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Il Niger revoca l’accordo con Washinton, gli USA dovranno lasciare il paese

La Giunta Militare del Niger ha ufficialmente reso noto che l’accordo che consentiva al personale statunitense di operare nel paese africano, inaugurato nel 2012, è terminato con effetto immediato.

L’annuncio segue diversi giorni di contrattazione tra i militari nigerini ed i diplomatici degli Stati Uniti segnando un nuovo minimo storico delle relazioni internazionali tra i due paesi.

Il Portavoce della Giunta, Colonnello della NAF Amadou Abdramane, ha dichiarato che l’accordo è “illegale e viola le norme costituzionali” nonché “ingiusto nei confronti del popolo del Niger che deve essere libero di scegliere i propri partner in autonomia – aggiungendo – “nello specifico la Federazione Russa e la Repubblica dell’Iran con cui abbiamo relazioni diplomatiche da diversi decenni.”

A partire dal colpo di stato attuato nel 2023, quando il Presidente Bazoum è stato incarcerato ed è salito al potere il Consiglio Nazionale per la Salvaguardia della Patria, i rapporti diplomatici tra Niger e USA sono precipitati mese dopo mese anche a causa della presenza di mercenari russi della Wagner a sostegno del golpe militare.

Non casualmente la nuova giunta militare si è subito avvicinata ad altri due stati come il Mali ed il Burkina Faso anch’essi scossi da colpi di stato con l’instaurazione di governi con posizioni prettamente anti-occidentali.

Il Niger non è nuovo ad azioni di questo tipo dopo l’espulsione dell’ambasciatore francese il 25 agosto 2023 ed il conseguente ordine da parte del Presidente Macron di ritiro dei circa 1.200 soldati francesi presenti nel paese.

L’accostamento del Niger alla sfera di influenza russa ha provocato non pochi problemi a Washington che ritiene il paese dell’Africa fondamentale per la lotta al terrorismo e dove sono attualmente presenti circa 1.000 persone tra militari e civili statunitensi.

A partire dal 2013-2014 l’United States Air Force ha operato con i velivoli a pilotaggio remoto MQ-9 Reaper dalla Nigerien Air Base 101 (NAB 101) situata nelle vicinanze della capitale Niamey.

Le limitazioni logistiche della NAB 101 e l’importanza data alla posizione strategica del Niger portarono il Pentagono a prevedere la costruzione di un nuovo e più grande aeroporto a circa 740 chilometri di distanza dalla capitale.

L’aeroporto in questione è il Nigerien Air Base 201 (NAB201) situato presso la città di Agadez la cui costruzione avvenuta tra il 2016 ed il 2019 è costata agli Stati Uniti circa 100 milioni di dollari, il 50% in più rispetto a quanto inizialmente preventivato.

L’aeroporto, pagato dagli USA ma di proprietà del Niger, è dotato di una pista in asfalto lunga 1.890 metri che consente le operazioni con velivoli da trasporto Boeing C-17 Globemaster III e soprattutto di droni General Atomics MQ-9 Reaper largamente impiegati contro le formazioni terroristiche nel Sahel.

A settembre 2023, poco dopo il golpe della giunta militare, le Forze Statunitensi hanno abbandonato la NAB 101 riposizionandosi presso la NAB 201 come “misura precauzionale” secondo quanto affermato dal Pentagono.

Le attività di volo sono attualmente limitate alla sorveglianza attorno alla NAB201 per la salvaguardia delle truppe statunitensi.

La perdita di questo importante aeroporto rappresenterebbe un duro colpo per le capacità ISR e strike degli Stati Uniti nella lotta al terrorismo nel Sahel tanto che la diplomazia statunitense è già al lavoro per cercare una nuova struttura nel caso in cui rimanere ad Agadez non fosse più possibile.

Gli Stati Uniti nel biennio 2021-2022 hanno donato un totale di tre velivoli da trasporto Lockheed Martin C-130H Hercules al Niger e la mancanza del necessario supporto logistico da parte statunitense potrebbe portare ad una progressiva perdita di capacità di trasporto per la NAF.

L’Italia ha invece consegnato ad ottobre 2022 una coppia di elicotteri Leonardo AB412, ricondizionati da Agenzia Industrie Difesa, tratti dai materiali in surplus della Guardia di Finanza.

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