica Russa in Bielorussia

La base aerea bielorussa di Machulishchy, sita a soli 12 km da Minsk, è stata fatta oggetto di un attacco a sorpresa condotto con droni.

La detta base ospita velivoli dell’Aeronautica Russa impegnati nelle operazioni militari in Ucraina, tra cui caccia MiG-31K modificati per l’impiego di missili ipersonici Kh-47M2 Kinzhal e velivoli da allarme aereo precoce e guida caccia Beriev A-50.

Una squadra di sabotatori si sarebbe nascosta nelle vicinanze ed avrebbe lanciato sei droni carichi di esplosivo, colpendo proprio un Beriev A-50 parcheggiato sulla pista.

Il Beriev A-50, nome in codice NATO Mainstay, è l’equivalente russo dell’americano Boeing E-3 Sentry: un aereo AWACS in servizio dal 1984 prima con l’Aeronautica Sovietica e, successivamente, con quella Russa. Trattasi di un raro velivolo da sorveglianza elettronica, di cui la Russia ne avrebbe a disposizione appena sei o sette esemplari in fase di ammodernamento; a detta della resistenza partigiana bielorussa, il Beriev A-50 in questione sarebbe stato pesantemente danneggiato nella parte anteriore e centrale, con interessamento dell’avionica e dell’antenna radar, rendendolo di fatto inutilizzabile.

L’attacco è stato rivendicato dal gruppo partigiano BYPOL (sigla che sta per Unione delle Forze di Sicurezza), che da un anno si oppone al regime di Lukashenko. Il capo del gruppo, Aleksandr Azarov sostiene che «l’aereo non potrà più volare e che i sabotatori sono già al sicuro, fuori dal Paese».

Mosca ha negato che il velivolo abbia riportato danni seri e vi è la foto satellitare di Maxar da cui non si evince la presenza di danni visibili al velivolo se non una parte anteriore forse annerita del radome; sicuramente, confrontandola con un foto satellitare scattata qualche giorno prima il detto velivolo risulta essere stato spostato.

Peraltro, circola in rete un video da cui il drone attaccante riprende il detto velivolo e gli sgancia sopra due cariche la cui esplosione investe il velivolo nel settore frontale e laterale-centrale; anche qui c’è necessità di valutarne l’autenticità.

Bisognerà pertanto verificare se il detto velivolo sarà effettivamente impiegato nei prossimi giorni dall’Aviazione Russa o se non prenderà parte alle operazioni, perché evidentemente impossibilitato a causa del citato attacco.

Fin dall’inizio della guerra in Ucraina i partigiani bielorussi hanno appoggiato e sostenuto gli Ucraini sabotando le linee ferroviarie sfruttate da Mosca per spostare le truppe impegnate nel conflitto. Con tali sabotaggi l’opposizione bielorussa attacca anche il regime di Lukashenko che è il più stretto alleato di Putin. La recente azione contro l’aeroporto di Machulishchy segna peraltro un salto di qualità nelle azioni di opposizione al regime ed imbarazza non poco il leader bielorusso.

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