Il Presidente Biden annuncia l’invasione russa dell’Ucraina e l’invio di rinforzi nei Paesi Baltici

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Il Presidente Biden ha parlato alla Nazione relativamente la crisi ormai degenerata in stato di guerra tra Ucraina e Russia.

Il discorso del Presidente Biden è avvenuto a poche ore di distanza dall’autorizzazione data dal Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin all’uso della forza fuori dai confini nazionali, autorizzazione richiesta ed ottenuta dal Parlamento di Mosca per le truppe schierate nelle regioni secessioniste di Donetsk e Luhansk.

Il Presidente Biden parla di un’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, come di un atto criminale senza avere alcun diritto ed ha firmato un ordine esecutivo per negare a Mosca la possibilità di trarre profitto dalle sue palesi violazioni del diritto internazionale.

Gli Stati Uniti a detta del Presidente Biden procederanno ad inviare di altre armi difensive a Kiev ed a sospendere i finanziamenti a favore di Mosca.

La crisi sembra avviata al peggio con colonne di mezzi russi, tra cui carri armati, IFV e semoventi d’artiglieria ormai entrati stabilmente nelle aree contese da Kiev e Mosca ed il Cremlino ha dichiarato di appoggiare apertamente le istanze dei separatisti il cui obiettivo è occupare stabilmente l’intera regione del Donbass sino al mare, considerati superati gli accordi di Minsk. Mosca si è detta pronta ad inviare anche aiuti militari ai separatisti se la situazione lo richiedesse.

Il Segretario generale della NATO Stoltenberg ha dichiarato che ” la Russia ha fatto ciò che ci aspettavamo e contro il quale ci mettevamo in guardia” e che “la NATO fornirà all’Ucraina un forte sostegno politico perché si tratta di un attacco su vasta scala alla sovranità della Repubblica popolare ucraina“. Per misura precauzionale sono stati messi in allarme 100 velivoli e 120 navi della Alleanza Atlantica per prevenire qualsiasi gesto sconsiderato nei confronti di Paesi NATO. Inoltre, la Forza di Reazione Rapida composta da 40.000 uomini è in allerta, ma non è stata schierata. All’interno della Forza di Reazione Rapida vi è la Very High Readiness Joint Task Force ( (VJTF) ad altissima prontezza operativa costituita da 8.000 soldati, ora sotto comando francese (circa 7.000) con relativa componente aerea.

In Ucraina il Presidente Volodymyr Zelenskyy ha affermato di aver ricevuto una richiesta dal Ministero degli Affari Esteri di Kiev in merito alla rottura delle relazioni diplomatiche tra l’Ucraina e la Federazione Russa, mossa questa definita gravissima, se accettata, da Lavrov, Ministro degli Esteri di Mosca. Inoltre, Zelenskyy ha dichiarato che l’Ucraina non cederà alle richieste irricevibili di Mosca ed ha imposto la Legge Marziale.

Le stesse Nazioni Unite hanno apertamente condannato quanto fatto da Mosca addebitando alla Russia la violazione del diritto internazionale pur invitando le parti a riprendere i colloqui ed a pervenire ad una soluzione diplomatica della crisi.

L’Unione Europea per bocca dell’Alto Rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza Josep Borrell ha disposto un pacchetto di sanzioni che colpirà 351 membri della Duma di Stato russa (parlamento) che hanno votato per il riconoscimento delle regioni ucraine di Donetsk e Luhansk come stati indipendenti. Le sanzioni europee saranno estese anche a 27 individui ed entità che minano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina e riguarderanno i settori politico, militare, commerciale e dei media.

Anche Londra vara il suo pacchetto di sanzioni economiche nei confronti della Russia e si prepara ad inviare ulteriori armi difensive in Ucraina.

Ovviamente la grave crisi si ripercuote pesantemente sui mercati finanziari e borsistici come un vero e proprio tsunami con il prezzo del petrolio che è salito alle stelle; un barile di Brent è arrivato quasi a 100 dollari; i mercati asiatici hanno tutti chiusi in forte ribasso. Le borse europee tutte negative con quella di Francoforte che ha pagato il prezzo più caro a causa della questione del North Stream 2 di cui il Governo di Berlino ha annunciato di voler sospendere la procedura di certificazione che consentirebbe di renderlo operativo. In più Berlini, finita al centro delle polemiche per la pipeline NS 2 ha fatto trapelare, per bocca del Ministro della Difesa che, è pronta a rivedere le spese per la Difesa, portandole alla fatidica soglia del 2% del PIL per far fronte alle esigenze di difesa nazionale e collettiva della NATO.

In questo contesto infuocato il Presidente Biden ha annunciato che gli Stati Uniti invieranno ulteriori rinforzi in Europa Orientale per i Paesi Baltici della NATO.

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