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Il sottomarino sud coreano Dosan Ahn Chang-ho ha eseguito con successo un lancio di prova del nuovo SLBM

La Marina della Corea del Sud ha eseguito con successo un lancio di un missile balistico a corto raggio (SLBM) messo a punto dall’industria nazionale da parte del nuovo sottomarino Dosan Ahn Chang-ho.

Questo test riuscito comporta che la Corea del Sud sia divenuta l’ottava nazione al mondo, dopo Stati Uniti, Russia, Cina, Corea del Nord, India, Francia e Gran Bretagna (Israele non confermato ma presumibile l’impiego a bordo dei sottomarini Dolphin II di una versione Turbo SLCM del missile Popeye anche a carica nucleare) a detenere la tecnologia di questi sistemi d’arma, missile balistico e capacità di lancio da bordo di un sottomarino.

La conferma del successo del lancio di prova è stata data da fonti militari, le quali hanno specificato che l’Agenzia per lo Sviluppo della Difesa (ADD), organo di ricerca e sviluppo del Ministero della Difesa di Seul, ha eseguito prove di espulsione subacquea dell’SLBM dal sottomarino Dosan Ahn Chang-ho la scorsa settimana, dopo aver effettuato precedentemente una serie di lanci, coronati da successo, impiegando una chiatta sottomarina.

Il Dosan Ahn Chang-ho è un sottomarino con dislocamento di 3.000 tonnellate sviluppato localmente. con batterie ad ioni di litio di produzione sud coreana, dotato di sei tubi di lancio verticali (VLS) per il lancio di missili tra cui lo SLBM, variante del missile balistico terrestre Hyunmoo-2B, già in servizio con l’Esercito di Seul.

La versione “navale” del Hyunmoo-2B è accreditata di una portata attorno i 500 km ed è dotata (al momento) di testata esplosiva convenzionale.

In tal modo le due Coree sono tornate in posizione di parità, essendo in possesso dei medesimi sistemi d’arma, ma la Marina di Seul può contare sul livello tecnologico nettamente superiore del sottomarino lanciatore (e con buona approssimazione del missile), rispetto a quanto sviluppato dalla Marina Nord Coreana che è stata costretta a riadattare il progetto di un vecchio sottomarino convenzionale di origine sovietica-cinese. Rimane l’incognita della possibilità che la Corea del Nord possa caricare su questi SLBM ordigni nucleari che richiedono, però, un processo di riduzione al minimo della testata, il che comporta processi di produzione tecnologicamente avanzati.

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