Il Ministero della Difesa del Giappone ha avviato un programma che nel lungo periodo porterà alla sostituzione delle attuali linee di elicotteri da combattimento AH-64D ed AH-1S della Rikujō Jieitai ad essere sostituite con UCAV, o velivoli d’attacco a pilotaggio remoto.

Al momento, si prevede l’acquisto di cinque piattaforme UCAV a lungo raggio con lo stanziamento di circa 11 miliardi di yen, pari a poco meno di 70 milioni di dollari.
I nuovi droni, oltre ad aver compiti di attacco al suolo, svolgeranno missioni di Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione (ISR) e di acquisizione di obiettivi e/o di illuminazione a favore di altre fonti di fuoco.
I motivi della decisione giapponese
Secondo il Ministero della Difesa Giapponese la formula dell’elicottero da combattimento e ricognizione avanzata ha fatto il suo tempo, non garantisce capacità di sopravvivenza in ambienti fortemente contestati e presenta costi di acquisto e di esercizio troppo elevati rispetto a quelli degli UAS/UCAV.
Le esperienze belliche del conflitto in corso tra Russia ed Ucraina con pesanti perdite di elicotteri da combattimento patite da entrambe le parti hanno messo in discussione, non solo in Giappone, il ruolo ed il futuro di macchine così specializzate dai costi elevati; Paesi come la Germania, al momento, hanno abbandonato tale formula, preferendo puntare ad elicotteri leggeri multiruolo (per l’Heer una sorta di ritorno al passato); altri, invece, come l’Italia hanno deciso di mantenere tale tipologia di elicotteri, dotandola di tecnologia allo stato dell’arte, rendondoli una sorta di sistema di sistemi, con l’impiego di missili, droni e loitering munitions, sensori e nodi di comunicazione protetta.
Inoltre, per i tecnici militari giapponesi gli UAS/UCAV possono stare in aria molto più tempo ed hanno un raggio d’azione superiore a quello degli attuali elicotteri da combattimento, senza esporre i piloti ai rischi di essere abbattuti dai sistemi di difesa aerea avversari.
Secondo quando trapela da Tokyo i velivoli UAS/UCAV presi in considerazione sono i TB2 e 3 turchi, modelli israeliani, il Gray Eagle 25M di GA-ASI e proposte delle industrie giapponesi.
La scelta drastica della Difesa giapponese di sostituire elicotteri da combattimento con piattaforme multiruolo a pilotaggio remoto di classe MALE (Medium Altitude Long Endurance) avrà sicuramente ripercussioni sul mondo dell’ala rotante militare che guarda sempre di più alla “remotizzazione” degli aeromobili attuali ed all’immissione in linea di convertiplani, per affiancare e sostituire gli odierni elicotteri da trasporto e utility con macchine dalle prestazioni altamente performanti.
Foto credit @General Atomics Aeronautical Systems Inc. (GA-ASI)


