Il “Fondone” tedesco da 102 miliardi di Euro

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An F-35A Lightning II taxis during a combat exercise at Hill Air Force Base, Utah, May 1, 2019. The active duty 388th Fighter Wing and Reserve 419th FW, along with F-16 Fighting Falcon units from Holloman AFB, N.M. and Kunsan Air Base, South Korea, conducted an integrated combat exercise where maintainers were tasked to continually provide ready aircraft and pilots to take off in waves to simulate a large force engagement with enemy aircraft. (U.S. Air Force photo by R. Nial Bradshaw)

Sulla stampa tedesca, in particolare su Der Spiegel, iniziano ad apparire le prime indiscrezioni sul contenuto del gigantesco fondo addizionale che il Governo Tedesco vuole creare per ammodernare e potenziare le Forze Armate, alla luce della gravissima crisi internazionale causata dalla guerra in Ucraina.

(U.S. Air Force photo by R. Nial Bradshaw)

Si tratterebbe di un fondo speciale pluriennale che, a differenza del bilancio ordinario, stanzierebbe risorse bloccate per finanziare i vari programmi; il bilancio ordinario tedesco, invece, prevede che, se alla fine dell’anno fiscale le risorse previste dal Governo ed autorizzate dal Bundestag non siano state spese tornano in carico all’Erario; questo in Germania finora è avvenuto spesso, bloccando o ritardando più volte i programmi in atto, mettendo in crisi anche i programmi bilaterali e multinazionali che abbisognano di fondi stabili e certi nel tempo.

Passando ai contenuti di questo “fondone”, una grossa tranche pari a 34 miliardi di euro, un terzo del totale previsto, sarebbe assegnato a programmi multinazionali tra i quali, il progetto europeo TWISTER dedicato alla difesa antimissile anche contro missili supersonici e lo sviluppo di una Combat Cloud cybernetica e lo sviluppo di capacità strategiche di trasporto aereo. Sempre in questo terzo di fondo ci sarebbero le risorse assegnate al FCAS/SCAF franco-spagnolo-tedesco che, peraltro, non pare godere di “buona salute”, al nuovo carro armato sempre principalmente franco-tedesco MGCS, l’Eurodrone ed un nuovo sistema di difesa aerea in partnership con la Francia; rientrerebbero anche un nuovo sistema di artiglieria e munizioni da sviluppare in collaborazione con la Gran Bretagna, lo sviluppo di nuove fregate ed unità portaelicotteri in partnership con i Paesi Bassi ed il programma U212 CD portato avanti con la Norvegia.

I restanti due terzi del “fondone” pari a 68 miliardi di euro sarebbero destinati in massima parte ad esigenze nazionali con in cima alla lista il programma di sostituzione dei Tornado con una somma prevista di 15 miliardi di euro; qui la soluzione che sta emergendo sarebbe acquistare i caccia bombardieri Lockheed Martin F-35A e una versione avanzata del Eurofighter che sarebbe allestita da Airbus.

Altro programma che sarebbe finanziato con 5 miliardi di euro è quello relativo la sostituzione degli attuali elicotteri da trasporto pesante CH-53G ormai obsoleti, con costi elevati di mantenimento; la “battaglia” per la successione riguarda CH-53K e CH-47F Block II.

Ben 20 miliardi di euro sarebbero stanziati per rinnovare le dotazioni di munizionamento dell’Esercito, Aeronautica e Marina, i cui livelli di disponibilità sono pericolosamente scesi a livelli minimi.

Con 3 miliardi di euro si intende finanziare la Digitalizzazione delle operazioni terrestri (D-LBO) rinnovando tutto il settore delle comunicazioni. Sembrerà strano ma pare che buona parte dei reparti terrestri tedeschi operi con sistemi radio analogici con la sola eccezione dei reparti speciali che hanno a disposizione sistemi digitali e cifrati.

Due miliardi di euro saranno destinati alla Marina Tedesca per la costruzione delle nuove corvette multiruolo.

Infine, 600 milioni di euro sarebbero impegnati per l’ammodernamento del sistema di difesa aerea MIM-104 Patriot.

Ovviamente, ci sarebbero altri programmi che riceverebbero il finanziamento con 22 miliardi di euro stanziati.

Bisognerà vedere se la coalizione parlamentare che supporta il Governo sarà compatta nel sostenerlo in questa importantissima iniziativa che porterebbe nuova linfa alla Difesa tedesca, afflitta da troppo tempo da problemi irrisolti.

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