Secondo quanto affermato su un post nel canale Telegram dalla Rostec State Corporation, i carri armati attualmente prodotti in Russia sono intesi come modelli di transizione, in attesa dello sviluppo di veicoli da combattimento di nuova generazione che saranno completamente integrati in un unico sistema in cui saranno presenti altri tipi di armi ed equipaggiamenti.

Tra questi modelli attualmente in produzione rientrano il carro armato T-90M Proryv, nonché i modelli profondamente modernizzati T-80BVM e T-72B3M; il breve comunicato, peraltro, non ha accennato ai T-14 “Armata”, programma che sembra essere stato interrotto per insuperabili problemi tecnici emersi nel corso delle prove a cui sono stati sottoposti gli esemplari prodotti in preserie.
Il futuro del carro armato secondo Rostec
Rostec non prevede la fine del carro armato messo profondamente in crisi dai droni e loitering munitions che si sono aggiunti ai classici missili, razzi e mine anticarro; anzi, sostiene che il carro armato rimarrà la principale forza d’attacco, mantenendo le sue caratteristiche classiche basate su telaio cingolato, corazzatura attiva e passiva e cannone in torretta rotante.
Tuttavia, secondo il conglomerato statale russo, il carro armato subirà una decisa trasformazione, con la piena integrazione, tramite sistemi di controllo automatizzati, con altre forze e risorse quali droni, robot/ugv terrestri, artiglieria, sistemi di guerra elettronica e di difesa aerea, equipaggiamenti del genio ed armi anticarro.
Questo tipo di architettura integrata per Rostec sarà in grado di neutralizzare le minacce anticarro ancor prima della fase attiva del combattimento, consentendo ai carri armati di poter andare all’attacco in condizioni ottimali senza essere decimati nelle prime fasi dello sfondamento dalle difese anticarro divenute numerose e multiforme, una vera e propria difesa multistrato terrestre; in concreto nei combattimenti tra Russia ed Ucraina si è visto l’impiego di artiglieria terrestre che con munizionamento di precisione e cargo con il rilascio di sub munizioni ha messo in grande difficoltà le colonne corazzate, meccanizzate, blindate e motorizzate russe, infliggendole durissime perdite ed ostacolandone i movimenti, unitamente a droni sia kamikaze che armati con munizionamento a guida SAL (Semi Active Laser) e classici sistemi anticarro, compresi l’impiego di caposaldi rinfornzati ed ostacoli artificiali.
L’adattamento del APS Arena-M al contrasto dei droni
A livello di novità, qualche tempo fa à stato annunciato che un nuovo lotto di carri armati T-90M “Proryv”, prodotti dal gruppo Uralvagonzavod, è stato dotato di sistemi di protezione attiva Arena-M per contrastare i droni nemici in fibra ottica; questo tipo di forma di controllo dei droni si è rapidamente diffuso in Ucraina per contrastare l’impiego di dispositivi jammer sempre più diffusi per disturbare od inibire le radiofrequenze usate per guidare i droni “kamikaze” verso i bersagli; il contraltare dell’impiego della fibra ottica è la lunghezza del cavo e la necessità di non incontrare ostacoli lungo il percorso per colpire il bersaglio.
Tale APS sarebbe stato messo in grado ora di individuare e neutralizzare automaticamente qualsiasi minaccia sparando un proiettile intercettore contro un missile anticarro ed anche contro un drone in arrivo, con un percorso di crescita simile a quello dell’Irof Fist di Elbit Systems, al top della categoria perché in grado di contrastare missili, razzi, droni ed anche proiettili perforanti.
Infatti, nel corso del 2025 dai tecnici russi è stato sviluppato ed introdotto una sottomodalità “Anti-Drone” del KAZ Arena M; ora l’industria e la Difesa Russa starebbero ora lavorando all’installazione di KAZ che contrasteranno direttamente i droni, abbattendoli al loro avvicinamento.
Fonte e foto credit @Rostec

