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Il Giappone valuta l’invio di F-35A in Australia

Il Governo Giapponese sta valutando l’ipotesi di schierare cacciabombardieri Lockheed Martin F-35A di quinta generazione ed altri velivoli da combattimento e di supporto a rotazione in Australia.

Questa svolta consentirebbe al Giappone di espandere la portata e la complessità delle esercitazioni congiunte anche con gli Stati Uniti sempre più stretti Alleati di entrambi i Paesi e presenti sia in Australia che nel arcipelago nipponico.

In questo clima di profonda collaborazione, rientra anche l’accordo stipulato recentemente tra la RAAF e la JASDF per l’impiego congiunto di velivoli da rifornimento in volo, con esercitazioni, rischieramenti di air tanker con equipaggi e personale tecnico di manutenzione, approfondimento delle procedure di rifornimento in volo per consentire ai velivoli giapponesi ed australiani di rifornirsi indifferentemente dai Boeing KC-767A e KC-46A della JASDF e dagli Airbus A330 MRTT della RAAF.

Tra Giappone ed Australia si parla di reciprocità che consentirà alla Royal Australian Air Force di essere presente sulle basi giapponesi con i propri F-35A e velivoli di supporto alla prossima edizione dell’esercitazione Bushido Guardian e per la Japan Air Self-Defense Force di schierare i propri assetti sulle basi aeree australiane.

Peraltro, i discorsi relativi la partnership militare tra Canberra e Tokyo si sviluppano su più temi, tra cui sistemi d’arma di precisione a lungo raggio, la difesa aerea e missilistica integrata e la guerra sottomarina, rafforzando al contempo la cooperazione trilaterale con gli Stati Uniti, aumento l’opportunità di addestramento con le forze statunitensi nell’Australia settentrionale nonché potenziando la cooperazione di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR) tra i tre Paesi.

Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno annunciato da tempo un potenziamento della partneriship politico-militare con l’Australia; infatti, sono previsti lavori di ampliamento della base aerea di Tindal per accogliere fino a sei bombardieri Boeing B-52H in modo stanziale e prossimamente i nuovi bombardieri Northrop Grumman B-21 Raider che potrebbero essere offerti anche a Canberra, desiderosa di aumentare la sua impronta strategica nell’area del Indo-Pacifico.

Peraltro, Washington fornirà a Canberra anche sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SSN) che saranno dotati di missili d’attacco a lungo raggio a testata convenzionale, e sta finanziando programmi di ampliamento e costruzione di depositi per munizionamento e carburante oltre che infrastrutture destinate ad ospitare reparti dell’US Army e dell’USMC che a rotazione si schiereranno in Australia per esercitazioni congiunte con le Australian Defence Forces e per le operazioni nell’area.

Un discorso simile per i missili d’attacco a lungo raggio a testata convenzionale è in corso d’opera tra Tokyo e Washington con la prima che è intenzionata ad acquistare sino a 500 missili Tomahawk per costruire una solida capacità di risposta e, nel caso fosse necessario, di “first strike” per annientare la minaccia missilistica ostile.

Tali mosse sono tese, da un lato a contenere l’espansionismo aeronavale cinese nell’area del Indo-Pacifico e nello Stretto di Formosa, e dall’altro a rafforzare l’alleanza sempre più stretta tra Washington, Tokyo, Canberra e Seul in risposta all’attività missilistica nord coreana iper attiva nel Mar del Giappone.

Foto Japan Air Self-Defense Force

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